laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Giubileo del Clero in Catterale

Più informazioni su

Notizie della Diocesi

LA SPEZIA – Sarà l’intero presbiterio diocesano, costituito dai sacerdoti, anche religiosi, e dai diaconi permanenti, ad attraversare venerdì prossimo 11 marzo la “Porta santa”, aperta nella cattedrale spezzina di Cristo Re in occasione del Giubileo straordinario della misericordia. Così sacerdoti e diaconi, guidati dal vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti e dal vescovo emerito Bassano Staffieri, avranno un’occasione particolare, tutta propria, per celebrare il Giubileo indetto da Papa Francesco. Alla celebrazione in cattedrale, se lo vorranno, potranno unirsi anche i fedeli laici. L’appuntamento è stato fissato per la mattina di venerdì prossimo 11 marzo, in quanto per quella data era già programmato uno degli incontri mensili del clero diocesano. L’appuntamento per i partecipanti sarà alle 9.30 nella cripta sottostante la cattedrale di Cristo Re, dove sarà recitata l’ora Media. Quindi, in processione, presbiteri e diaconi saliranno la scalinata laterale di Cristo Re – come già avvenne in occasione dell’apertura della “porta santa” – e, insieme ai vescovi, entreranno in cattedrale. Alle 10 sarà esposto sull’altare il Santissimo Sacramento e inizierà l’Adorazione eucaristica, con canti e preghiere. Al termine il vescovo Palletti impartirà la benedizione eucaristica. A seguire, sacerdoti e diaconi si sposteranno nel salone “Fanelli” per il loro incontro. Il vescovo terrà una relazione su alcuni aspetti importanti della vita della diocesi nel contesto dell’anno pastorale in corso. Il Giubileo sacerdotale rappresenta uno dei momenti significativi del corrente “Anno santo” della misericordia. Ad esso seguirà, nel mese di aprile, come abbiamo già reso noto domenica scorsa, il pellegrinaggio diocesano a Roma guidato da monsignor Palletti. Il pellegrinaggio si terrà dal 12 al 14 aprile. Ricordiamo ancora l’invito, rivolto a tutti, di prenotarsi al più presto possibile, contattando il responsabile diacono Pier Carlo Mostarda, presente in curia vescovile, in via Don Minzoni 64 alla Spezia, nei seguenti orari: lunedì, giovedì e sabato, dalle 10.30 alle 12 (telefono 0187.734.424).

Campane a festa
Campane a festa venerdì mattina a Monterosso non appena nel borgo delle Cinque Terre si è diffusa la notizia che Gino Pollicardo era vivo, libero e che stava per tornare in Italia. Pollicardo, come è noto, è uno dei tecnici italiani rapiti in Libia, a sud di Tripoli, nel luglio scorso. Questi lunghi mesi sono stati mesi di ansie, di incertezze, di vere e proprie “docce scozzesi”. Solo giovedì scorso, la notizia della morte di altri due italiani sotto sequestro in Libia aveva gettato nello sconforto tutta Monterosso. Si comprende dunque la gioia, in primo luogo della moglie, dei figli e del padre di Gino, ma anche di tutto il paese al ben diverso annuncio della sua avvenuta liberazione. E il parroco don Antonio Carozza, dei Discepoli di padre Semeria, non ha avuto esitazioni a sciogliere le campane dell’antica chiesa di San Giovanni Battista per significare la festa di tutta la comunità.
 
