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L’avversaria | Avellino, tra letargo e stato di veglia

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Un inizio shock, poi la splendida risalita, quindi la flessione. Analizziamo da vicino il cammino tortuoso dei prossimi rivali dello Spezia. 

LA SPEZIA – Dall'ultimo al decimo posto: in appena due mesi il destino dell'Avellino si è decisamente capovolto. Anche se i dubbi rimangono molti. Difficile, se non impossibile, compiere infatti una previsione su una squadra dal cammino a dir poco altalenante.

Messi da parte i pessimi risultati d'inizio stagione, la svolta della squadra allenata da Tesser, più volte sulla graticola del Presidente Taccone, ha avuto luogo tra novembre e dicembre, con i lupi capaci di conquistare ben sette vittorie consecutive e la zona play off. 

Complice la pesante partenza del punto di riferimento Trotta, salito di categoria dalle parti di Sassuolo, e una pausa non sempre sinonimo di relax, i bianco verdi sono nuovamente incappati in un mese non troppo ricco di soddisfazioni, anche se non di certo paragonabile alle nefaste uscite settembrine.

Dopo 29 giornate di campionato, la classifica dell'Avellino parla di 4o punti, tradotto meno quattro dall'ottavo posto play off, vero obiettivo stagionale dei campani.

In totale sono 11 le affermazioni stagionali, così come le sconfitte – l'ultima rimediata a Brescia – contro i sette pareggi. Dati, questi, che ci dicono come i ragazzi di Tesser entrino di diritto nella speciale classifica delle squadre con meno segno X.

Vincere o perdere: lo scarso equilibrio dei lupi lo si nota anche nei numeri relativi ai reparti di gioco. Buono lo score dei gol messi a segno – 41 – grazie anche un Mokulu che con nove reti sta degnamente sostituendo Trotta, decisamente peggiore il reparto difensivo, trafitto in 40 occasioni e dunque quarto peggiore del torneo.

Tatticamente, dopo aver sperimentato il 3-5-2, il 4-4-2 o il 4-4-1-1, Tesser sembra aver trovato la quadra con un 4-3-1-2 che annovera al proprio interno valori di tutto rispetto: da Gavazzi, passando per la giovane promessa Bastien, sino a Paghera, Insigne e l'eterno Ciccio Tavano.

Eppure, a due mesi dal termine della stagione regolare, gli obiettivi finali sono tutt'altro che definiti. Con un spettro chiamato limbo dietro le porte.

 

Andrea Licari

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