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Agnese, ANCE: “Bene piano casa, ora meno burocrazia”

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LA SPEZIA – “Positivo l’impatto del piano casa sul settore edilizio. Adesso abbiamo bisogno di altri interventi legislativi con l’obiettivo di snellire la burocrazia, semplificare i piani urbanistici, realizzare nuovi investimenti”. Pier Francesco Agnese, Presidente di ANCE La Spezia, promuove il piano casa della Regione Liguria e rilancia. Lo ha fatto ieri, durante un partecipatissimo convegno nella sede della Confindustria spezzina proprio dedicato all’analisi del piano casa. Presente un numeroso pubblico di addetti ai lavori, architetti, ingegneri e geometri; relatori, oltre lo stesso Agnese, il Presidente dell’ordine degli Architetti Massimiliano Ali, l’Assessore regionale Marco Scajola, il Consigliere regionale Andrea Costa ed il Direttore del Dipartimento di Pianificazione Territoriale della Regione, l’Architetto Pier Paolo Tomiolo. “Non ci compete il confronto politico, ma non ci piacciono le semplificazioni giornalistiche- ha sottolineato Agnese- il piano casa prevede una serie di misure di buon senso; uno strumento operativo utile, seppur limitato a demolizioni e ampliamenti.” Andrea Costa, uno dei fautori del piano, ha portato un punto di vista più politico: “Questo non è un piano calato dall’alto. Noi recepiamo le sollecitazioni dei territori: stiamo facendo ancora tanti incontri nei comuni e con gli operatori per migliorare ancora la legge. Abbiamo subito una campagna mediatica ingiusta, i cittadini toccheranno con mano il valore positivo della legge.” Una difesa di ufficio portata avanti anche dall’assessore Scajola: “Il piano casa è uno strumento di legge che va incontro alle esigenze delle famiglie. Abbiamo preso a modello la Lombardia che inserisce il piano casa nei Puc; i comuni, comunque, hanno autonomia normativa, il piano non interviene nei centri storici e le amministrazioni comunali hanno tempo 60 giorni per dire dove non vogliono ampliamenti. Non è certo la panacea di tutti i mali, ma il piano casa può incrementare l’occupazione, nello spirito della salvaguardia del territorio e dello sviluppo economico. Basta con le diatribe ideologiche e la demagogia: non esiste la contrapposizione tra cementificatori e ambientalisti. L’intervento nei Parchi era già previsto dal piano della precedente giunta regionale.” Da parte sua, l’Architetto Tomiolo, durante il suo intervento, di natura più tecnica, ha rilevato come il contenzioso con il governo che ha fatto ricorso alla corte costituzionale, “non riguarda attività che hanno a che fare con i comuni, ma la procedura Enti Parco per gli ampliamenti e la demolizione e ricostruzione quando ci sono progetti in cui la Regione rilascia autorizzazione paesaggistica anche se c’è la conferenza dei servizi.” Insomma, non un giudizio complessivo sull’impianto della legge, ma solo su alcuni commi.

A giudicare dai commenti in sala, la valutazione positiva del piano è ampiamente condivisa dalla grande maggioranza degli operatori. Del resto, il numero del settore costruzioni parlano da soli. I moltiplicatori economici di settore raccontano che a fronte di un investimento economico di un milione di euro in edilizia, le ricadute sull’economia provinciale sono di quasi tre milioni, con un’occupazione diretta di 23 persone. In provincia, secondo i dati di Cassa Edile, ci sono 749 imprese edili con una forza lavori di 3244 addetti, ma stimando anche gli impiegati tecnici e amministrativi, il numero di occupati è circa di 5000 unità. Inoltre, sul territorio operano 300° liberi professionisti, di cui 544 architetti. Complessivamente, considerando anche agenti immobiliari e l’indotto artigiano, si stima che in provincia sul comparto edile vivano oltre 13mila persone.

Marco Ursano

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