Si è spenta suor Vincenza
Dopo un lungo periodo di malattia, si è spenta nei giorni scorsi a Siena, presso la casa provinciale della sua congregazione, suor Maria Vincenza Rossi delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Per molti anni aveva svolto la sua attività pastorale e caritativa a Sarzana, nella comunità detta “della Palazzina”, dove per oltre un secolo le suore vincenziane, un tempo conosciute popolarmente come “suore cappellone”, hanno tenuto un asilo infantile, frequentato da generazioni di sarzanesi: l’asilo intitolato al nome della loro fondatrice, santa Luisa di Merillac. Negli ultimi anni della sua presenza a Sarzana, sino al luglio 2011, suor Maria Vincenza era stata l’ultima superiora della piccola comunità, che dovette poi essere chiusa nell’ambito di una più generale riorganizzazione della congregazione. Suor Maria Vincenza venne quindi trasferita a Canneto sull’Oglio, in Lombardia, dove pure le suore tengono una scuola materna, ma poco tempo dovette rientrare alla sede provinciale di Siena per motivi di salute. Nei lunghi trascorsi a Sarzana la religiosa si è fatta apprezzare da tutti per la gentilezza del tratto e per le generosità del suo impegno a tutto campo. In particolare, è stato molto intenso la sua attività nella mensa giornaliera e gratuita al servizio delle persone bisognose, sia nel primo periodo in cui era stata allestita, a cure delle Volontarie Vincenziane, proprio presso la sede della “Palazzina”, sia in quello successivo, che continua tuttora nei locali presso l’episcopio. A cura del gruppo di Volontariato Vincenziano, venerdì scorso è stata celebrata una Messa in suffragio della religiosa scomparsa, che è stata ricordata all’omelia dal parroco monsignor Piero Barbieri.

La Giornata della donna
La Giornata della donna (o “festa della donna”), che si tiene il giorno 8 marzo non è certo una ricorrenza di carattere religioso. Ma, anche in diocesi, il mondo cattolico non rimane certo indifferente rispetto al richiamo ai temi del ruolo della donna nella società, alla dignità ed al “genio” femminile. Non per nulla, martedì pomeriggio 8 marzo, a Lerici, don Franco Pagano, rettore del seminario diocesano e docente allo Studio teologico di Camaiore, terrà alle 16 un incontro pubblico per illustrare l’enciclica “Mulieris Dignitatem” (”La dignità della donna”), scritta nel 1988 da Giovanni Paolo II. Don Pagano parlerà nella sala maggiore del palazzo civico, messa a disposizione dal Comune, e sarà presentato da Eliana Bacchini, presidente dell’Università delle “tre età” di Lerici e dirigente nazionale del Centro italiano femminile. Tutti sono invitati. A sua volta, l’Ucai, Unione cattolica artisti italiani, ha inaugurato ieri pomeriggio alla Spezia, nella sua sede di via Don Minzoni 62, l’annuale iniziativa che viene allestita in occasione proprio dell’8 marzo. Il tema di quest’anno è “Libertà è donna”. Partecipano ventisei artisti, uomini e donne, impegnati su questo tema, affascinante ed attuale. La mostra è stata presentata dal presidente della sezione Guido Barbagli e dalla giornalista e scrittrice Gabriella Mignani, che ha parlato del tema della libertà nell’espressione artistica. Anna Maria Barini ha letto a sua volta alcune poesie di scrittrici del “Laboratorio di scrittura creativa”. Questi i nomi degli espositori: G. Augello, Rosella Balsano, Guido Barbagli, Antonella Boracchia, F. Brogi, Umberta Forti, Giobatta Framarin, G. Garbusi, Anna Maria Giarrizzo, Enrico Imberciadori, Mario Maddaluno, Marisa Marino, Sergio Maucci, Nina Meloni, Pierluigi Morelli, Graziella Mori, Franco Ortis, Maria Pia Pasquali, Marina Passaro, Malia Pescara Di Diana, Maria Luisa Petri, Mirella Raggi, Rosa Maria Santarelli, Giovanni Santernetti, Nicole Virginia Squillaci, Maria Rosa Taliercio. La mostra rimane aperta sino al 22 marzo, dal martedì al sabato, dalle 17.30 alle 19.30.

