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Verso Avellino | Chi, e come, senza Situm e Catellani?

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Patrick Ciurria – Foto Patrizio Moretti 

Le grandi squadre dimostrano anche in queste circostanze di essere "grandi", pescando senza troppe difficoltà situazioni ed interpreti che rendano comunque al meglio, in un collaudato sistema di gioco

LA SPEZIA – I due infortuni degli ultimi giorni occorsi a Mario Situm e ad Andrea Catellani,hanno lasciato un vuoto difficilmente colmabile nella fascia sinistra offensiva aquilotta.
Il compito al quale è stato chiamato Patrik Ciurria contro il Cesena è stato di quelli pesanti, essendo il croato un giocatore di una levatura tecnica e atletica difficilmente sostituibile e considerando che, un suo naturale sostituto, sarebbe stato senz’altro quel Catellani che in altri contesti ha dimostrato di saper fare molto bene in quel ruolo.
Ciurria, il “fante“, ha vissuto di buona visibilità al momento dell’insediamento diMimmo Di Carlo sulla panchina aquilotta, in un periodo nel quale, sulla destra del fronte offensivo, c’era un vuoto lasciato da De Las Cuevas e da Kvrzic, mentreAntonio Piccolo era ancora un giocatore del Lanciano.
Ha vissuto qualche settimana da titolare e da subentrante, la piccola ala aquilotta, tra alti e bassi figli di un età ancora verde, e di una certa fragilità fisica che ne condiziona colpi e rendimento; fragilità sulla quale, evidentemente, ci sarà ancora da lavorare in maniera specifica.
I colpi ci sono, il piede pere essere spesso caldo, ma le giocate decisive sono un’altra cosa e su questo ci sarà ancora da lavorare, per arrivare davvero ad unostep da giocatore di “sostanza” in questa categoria.

La domanda adesso è: sarà ancora lui a sostituire Situm e Catellani ad Avellino?
Oppure Di Carlo cercherà altri interpreti e/o altre soluzioni tattiche?
Oltre ad una riconferma di Ciurria nel 4-3-3 di ultima generazione aquilotta, vi sono altre ipotesi sulle quali probabilmente il tecnico aquilotto ragionerà, considerando ancora indietro di condizione fisica Zoran Kvrzic.
Tra queste ipotesi, c’è quella che prevede un Daniele Sciaudone più avanzato nella zona appunto che è di normale competenza di Situm, con conseguente inserimento a centrocampo di un altro mediano accanto ad Errasti e Pulzetti.
Questa ipotesi consentirebbe a Sciaudone di giocare qualche metro più vicino all’area di rigore avversaria, in un ruolo già ricoperto in passato vicino alle punte o all’unica punta, con un centrocampo conseguentemente più di interdizione.

Potrebbe verificarsi anche l’ipotesi del modulo ad “albero di natale“, con Piccolo eSciaudone immediatamente davanti ai tre in mediana, a supporto dell’unica punta.
Uno schema che permetterebbe di fare molta densità in mezzo al campo, cercando possesso palla e imprevedibilità tra le linee avellinesi, su un campo dalle dimensioni abbastanza larghe come quelle del “Partenio.

Un’altra ipotesi potrebbe prevedere il passaggio al 4-3-1-2 con Piccolo nella stessa posizione assunta negli ultimi minuti contro il Cesena, dietro alle due punteCalaiò e Nenè.
Uno schema che ha dimostrato di poter funzionare, sebbene si trattasse di partita in corso. In questo caso, una remora per Di Carlo potrebbe essere costituita dalla mancanza di un cambio “di peso” per il secondo tempo, quando dalla panchina non si potrebbe pescare oltre a Ciurria e Kvrizic, sul fronte offensivo.

Altra ipotesi ancora è il 4-4-2 con Ciurria (ma attenzione anche ad Acampora) e Piccolo sulle fasce, con due mediani in mezzo e due punte davanti. Sistema che toglierebbe alla mediana un interprete del ruolo rispetto alle ultime settimane, al contempo permetterebbe di giocare si in ampiezza, ma rischiando qualcosa nella zona centrale del campo.
Andare a toccare un reparto che sta funzionando a meraviglia è sempre un po’ rischioso, resta però un modulo che il tecnico aquilotto ha dimostrato in passato di apprezzare.

Insomma, sono diverse le ipotesi al vaglio del tecnico di Cassino, tutte volte a sopperire un’assenza tremendamente pesante come quella di Situm.
Poteva essere l’occasione per Catellani di ritagliarsi un ruolo importante in questa squadra, ma il destino ha deciso cosi.
Ci sarà da stringere i denti e da dare tutti qualcosa in più.
Ma le grandi squadre dimostrano anche in queste circostanze di essere”grandi“, pescando senza troppe difficoltà situazioni ed interpreti che rendano comunque al meglio, in un collaudato sistema di gioco.


Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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