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PD: “Il centrodestra non firma il nostro ordine del giorno contro la violenza sulle donne”

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GENOVA – Il centrodestra non ha voluto firmare l’ordine del giorno del Partito Democratico sul tema della violenza sulle donne. Una scelta inspiegabile di questa maggioranza, che appare ancora più assurda in un giorno come l’8 marzo. Nel nostro documento chiediamo alle Giunta di mettere in atto strategie di prevenzione e contrasto al fine di ridurre e contenere il preoccupante fenomeno della violenza sulle donne, in particolare attraverso il sostegno alle reti che operano sul territorio e promuovendo azioni per la prevenzione e l’educazione nelle scuole fin dalla prima infanzia. Inoltre chiediamo di confermare attenzione e sostegno alle politiche sociali, riferite in particolare alle strutture e ai sevizi socio educativi per l’infanzia. Nell’ordine del giorno, infine, si chiede sempre alla Giunta Toti di sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria femminile attraverso la riduzione dell’Irap per le imprese femminili di nuova costituzione. Il centrodestra però non ha ritenuto di sottoscrivere queste richieste. Anche se si tratta di temi su cui non si può far finta di niente. L’Unione Europea infatti ha posto fra i propri obiettivi programmatici l’aumento della occupazione femminile del 60 per cento entro il 2020. Purtroppo però il quadro italiano è impietoso. Secondo i dati Istat su natività e fecondità aggiornati al 19 febbraio 2016, le nascite hanno registrato un nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia (15.000 bambini nati in meno rispetto al 2014). Le cause della bassa natalità in Italia sono rappresentate in massima parte dagli ostacoli economici e culturali che limitano la serena e libera scelta delle donne di diventare madri con particolare riferimento alle discriminazioni sul lavoro (in Italia il 22,4 per cento delle madri dopo la gravidanza perde il lavoro). Il tasso di occupazione femminile si assesta al 47 per cento, stesso dato registrato nell’anno 2000. Secondo i dati Istat inoltre il divario occupazionale fra donne e uomini ha ripreso a salire. Il Governo, per fortuna, per la piena affermazione diritti delle donne, per l’incremento della loro occupazione e a favore delle famiglie ha adottato, in particolare attraverso il Jobs Act e i decreti attuativi, importanti misure di innovazione dei modelli sociali, economici e culturali a vantaggio delle donne. E anche la Regione Liguria si è dotata da tempo di uno strumento legislativo per contrastare la violenza di genere, sostenendo in particolare i centri antiviolenza. Occorre però proseguire su questa strada e continuare a migliorarci.

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