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Un tuffo nell’italiano: nasce la Cinque Terre Summer School

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RIOMAGGIORE – Nasce a Riomaggiore la Cinque Terre Summer School, scuola estiva di lingua e cultura italiana per stranieri, che inizierà nel prossimo giugno le proprie attività. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Rimazùu – Società di Lingua e Cultura Riomaggiorese con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Riomaggiore, muove dalla felice intuizione di coniugare l’interesse per l’italiano, quarta lingua più studiata al mondo, con quello per le Cinque Terre, una delle mete più ambite del turismo internazionale: il paesaggio terrazzato, con la sua assoluta bellezza, diviene così scenario e motivazione del processo di apprendimento linguistico.

Il  progetto  si  nutre  di un  matrimonio  ancor più  originale,  quello  tra  lo studio  della  lingua  di  Dante  e  la riscoperta dell’identità dei luoghi e della cultura locale. L’idea di fondo, infatti, è fare del microcosmo delle Cinque Terre un peculiare contesto di apprendimento, dove la scuola si espande nel territorio e l’intera comunità si fa scuola, offrendo agli studenti il meglio che i nostri borghi esprimono in ogni campo. Tutto ciò per rendere possibile un’immersione totale nell’ambiente linguistico, culturale e sociale, un obiettivo difficilmente realizzabile in altre realtà, ad esempio in città d’arte come Firenze, Perugia o Siena, tradizionali sedi dei corsi estivi di italiano per stranieri.

A misura di tale obiettivo è ritagliata l’offerta didattica della scuola, fondata su tre cardini: lingua, cultura e territorio, tre voci di un unico appassionante racconto che si fondono insieme a formare un quadro armonico ed equilibrato. Così, se il mattino sarà dedicato alle lezioni di lingua e cultura italiana, nel pomeriggio troveranno spazio i laboratori di cultura locale, con un’ampia gamma di attività che vanno dalla fotografia alla cucina tipica, dalla musica dialettale al paesaggio, dall’osservazione  astronomica
all’arte  di  Telemaco  Signorini,  dalla storia  della  viticoltura  alla  tradizione  orale;  e  ancora trekking sui sentieri alla ricerca di pietre pagane, borghi medievali abbandonati e antiche chiese romaniche, nonché visite guidate alle botteghe artigiane, ai vigneti e alle cantine.  Le lezioni magistrali,  tenute da esperti appositamente  invitati, saranno aperte al pubblico per offrire a tutti un momento di approfondimento culturale e favorire momenti di condivisione tra gli allievi della scuola e la comunità locale. Ed anche le tante attività ricreative, quali cinema, concerti e discoteca sul mare, contribuiranno a offrire ai nostri paesi originali  momenti di animazione.

La scuola si avvale di uno staff proveniente da importanti università italiane e straniere. Supervisore scientifico e didattico è Francesco De Nicola, direttore della Scuola di Lingua e Cultura Italiana per Studenti Stranieri dell’Università di Genova. Direttore è Davide Bozzo, già docente di lingua e cultura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. Coordinatori per la lingua, la cultura e il territorio sono, rispettivamente, Maria Teresa Caprile, Michele Corradi e Francesca Canepari. Intorno a loro docenti specializzati in didattica dell’italiano L2 con esperienza di insegnamento a livello accademico e giovani del luogo che in qualità di tutor accompagneranno gli studenti nella loro esperienza di apprendimento.
La scuola, nel rispetto delle finalità associative di Rimazùu, è intesa anche come strumento di promozione di un turismo sostenibile e rispettoso dell’autenticità delle Cinque Terre, come spiega la coordinatrice amministrativa Barbara Canepari:

«Vogliamo favorire un turismo consapevole e stanziale: i nostri studenti vivranno per tre settimane nei nostri paesi, entrando in stretto contatto con le nostre comunità; e qui dovranno trovare un alloggio, fare acquisti, andare a cena fuori, divertirsi, muoversi, praticare sport. Qualcosa, insomma, di radicalmente diverso rispetto al turismo mordi e fuggi e massificato oggi prevalente, che spesso passa senza lasciare niente, tanto dal punto di vista economico quanto da quello umano».

«Il nostro progetto – le fa eco Davide Bozzo, presidente di Rimazùu – mira ad avere una ricaduta positiva sul territorio, intesa non solo come occasione di sviluppo turistico ma anche e soprattuto di riscoperta della nostra identità. Chiedere agli abitanti delle Cinque Terre di farsi insegnanti, di condividere con gli studenti stranieri la cultura e la memoria dei nostri luoghi, significa rafforzare il senso di appartenenza e salvaguardare il patrimonio che le generazioni precedenti ci hanno lasciato in eredità, evitando che l’oblio del turismo di massa cancelli il ricordo di ciò che siamo stati».

Vale la pena annotare, infine, che l’iniziativa non ha scopo di lucro: ogni eventuale utile sarà reinvestito a potenziamento della scuola stessa e a beneficio delle attività dell’associazione, che si propone la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale di Riomaggiore. Il forte legame della scuola con la comunità locale e la sua storia emerge, del resto, anche nello stemma,   tratto   dai   fregi   protoromanici   del   portale   della   chiesa   parrocchiale   di   San   Giovanni   Battista.  L’albero, tradizionalmente simbolo di conoscenza, raffigura nelle sue parti i tre cardini dell’offerta didattica: il tronco rappresenta la lingua, le fronde la cultura e le radici il territorio.

Sabato 12 marzo alle ore 16.30, presso il castello di Riomaggiore, la Cinque Terre Summer School sarà presentata alla stampa, agli operatori turistici e alla cittadinanza. Nel corso dell’evento sarà illustrato anche il sito internet della scuola: moderno e funzionale, grazie alle bellissime foto panoramiche realizzate da Michael Pasini costituisce un’ulteriore vetrina per le Cinque Terre sulla scena internazionale. La serata si concluderà con un aperitivo di prodotti del territorio in compagnia della band dialettale dei Grandi & fanti e con la collaborazione della Cantina Cinque Terre e della Coop Cinque Terre.

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