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Lerici: bocciato il Registro del Testamento Biologico

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Alessandra Alessandri, Dirigente ARCI

LERICI – «Il consiglio Comunale di Lerici, nella seduta del 2  marzo, ha bocciato la proposta fatta dai consiglieri Fresco e Ornati di istituire presso il Municipio il cosiddetto Registro del Testamento Biologico.
Gli interventi a sostegno della contrarietà del Sindaco Paoletti e della Capogruppo Gianstefani hanno sottolineato come per loro fosse inutile un registro in mancanza di una legge nazionale e come tale strumento sarebbe stato difficile da gestire per il personale del Comune comportando anche l’assunzione di responsabilità.

Conosco a fondo questo tema essendomene occupata per anni in qualità di dirigente dell’ARCI ed avendo avuto l’onore di incontrare più volte quella splendida persona che è Beppino Englaro e mi permetto quindi alcune considerazioni in merito.

Grazie proprio alla lunga battaglia civile di Englaro la Corte di Cassazione ha chiaramente scritto che la legge c’è ed è la Costituzione della Repubblica Italiana.
Proprio in quella sentenza la Cassazione evidenzia, richiamando sentenze precedenti, come “in presenza di una determinazione autentica e genuina” dell’interessato nel senso del rifiuto della cura, il medico “non può che fermarsi, ancorché l’omissione dell’intervento terapeutico possa cagionare il pericolo di un aggravamento dello stato di salute dell’infermo e, persino, la sua morte”

Ma, in caso di incapacità di intendere e volere, la sentenza specifica che “All’individuo che, prima di cadere nello stato di totale ed assoluta incoscienza, tipica dello stato vegetativo permanente, abbia manifestato, in forma espressa o anche attraverso i propri convincimenti, il proprio stile di vita e i valori di riferimento, l’inaccettabilità per sé dell’idea di un corpo destinato, grazie a terapie mediche, a sopravvivere alla mente, l’ordinamento dà la possibilità di far sentire la propria voce in merito alla disattivazione di quel trattamento attraverso il rappresentante legale."

Tornando a noi, Lerici è un Comune con molti anziani soli, la richiesta che è stata bocciata intendeva far si che chi lo volesse potesse senza ricorrere ad un notaio (e quindi a spese) depositare le proprie volontà presso il Municipio.
In sostanza si chiedeva un servizio, a tutela e garanzia di un diritto già esistente, un uso “civile” della Casa Comune.
A questa funzione ieri sera ha abdicato il Comune di Lerici, ad essere la Casa Comune dei suoi cittadini.»

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