Ritiro spirituale
L’Azione cattolica diocesana organizza anche quest’anno il consueto ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua. L’iniziativa si svolgerà nel pomeriggio di dopodomani, martedì 8 marzo, a partire dalle 16, e sarà aperta a tutte le persone interessate, anche non aderenti all’Azione cattolica. Come sede del ritiro è stato scelto quest’anno la chiesa cappuccina di San Giovanni Battista, annessa al monastero delle suore Clarisse, che si trova a Sarzana, in via Paradiso, ai piedi del Monte d’Armolo. La meditazione, che sarà sul tema “La misericordia e la Risurrezione”, sarà guidata dal parroco di San Francesco, canonico don Renzo Cortese. Seguirà, quindi, la recita dei Vespri, alla quale parteciperanno anche le monache di clausura. Al termine, attorno alle 19, ci sarà una sobria cena nel parlatorio del monastero.

Riapre la pieve di Arcola
Evento importante domenica prossima 13 marzo per la comunità parrocchiale di Baccano di Arcola (nella foto). Riaprirà infatti al culto la millenaria pieve dei Santi Stefano e Margherita, chiusa da oltre due anni a seguito di un movimento franoso. In questi anni i fedeli, con il parroco don Piero Lupo, si sono adoperati per celebrare le liturgie sacre in modo provvisorio o in chiese vicine. Finalmente potranno tornare nella “loro” chiesa. Domenica 13 marzo alle 11.15 celebrerà la Messa il vescovo Luigi Ernesto Palletti e seguirà poi un momento di festa.

Medicina preventiva
Si avvicina alla Spezia la festa patronale di San Giuseppe ed anche quest’anno, nell’ambito della fiera campionaria, si farà prevenzione: l’associazione “Ben … essere in movimento”, infatti, proporrà di nuovo a tutti i visitatori alcune “giornate della prevenzione”, con esami gratuiti circa il rischio di alcune serie malattie del nostro tempo. La prima “giornata della prevenzione” si terrà sabato prossimo 12 marzo e sarà dedicata ai giovani dai 16 ai 39 anni: presso lo stand associativo, medici e infermieri presenteranno alcune nozioni di base per un corretto stile di vita. Viene applicato il sistema detto della «peer education» del progetto “I giovani educano i giovani “che, nato tre anni fa alla Spezia, sta riscuotendo molti consensi anche fuori provincia. La giornata del 13 marzo, invece, sarà dedicata a testare i fattori di rischio ictus con l’equipe di neurologia. Una terza giornata, il 19 marzo, festa patronale, sarà infine dedicata ai fattori di rischio per l’insufficienza renale, con la presenza di nefrologi e cardiologi.

Nuova sede nel presbiterio del santuario delle Grazie
Sabato prossimo 12 marzo, alle Grazie, importante borgata del comune di Porto Venere, il vescovo Palletti inaugurerà alle 18 nel presbiterio del santuario la nuova sede per il celebrante, in legno intarsiato, dono dei coniugi Giovanni e Giovanna Portunato, in memoria del dott. Luigi Portunato, fratello di Giovanni. Nell’occasione il vescovo benedirà la nuova sede del leggio in portoro, scolpita dallo scultore Sharis di religione islamica, che in precedenza aveva restaurato gratuitamente l’altare del santuario.

Scuola per genitori
Termina domenica prossima 13 marzo la Scuola per genitori nel vicariato di Ameglia – Arcola. Presente il vescovo Palletti, uno dei relatori, Ezio Aceti, parlerà sulla “Misericordia oggi: vertice dell’educazione”. L’incontro sarà nel salone della chiesa nuova di Arcola, alle 15.30. Tutti, in particolare le famiglie sono invitati. E’ previsto un servizio di baby sitter.
 
24 ore” alla Neve
Dalle 16 di venerdì prossimo 11 marzo alle 16 di sabato 12 marzo si tiene anche nella chiesa salesiana di Nostra Signora della Neve alla Spezia, “santuario giubilare della misericordia”, la ventiquattr’ore ininterrotta di preghiera suggerita dal Papa. Ieri, come è noto, si è conclusa quella “itinerante” promossa dalle Confraternite.

