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Verso Spezia-Cesena – L’ora della forza “bruta”

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Acampora in gol con il Lanciano – Foto Patrizio Moretti 

Di là c’è mister Drago, da mesi guardato storto da un buon numero di tifosi spezzini, dopo quel 5-1 dell’andata e quel suo apparire un po’ al limite del ruvido e dello spavaldo; in tanti, non vedono l’ora di una rivincita sportiva da consumarsi al Picco

LA SPEZIA – Il segnale di svolta è stato dato, il segnale di maturità pure, adesso è l’ora del segnale di forza “bruta”, quello che destabilizzerebbe tutto un campionato in orbitaplay off.

Un po’ di sconquasso lo Spezia lo ha portato nella parte alta della classifica, quella a sinistra, che tutti guardiamo come fosse un mantra da seguire.
Tante hanno rallentato, alcune si sono impantanate da settimane, altre si sonobloccate, ed in questo contesto, il filotto consecutivo di vittorie ha permesso agli uomini di Di Carlo di scoprire tutto un orizzonte nuovo, inimmaginabile trenta giorni fa.
Inimmaginabile ancor di più pensando che, se questa sera lo Spezia dovesse battere il Cesena, lo raggiungerebbe al quarto posto.
Si, proprio quel Cesena che fu la causa dell’inguaribile “malattia” della gestioneBjelica, quel Cesena che settimana dopo settimana, costantemente, giocava un campionato a parte rispetto al nostro, allontanandosi sempre più. Misteri e meraviglie del calcio di serie B.

Cercheremo di giocare a viso aperto, ma contro questo Cesena dovremo farlo in maniera molto intelligente, conoscendo le loro caratteristiche…”.
Questa è una nota estrapolata dalla conferenza stampa del mister aquilotto; tradotto, sarà fondamentale non concedere spazi a giocatori molto veloci e tecnici come gli avanti bianconeri.
Sarà partita a scacchi, in cui occorrerà mantenere alti il ritmo di gioco e l’intensità agonistica. A questo proposito, il calendario ha giocato un brutto scherzo a Di Carlo, riservando per il Cesena un giorno in più di riposo; un giorno molto importante, nel contesto di un turno infrasettimanale e di una partita che si annuncia tirata ed equilibrata.
Non c’è spazio, però, per giustificazioni e imprecazioni varie, c’è anzi da continuare a battere un ferro rovente, con l’aiuto di uno stadio che potrà dire la sua, se lo vorrà veramente.

Mancherà Situm, e c’è da augurarci che il fastidio al crociato non lo tolga per troppo tempo al servizio della squadra; non sarà un’assenza qualsiasi, tanto che è perfino difficile immaginare uno Spezia senza il croato, visto il suo enormeminutaggio, la sua intesa con Migliore, e la sua assoluta continuità di prestazioni positive.
La ragione porta a pensare che sarà Catellani il suo sostituto naturale, sebbene le caratteristiche dei due siano diverse. Ma non sono molto diverse la corsa e lo spirito di sacrificio, e su questo Di Carlo non transigerà.
La traversa di Terni grida vendetta, ed è persino superfluo rimarcare come a questa squadra manchino praticamente solo i gol dell’ex capocannoniere della stagione scorsa.
Chissà che quella traversa dai trentacinque metri non nasconda in se un messaggiosubliminale che saremo in grado di decifrare solo questa sera.

Tra le altre possibili alternative, attenzione a non sottovalutare l’ipotesi Sciaudoneleggermente avanzato, con inserimento a centrocampo di Acampora e Pulzettiaccanto ad Errasti, per un centrocampo assolutamente fatto di muscoli e vigoria atletica.

Ci sarà il dubbio NenèCalaiò per il ruolo di prima punta. Il brasiliano viene da due gol consecutivi ed importantissimi ai fini del risultato finale, elemento questo che Di Carlo terrà in grande considerazione.

La psicologia dell’attaccante, poi, è materia delicata e che va sempre considerata al massimo quando si vive un momento particolarmente positivo; inoltre, la struttura fisica di Nenè potrebbe risultare molto utile sui calci piazzati, per contrastare una delle squadre fisicamente più strutturate dell’intero campionato.

Contro i mastini del centrocampo cesenate occorrerà un centrocampo che sappiaringhiare e farsi sentire fisicamente, proprio come successo nelle ultime settimane. Ma questa volta sarà ancora più determinante. Il destino della sfida passerà proprio dalla zona nevralgica del campo.

Di là c’è mister Drago, da mesi guardato storto da un buon numero di tifosi spezzini, dopo quel 5-1 dell’andata e quel suo apparire un po’ al limite del ruvido e dello spavaldo; in tanti, non vedono l’ora di una rivincita sportiva da consumarsi alPicco.
Un motivo di “colore” in più, se ci fosse bisogno di dare ulteriore significato al match. Senza ombra di dubbio, questa squadra merita uno stadio infuocato, una piccola bolgia maledetta, un ambiente insomma che si presenti agli occhi e alle orecchie dell’avversario come difficile da attraversare indenne. Estremamente difficile.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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