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Verso il Modena | Suggestioni, fame e 4 C…

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Mister Mimmo Di Carlo – Foto Patrizio Moretti

4 C, "game to game", "step by step", tanta fame, e.. fuori Candussio dai pensieri negativi di tutti. Questi sono solo alcuni dei fattori richiamati oggi dal mister in conferenza stampa, un Di Carlo che propone suggestioni come se piovessero...

LA SPEZIA – Fattore “Picco“, corsa, coraggio, concentrazione e “cazzimma” (gergo napoletano che sta per “furbizia” e “scaltrezza” nel girare a proprio favore qualunque episodio o situazione che si presenta di fronte a noi).
4 C, “game to game“, “step by step“, tanta fame, e.. fuori Candussio dai pensierinegativi di tutti.
Questi sono solo alcuni dei fattori richiamati oggi dal mister in conferenza stampa. Sarà dura dare retta al mister sull’ultimo versante, quello inerente al fischietto che tanto male ci ha fatto in passato. Magari, almeno inizialmente, ci proveremo…

Che si tratti di una partita dall’imponente importanza intrinseca, lo si percepisce nell’aria, senza difficoltà.
Ma è aria positiva quella che si respira nell’ambiente Spezia alla vigilia del match contro il Modena di Hernan Crespo.
Una “vita da bomber” trascorsa a buttare in rete palloni, quella dell’attuale tecnicocanarino, uno di quei giocatori che sono diventati un po’ il “patrimonio” di tutti, apprezzato e amato al di fuori di specifiche bandiere.
Diversa, per ora, è la sua fortuna in panchina, sebbene si trovi solo all’alba di questo mestiere.
Il suo Modena viaggia da tempo in zone pericolanti della classifica, tra pochi alti, molti bassi, e diversi giocatori importanti che non stanno rendendo come da previsioni iniziali. Uno tra tutti, quel Granoche che è uno degli attaccanti “storici”di questa categoria, capaci di far male in qualunque momento se la concentrazione e l’intensità agonistica dell’avversario calano.
E proprio su questo, lo Spezia è chiamato a rispondere “presente. Senza sottovalutare il fatto che, alla stregua di altre recenti avversarie, il Modena vive un buon momento di forma.

Lo sa bene Di Carlo: “In questo campionato, se non sai soffrire non c’è niente da fare.. non vinci. La mia squadra l’ha capito ed ha fatto “sua” questa caratteristica fondamentale“.

Una delle chiavi di lettura più leggibili del nuovo Spezia targato “rimonta” risiede proprio in questo, prima ancora di ogni ragionamento tattico o inerente alla scelta degli interpreti.
Il sacrificio, la voglia di lottare su ogni prima e seconda palla, quell’idea di squadra che non tira indietro la gamba e bada alla sostanza, ora che è pure supportata da una buona condizione fisica.
La “personalità” dell’allenatore, poi, ha fatto breccia molto presto nell’anima di questo gruppo, per quello che è un amalgama indispensabile da sempre, da quando probabilmente esiste il calcio.
Raramente il mister parla dei singoli, lo fa solo se continuamente invitato a farlo. In questo caso, nella conferenza stampa odierna è lui stesso a citare Gennaro Acampora, innalzandolo quasi ad esempio che calza a pennello la sua filosofia di calcio; un giocatore, il numero 4 aquilotto, “sacrificato” nel minutaggio, ma che in un momento di difficoltà ha dato il massimo pur in un ruolo non suo, come adAvellino.
Tutto in nome della squadra, quella con la S maiuscola, come ama sottolineare a più riprese il tecnico ex Chievo.

Sarà della partita Catellani, per quello che non è da considerarsi come un recupero “lampo”, essendo apparso fin da subito, il suo infortunio, come una botta da dover riassorbire in breve tempo.
Un recupero atteso, un giocatore che deve trovare il modo di lasciare un segno in questa stagione, dopo i fasti della scorsa.
E poi, il dubbio Nenè-Calaiò per il ruolo di prima punta, col brasiliano che potrebbe essere ancora una volta sacrificato nonostante un periodo fortunato in zona gol, dove Calaiò, viceversa, pare avere ancora la mira sballata.
Troppo sballata, per uno con il suo pedigree. Ma quella di domani può e deve essere una partita da Calaiò o da Nenè, da gente cioè che ha fiuto, classe e che ha calcato palcoscenici importantissimi.
Gente che non deve tremare in zona gol, attaccanti adatti a scardinare reparti chiusi e mettere in discesa partite delicate.

Per il resto, in ogni altro reparto lo Spezia pare essere ben definito nello schema base e negli uomini, anche se Acampora potrebbe avere qualche chance di rilevare dal primo minuto uno dei tre in mediana, Pulzetti, Errasti e Sciaudone, ma anche l’opportunità di giocare nel ruolo più avanzato come ad Avellino.

Se questa squadra sarà in grado di tenere altissima la fiducia mentale di questo periodo, se saprà far girare ancora a proprio favore gli episodi del match, allora la rimonta proseguirà con propositi fantastici, con serenità e con sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi.
Il terzo posto dista solo due punti, ma già riuscire a saldare la nostra posizione all’interno di questa griglia play off potrebbe essere un obiettivo concreto, prima degli scontri diretti delle prossime settimane.
Perché non dobbiamo dimenticare le paludi dalle quali veniamo.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it

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