Cresime per gli adulti
Il vescovo emerito Bassano Staffieri amministra sabato prossimo 12 marzo le Cresime per le persone adulte. Lo farà alle 10 nella cripta di Cristo Re, alla Spezia.
 
Nuovo libro di Battolla
Venerdì prossimo 11 marzo, alle 17, verrà presentato alla Spezia, nella sala convegni del Museo diocesano di via del Prione 156, un nuovo libro dell’artista e storico Massimo Battolla. Il volume, che non a caso viene proposto al pubblico nell’avvicinarsi della Pasqua, ha come titolo “Verso la luce”. Esso è infatti dedicato al tema della Pasqua di Risurrezione. A presentarlo, presente anche il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti, saranno diversi ospiti significativi: il direttore del Museo diocesano don Cesare Giani, il presidente dell’accademia “Capellini” Giuseppe Benelli, i critici letterari Roberto Centi e Massimo Sannelli, il critico d’arte Valerio Cremolini. Interverrà anche Gian Carlo Torre, storico degli “ex libris”, la caratteristica forma artistica nella quale da tempo Massimo Battolla si è misurato con successo. Alcuni brani del libro saranno letti dal giornalista Enrico Colombo. Tutti sono invitati.

INTERVISTA AL VESCOVO PER IL QUARANTESIMO DI SPEZIA SETTE
Monsignor Palletti, come giudica da vescovo, nel contesto di oggi, il ruolo del quotidiano cattolico “Avvenire”?
Ritengo che il servizio svolto da “Avvenire” sia di fondamentale importanza. Sia la forma sia i contenuti del giornale hanno decisamente un taglio alto e nel contempo sono in grado di parlare alla gente comune. Il contesto di oggi certamente “superinformato”, e forse spesso frastornato da una molteplicità di notizie, non sempre trova il tempo né la possibilità di fermarsi a valutarle ed a soppesarle con la debita attenzione. A mio avviso, la lettura di un quotidiano come “Avvenire” facilita non poco tutto questo, sia nella oggettività della notizia, sia nella profondità della lettura che di essa ne viene data. Anche se la matrice è ovviamente cattolica, non indulge a forme di lettura confessionali e tanto meno ideologiche: quando necessario, sa leggere l’evento anche nella luce della fede senza stravolgerne però quell’oggettività che permetta, nella corretta laicità, un  dialogo costruttivo con ogni lettore.

La pagina “Spezia 7” è da quarant’anni la “voce locale” di “Avvenire”, al servizio della diocesi. Come può essere definita, oggi, la “missione” di questo servizio?
Penso anzitutto che questi quarant’anni siano la prova più evidente di quanto la pagina di “Avvenire”, “Spezia 7”, abbia avuto e tutt’ora svolga un suo importante servizio. Il compito che le viene settimanalmente affidato va dalla informazione pratica su avvenimenti della vita diocesana alla comunicazione di messaggi, di testi, riguardanti il cammino stesso di fede della Chiesa locale: ritengo che sia un testimone importante, letto da molti con interesse, e non solo sul territorio della nostra diocesi. Certamente dall’inizio ad oggi molte cose sono cambiate. Anche questa pagina ha fatto esperienza di nuovi modi di porre la notizia, di proporsi al lettore, di essere stimolo a una riflessione profonda. Personalmente penso che potrà proporsi sempre più come uno spazio ecclesiale per il cammino della comunità.

