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SPEZIA – CESENA 1 – 1 | Nenè riacciuffa i romagnoli: le Aquile rosicchiano un punto al Pescara

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Calaiò salta Renzetti – Foto Patrizio Moretti 

Gli aquilotti creano, ma sprecano, subendo il contropiede letale di Ragusa. Nella ripresa, Di Carlo azzecca i cambi, con Nenè che regala un prezioso pari. Perde il Pescara, il terzo posto è a meno cinque.


LA SPEZIA – Un tempo per uno, non fa male a nessuno. Soprattutto al Cesena, graziato da uno Spezia bello, ma poco efficace sotto porta. Svariate le occasioni per i ragazzi di Di Carlo, ma la difesa di ferro degli ospiti risponde colpo su colpo. Come da copione, ne approfitta la squadra di Drago con un ottimo contropiede iniziato da Ciano e finalizzato da Ragusa. Gli aquilotti non si perdono però d'animo, trovando il sacrosanto pari con il neo entrato Nenè. Lo Spezia ci crede, ma i cesenati si chiudono dietro, soffrendo, graziati dall' imprecisione di Calaiò e Piccolo. Buon punto per i bianchi, che allungano la striscia positiva di risultati utili consecutivi, portandosi a meno cinque dal terzo posto occupato dal Pescara, superato dal Trapani nell'incredibile gara dell'Adriatico. 

LE FORMAZIONI: CATELLANI K.O, ECCO CIURRIA  NEL 4-3-3 DEI BIANCHI, OSPITI CON IL 4-2-3-1
All'andata finì con un sonoro cinque a uno per i romagnoli: di fatto l'inizio della fine per Mister Bjelica, di lì a poco esonerato. Un girone dopo le due formazioni, superate le rispettive difficoltà, si affrontano in quello che è il big match della ventinovesima giornata del campionato cadetto. In palio punti pesantissimi per le posizioni play off, con le due squadre separate in classifica da appena tre punti e imbattute da sette e sei gare.
Di Carlo schiera i suoi con l'ormai consueto 4-3-3 che vede Chichizola tra i pali, De Col, Postigo, Terzi e Migliore in difesa, Pulzetti, Errasti e Sciaudone sulla mediana, con il trio offensivo composto da Piccolò – Calaiò e Ciurria. In panchina Nenè, out Catellani, colpito da infortuno last minute e Situm, K.O. nella sfida di Terni.

Drago ritrova Capelli, Perico e Ragusa, al rientro dopo la squalifica. 4-2-3-1 per il tecnico ex Crotone, con Gomis in porta, Perico, Capelli, Caldara e Renzetti a comporre la retroguardia, Sensi e Kessiè sulla mediana, Ciano, Kone e Ragusa, dietro l'unica punta Djuric.

SPEZIA SPRECONE, RAGUSA NON SBAGLIA: AL 45' E' UNO A ZERO CESENA
Il primo squillo della partita porta la firma del Fante Ciurria con una conclusione dal limite che non impensierisce Gomis. Aggressivo il centrocampo aquilotto, in costante pressing verso la retroguardia ospite, la migliore del torneo con sole 23 reti subite. Azione fotocopia dei romagnoli al 5', ma il destro di Ciano è facile preda di Chichizola. Polemiche all'8' per un presunto tocco di mano di Djuric sulla ravvicinata conclusione di Calaiò, anche se per Di Paolo non ci sono gli estremi per il tiro dagli undici metri. Gioca bene la squadra di Di Carlo, supportata dalla vivacità di Migliore e Sciaudone, protagonista al 10' di una bella azione personale, finalizzata con l'assist per Calaiò, che colpisce però troppo debolmente di testa. Difesa e contropiede, invece, gli ingredienti dei cesenati. Con il passare dei minuti cala il ritmo delle prime battute, con le due formazioni attente gestire il possesso palla. Pericoloso lo Spezia con l'ennesima discesa di Sciaudone, bravo ad allargare sulla sinistra per Ciurria, ma il cross del numero 25 trova la risposta provvidenziale di Capelli, che devia in corner. Alla mezz'ora, Aquile ancora in avanti, questa volta con il tiro cross del solito Sciadudone, sul quale Gomis interviene non senza difficoltà, smanacciando la sfera prima sulla traversa e poi su Calaiò che spreca a pochissimi metri.
Gol sbagliato, gol subito: la dura legge del gol non perdona e così Ragusa, al 35', innescato in contropiede da un bel filtrante di Camillo Ciano, non sbaglia a tu per tu con Chichizola, portando in avanti i suoi. Ci provano nel finale Sciaudone e Calaiò, ma le conclusioni di entrambi si spengono a lato. Questi gli ultimi episodi della prima frazione di gioco: squadre negli spogliatoi con il Cesena in avanti di una rete. 

LA RIPRENDE NENE': FINISCE UNO A UNO. IL TERZO POSTO DISTA CINQUE LUNGHEZZE
Ripresa con i soliti 22 del primo tempo e con i padroni di casa proiettati in avanti alla ricerca del gol del pareggio. Buona la manovra dei ragazzi di Di Carlo, incapaci però, nonostante l'ottimo giro palla, di mandare a rete i propri attaccanti. Le occasioni più ghiotte arrivano infatti da situazioni inattive, come quella che capita al 6' sulla testa di Calaiò, con Gomis che fa però sua la sfera. Aggressivo l'atteggiamento dei romagnoli, decisi più che mai a difendere il preziosissimo vantaggio. Sul taccuino del Signor Di Paolo finiscono Renzetti e Perico, in aggiunta ai già ammoniti Konè, Gomis e Capelli. Di Carlo cerca la svolta, gettando nella mischia Nenè al posto di Ciurria, ridisegnando i suoi con un 4-3-1-2 che vede Piccolo in posizione di trequartista a supportare il tandem Calaià – Nenè. Cambi anche per il Cesena, con Cascione e Falco che rilevano Kessiè e Ragusa. Passano tre minuti e Di Carlo azzecca la propria scommessa: scatto di De Col sulla destra, ottima pennellata al centro e colpo di testa vincente del neo entrato Nenè. E' uno a uno Spezia, grazie al settimo gol in campionato dell'attaccante brasiliano, alla terza rete consecutiva. Entusiasmo alle stelle al Picco, le Aquile cercano ora i tre punti, trascinati da uno scatenato Nenè, pericolosissimo alla mezz'ora con una rasoiata dalla destra che attraversa tutta l'area senza trovare la deviazione vincente dell'Arciere Calaiò. Partita viva, intensa e maschia: negli ultimi minuti sono i bianchi a crederci di più e a sfiorare il gol del meritato vantaggio con una botta di Piccolo dal limite dell'area che termina di pochissimo fuori. Nell'occasione ottima la giocata di Calaiò, bravissimo a smarcare con un bel dribbling il numero 23 ex Lanciano. Proprio l'Arciere farà spazio poco dopo a Gennaro Acampora, per quello che è il secondo cambio di Mimmo Di Carlo. Per il Cesena, invece, fuori Ciano, dentro Rosseti. Quattro i minuti di recupero concessi da un troppo indeciso Signor Di Paolo, durante i quali succede poco o nulla. Alla fine Aquile e Cavallucci si dividono la posta in palio, guadagnando un punto prezioso sulla terza Pescara, sconfitta in casa dal Trapani.

 

Andrea Licari

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