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Concessionario di autovetture responsabile di una frode fiscale per oltre 30 milioni di euro

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SAVONA – La Compagnia della Guardia di Finanza di Albenga ha eseguito un’articolata attività di polizia tributaria e giudiziaria nei confronti di una società, con sede ad Albenga, operante nel settore del commercio di autoveicoli, scoprendo dal 2010 ad oggi una frode fiscale di oltre 30 milioni di Euro.

 
L’attività delle Fiamme Gialle è cominciata circa un anno fa a causa della presentazione di denunce da parte di alcuni cittadini che lamentavano irregolarità nell’acquisto di automobili. I finanzieri avevano effettuato accessi presso sedi societarie e abitazioni private di amministratori e soci e, dopo aver esaminato la documentazione sequestrata, già nel mese di luglio 2015, avevano accertato che il concessionario multimarche aveva nascosto al Fisco oltre 12 milioni di euro, soltanto nell’anno 2010.
 
Contemporaneamente, in collaborazione con la Polizia Municipale ingauna, fu sospeso l’esercizio dell’attività commerciale a seguito di specifica ”Ordinanza di chiusura immediata dell’attività”, in quanto, dagli accertamenti svolti, era emerso che in quei locali non si sarebbe neppure potuta esercitare l’attività di vendita di autoveicoli.
 
La verifica fiscale è poi proseguita analizzando la gestione societaria dal 2011 al 2015, attraverso l’esame di documentazione amministrativo- contabile, extracontabile e bancaria, riferita a molteplici società ed imprese che, nel tempo, erano state aperte e poi chiuse. Tutte le società erano riconducibili però alle stesse persone fisiche che di volta in volta, rivestivano diverse cariche all’interno delle stesse (amministratori, soci, ecc…) e cambiavano frequentemente le sedi legali (Savona, Albenga, Imperia, Genova ecc…), mantenendo le sedi operative sempre presso gli stessi locali aziendali di Albenga.
 
Le attività d’impresa erano di fatto sempre esercitate da due soggetti, i quali simulavano poste di bilancio allo scopo di occultare gli utili conseguiti con la vendita degli autoveicoli, in tal modo sottraendoli all’imposizione fiscale. In particolare, attraverso la restituzione di fittizi “finanziamenti dei soci”, questi ultimi di fatto mai avvenuti, venivano “drenate” risorse dalle casse societarie.



Inoltre, l’analisi della contabilità e dei conti correnti ha evidenziato numerose operazioni di compravendita di veicoli usati, avvenute senza l’emissione di regolari fatture.
 
All’esito delle attività di verifica, le Fiamme Gialle di Albenga hanno constatato, dal 2010, oltre 30 milioni di euro di utili sottratti al Fisco ed imposte e tasse evase per oltre 9 milioni di euro. Quanto scoperto è ora al vaglio dell’Agenzia delle Entrate.
 
I due “soci di fatto” sono stati denunciati alla Procura della Repubblica competente per aver presentato dichiarazioni dei redditi difformi rispetto al reale volume d’affari accertato e per non aver presentato dichiarazione nell’anno 2014.

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