Circa quarant’anni fa, oltre a “Spezia 7”, nasceva anche Tele Liguria Sud, poi divenuta tv diocesana. Anni dopo era la volta del sito Internet della diocesi. L’apostolato e la pastorale passano dunque attraverso mezzi di comunicazione e sociali, vecchi e nuovi. Come si può definire, su questo punto, il programma di impegno della diocesi?
È significativo come questo quarantennio venga a segnare la vita di due grandi modi di comunicazione: uno cartaceo ed uno televisivo. Ritengo però ancor più importante come tutto ciò sia stato pensato fin dall’inizio come un servizio di informazione non solo verso i credenti ma verso tutto il territorio della nostra diocesi e della provincia della Spezia. Certo, come lei stesso ha messo in evidenza, il lavoro non si è fermato qui. Infatti, in tempi recenti, è stato anche approntato un sito Internet, che al momento è in profonda revisione per renderlo fruibile secondo le attuali sensibilità. Sono strumenti importanti e l’apostolato, la pastorale non possono non tenerne conto. Oggi costituiscono le grandi piazze su cui si possono incontrare migliaia di persone. D’altra parte gli strumenti di comunicazione sono sempre stati tenuti in alta considerazione da parte della Chiesa. Ovviamente ogni tempo ha conosciuto i suoi. Pensiamo ad esempio a tante immagini raffigurate nelle nostre chiese quando l’alfabetizzazione non era ancora avvenuta in modo capillare come oggi. Con quei quadri, con quelle pitture si poteva però comunicare al popolo, fare una catechesi profonda; e così si è realizzato per secoli. L’apostolo Paolo aveva messo come centro del suo programma proprio l’annunzio, la predicazione della parola, della lieta notizia di Cristo crocifisso e risorto. Oggi cambiano le tecnologie ma il dovere dell’annunzio rimane, anzi si fa particolarmente urgente. Lei mi domanda come si può definire su questo punto il programma di impegno della diocesi. Personalmente direi che si può delineare a vari livelli. Viene toccato l’aspetto di tipo finanziario, in quanto vi è un costo reale per queste strutture; di tipo operativo, perché dietro la notizia c’è colui che la va a raccogliere e la sa porgere all’ascoltatore; di tipo tecnico in quanto serve chi si occupa del montaggio o dell’impaginazione. Di conseguenza si delinea un impegno anche dal punto di vista qualitativo e formativo. L’essere letti e ascoltati da molti comporta infatti una grande responsabilità che esige adeguata competenza. Personalmente devo dire che oltre a tutto ciò ho anche trovato grande generosità in coloro che sono impegnati in questo campo: generosità di tempo, di disponibilità e di autentica sensibilità ecclesiale. A tale proposito colgo l’occasione per dare a tutti coloro che per la diocesi lavorano in questo settore il mio più sentito ringraziamento.

Padre Carlini e il suo grazie dal Brasile
Da anni ricevo notizie da questa pagina “Spezia 7”…Per chi risiede lontano da Spezia, è bello accompagnare ciò che accade nella sua città, la”saudade”, la nostalgia di persone e fatti ricorda e torna vicini ricordi nel tempo e nello spazio…Per me che sono partito più di 40 anni fa, per essere un missionario della fede che è sbocciata nella chiesa spezzina è uno dei pochi mezzi, a volte l’unico, di conoscenza del cammino della nostra diocesi in questi anni per un confronto con la ricca esperienza di fede soprattutto dei poveri delle periferie e delle carceri dove da un tempo sto vivendo in questa diocesi brasiliana di Macapá. Vedo tante cose belle che mi fanno respirare il cammino di fede vissuto in luoghi e culture differenti. E per questa gente la tendenza che avverto è quella di rifugiarsi in altre scelte e pensare che il Signore presentato dalla Chiesa, oggi non porti piú nulla di interessante…Per chi prende sul serio il cammino di fede come cammino di figli e di fraternità universale, è una grande angustia… L’essere qui, ben in mezzo alla gente dove il Signore mi ha mandato, è un servizio alla mia chiesa di Spezia…io non sono più di nessuno, io non sono più di un cristiano che si sforza di vivere la sua fede e a fatica, lì in mezzo a voi…io sono qui in mezzo a questa gente per cogliere la faccia del Padre che da lì non si avverte…per riscoprire qui in mezzo a questa gente l’ allegria di un carcerato che riicontri una volta uscito dal carcere e che ti dice…’ sai era bello quando ci visitavate in carcere e si leggeva il Vangelo; sai io ho provato a non fare più scelte sbagliate, da sette mesi, e mi do bene’…’Ho scoperto che c’era il cammino del male e del bene, nel primo tutto era sbagliato, mi sono deciso di fare il secondo e mi trovo bene davvero…’ Con la gente di periferia in parrocchia, che, come dice il Papa Francesco, é un ospedale da campo…ma piano piano la misericordia, e la corresponsabilizzazione ci fanno capire meglio che la Comunione alla Messa domenicale deve trasformarci in comunità di Gesù, Corpo vivo Suo, attenta ai vicini nelle vie e nei ponti, negli allagati…agli ammalati, e così via. Io ringrazio il servizio che la pagina di “Spezia 7” fa a me e spero possa fare a voi in questo scambio fraterno di notizie perché si scopra sempre più ciò che Lui fa, nella presenza del suo amore gratuito dentro e fuori della stessa Chiesa, fermentata e viva perché avvenga il Suo regno!
Luigi Carlini, prete e Missionario
 
