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Carlo Moggia, l’ideatore di Open Studio che si è tenuto al Camec

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Lo scorso week end

LA SPEZIA – Di recente l’artista spezzino Carlo Moggia ha ideato Open Studio, un progetto “Live” in cui alcuni autori partecipanti alla mostra “Mettiamoci la faccia” presso il Camec (Bellani,Braida ,Cimino, Guano, Gusinu, Imberciadori, Leona K, Mismas, Moggia, Rodighiero, Sergiampietri, Sopracase, Sergio Tedoldi, Tomaino) hanno riprodotto uno studio “globale” lavorando insieme alla presenza di studenti – spettatori. L’idea di Moggia consisteva nel riflettere come non solo l’opera finita ma anche l’azione per eseguirla può essere considerata qualcosa di creativo in sé ed essere perciò documentata e valorizzata come un’opera vera e propria. Interessante proporre, come estensione del progetto, che, durante la mostra e in relazione alle foto, si predisponessero dei tempi per un lavoro “Live” nelle stesse stanze. Non come estemporanea tradizionale ma come presenza e azione collegata al progetto.

Nel Museo dunque, “casa d’artista”, si doveva allestire uno “studio allargato” che consentisse le diverse tipologie di produzione fotografate, ricreando una situazione simile a quella dell’atelier. La creatività della documentazione avrebbe dovuto essere affidata ai fotografi del progetto e la documentazione, insieme eventualmente alle opere prodotte, avrebbe potuto essere oggetto di mostre successive anche in altri spazi. Cinzia Compalati, consulente del Camec, ha definito il progetto così come è stato realizzato, una “messa in scena” di una situazione metafisico-tautologica.

L’idea di Carlo Moggia dell’Open Studio ha riscosso un buon successo, vista la grande affluenza di studenti e pubblico. Un’idea leggermente diversa dalle sue origini, ma in ogni caso molto valida grazie all’interessamento di Marzia Ratti e Cinzia Compalati. Carlo Moggia è un affermato artista. La sua produzione spazia in varie tematiche. Dalle opere in plexiglas ai Retinici in cui le foglie creano sagome di donna fino alle ultime opere in fondo nero con sciami simili agli atomi. Infatti Moggia è appassionato di fisica e con la sua profonda ricerca si è ispirato agli sciami atomici che gravitano nello spazio. Un’artista raffinato a tutto tondo che ha saputo mettere a disposizione la sua poliedrica creatività nel realizzare l’Open Studio al Camec, un Museo sempre aperto all’originalità anche degli artisti locali che con la mostra “Mettiamoci la faccia” ha fatto pienamente centro.

Simona Pardini

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