Quarant'anni or sono nasceva Spezia sette
Le prime riunioni preparatorie, coordinate dal parroco di San Paolo alla Pianta don Angelo Fontanella, si svolsero nel tardo autunno 1975. Monsignor Siro Silvestri si era insediato solo da poche settimane come nuovo vescovo della Spezia – Sarzana – Brugnato, e tra i primissimi impegni del suo episcopato – che sarebbe proseguito per quindici anni, sino all’inizio del 1990 – aveva posto esitazione quello della stampa cattolica e, in generale, dei mezzi di comunicazione sociale. Da poco più di un anno i cattolici di Spezia e di tutta la Liguria erano “orfani” del “Cittadino”, la gloriosa testata quotidiana genovese che aveva dovuto chiudere i battenti per l’insostenibile aumento dei costi di gestione. Al suo posto era iniziata la diffusione di “Avvenire”, che però era ancora privo di una pagina diocesana (ce n’era solo una di cronaca quotidiana per l’intera Liguria) e stentava a penetrare nelle parrocchie. Silvestri, che veniva da Foligno, diocesi che disponeva e dispone di un settimanale di tutto rispetto come “La gazzetta di Foligno”, era consapevole di come proprio nel campo dei media si sarebbe giocata in buona parte la sfida di quella che sarebbe stata chiamata la “nuova evangelizzazione”. Detto fatto, venne formato un gruppo di lavoro composto in gran parte di laici e, dopo gli opportuni contatti organizzativi con la direzione milanese di “Avvenire”, nel giro di poche settimane, un tempo davvero breve, tutto era pronto. Il primo numero di “Spezia 7” portò così la data del 7 marzo 1976, prima domenica di Quaresima. Quella mattina una squadra di volontari recapitò ad ogni parrocchia le copie già stabilite di “Avvenire” con il suo inserto diocesano, in tempo per la prima Messa. Iniziava un’avventura che, oggi, giunge al traguardo dei suoi primi quarant’anni. Il mondo e l’Italia sono profondamente cambiati da allora, gli stili di vita di chi legge oggi il giornale sono quasi sempre molto diversi da quelli delle generazioni degli anni Settanta. Ma l’intuizione di Siro Silvestri regge alla prova del tempo e, grazie alla generosità di tanti – costruita per intero sul volontariato – è pronta ad affrontare nuove sfide. Auguri, “Spezia 7”, e grazie una volta di più, carissimo “don Siro” !

I vescovi, i sacerdoti e i laici che hanno dato vita alla pagina Spezia sette
La pagina diocesana «Spezia 7» iniziò la sua pubblicazione, quale inserto di “Avvenire”, domenica 7 marzo 1976. L’aveva voluto, come spieghiamo in un altro articolo, l’allora vescovo Siro Silvestri. I suoi successori, nell’ordine Giulio Sanguineti, Bassano Staffieri, Francesco Moraglia e Luigi Ernesto Palletti, l’hanno accompagnata negli anni con il loro sostegno ed il loro incoraggiamento, superando sempre tutte le difficoltà. All’inizio i responsabili della redazione erano don Angelo Fontanella e Luigi Massa, quest’ultimo già capo redattore provinciale del “Cittadino”. Con loro c’erano Egidio Banti, Gian Luca Castellini e Guido Ghersi, ai quali si aggiunse poi il canonico don Giuseppe Savoca. Segretaria di redazione fu per diversi anni l’instancabile Francesca Fiore Faggioni. Molti laici nel tempo hanno prestato la loro collaborazione, tra i più recenti ricordiamo Carlo, Pier Giorgio e Francesco Bellotti, Valerio Cremolini, Gabriella Mignani e suor Maria Grazia Storace. Non va poi dimenticata la generosa collaborazione dei parroci, perno fondamentale per la diffusione della pagina nelle loro comunità. Non ultimo sono da ricordare tutti coloro che in tutti questi anni, partendo spesso a notte ancora fonda ed affrontando freddo e intemperie, hanno sempre permesso alle parrocchie, anche a quelle più lontane, di ricevere “Avvenire”, puntualmente, ogni domenica.

 
 
Il cammino della festa di Lerici
La storia ormai quarantennale di “Spezia 7” è fatta, come tutte le storie che si rispettino, di continuità e di cambiamenti. I cambiamenti sono, ad esempio, quelli portati dalle innovazioni tecnologiche. La prima redazione, sistemata alla meglio in un angolo della sede di Azione cattolica, lavorava con una vecchia e “gloriosa” macchina da scrivere “Lexicon”, attenti tutti ad usare sempre la carta copiatrice per evitare che qualche articolo andasse perduto (a volte è davvero accaduto). Ogni mercoledì sera, perché quelli erano i tempi “obbligati”, qualcuno doveva raggiungere gli uffici postali e, se, come spesso, si era in ritardo, il procaccia postale di turno alla stazione, per consegnare la busta fuorisacco per Milano. Fax, computer, internet erano di là da venire … Così, quando appunto capitava che il fuorisacco andasse perduto, altra strada non c’era, se si voleva che la pagina uscisse, che quella di dettare tutto, articolo per articolo, e scandendo bene le sillabe, ai dimafonisti di “Avvenire”. Davvero un’altra epoca ! Ma questi cambiamenti hanno attraversato tanta gioiosa e generosa continuità. Il volontariato assoluto di tutti i collaboratori, ad esempio. E poi, a fianco di questa storia quarantennale, un altro quarantennio, già ricordato lo scorso anno: quella della “festa di Avvenire” a Lerici, “inventata” da un parroco straordinario, don Franco Ricciardi, e proseguita ogni anno, in un crescendo straordinario di iniziative, di rapporti umani, di vera evangelizzazione. L’estate lericina, sin dagli anni Settanta, è così anche l’estate di “Avvenire”, e “Spezia 7” da sempre si può ben affiancare alle pagine nazionali nel raccontarne gli eventi e i personaggi. In apparenza il rapporto diretto potrebbe non apparire: ma in tanti sappiamo che proprio la festa di Lerici ha aiutato, e non poco, la pagina diocesana a sopravvivere per così tanto tempo e ad affrontare sfide nuove. Con la preghiera, con l’azione, con l’amicizia. Ricordare don Ricciardi e i tanti collaboratori della festa vuol dire dunque davvero dare atto di una storia che è storia di persone, e anche di fede, vera ed autentica. ?(E.B.)
 
Da “punto notizie” ad archivio storico
«La pagina di “Spezia 7” raggiunge un traguardo grandioso e forse unico fra le diocesi italiane”: ce lo dice, col sorriso sulle labbra ma anche con emozione, suor Maria Grazia Storace, delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Suor Maria Grazia, oggi direttrice del Ciofs spezzino, il centro di 

Più informazioni su