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Report sul credito alla Spezia

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Ancora poche luci e molte ombre sulle banche della nostra provincia

LA SPEZIA – L’onda lunga della crisi economica continua ad abbattersi sulle mura delle banche operanti nella nostra provincia, seppur con minor violenza. Anche nel 2015 è infatti diminuito il numero dei dipendenti, mentre quello delle filiali è aumentato di una unità.

L'annuale monitoraggio del comparto finanziario spezzino, effettuato tramite l’Osservatorio sul Credito della FIRST/CISL provinciale, rileva infatti nell’anno trascorso l’arrivo di un nuovo istituto di credito e la diminuzione di 14 bancari. Si sono pertanto riverberate anche alla Spezia le gravi difficoltà che impiombano il sistema bancario italiano, la cui necessaria riforma è divenuta occasione pressoché quotidiana per le esternazioni di numerosi opinion makers.
        
Filiali bancarie
L’apertura in via Doria di una filiale di Compass Banca ha consentito di riportare a segno positivo il numero degli sportelli bancari, salito dai 124 dell’anno precedente agli attuali 125.

Isolato dal contesto in cui va inserito, il numero di 125 filiali bancarie ci riporta alla realtà creditizia spezzina di inizio secolo, quando cioè tra tutte le banche presenti su piazza era in atto una vivace concorrenza per l’apertura o per l’acquisto di sportelli, nel tentativo di acquisire maggiori quote di mercato. A fine 2012 era infatti cresciuto a 138 l’insieme delle filiali bancarie operanti in provincia, ma le pesanti ripercussioni della crisi economica sulle sofferenze bancarie negli ultimi tre anni hanno completamente azzerato il precedente aumento degli sportelli.
Se si considera poi che delle 125 filiali oggi autorizzate da Banca d’Italia ad operare in provincia almeno una decina non sono contabilmente autonome, bensì operano come semplici “satelliti” della succursale a cui fanno riferimento, il radicamento reale sul territorio delle banche di fatto si attesta sui valori di vent’anni addietro.

E’ doveroso infine ricordare la situazione in cui si trova la sede spezzina della Banca d’Italia. Non essendo classificabile come un vero sportello bancario, mai era stata conteggiata dall’Osservatorio sul Credito della FIRST/CISL tra le filiali presenti in provincia, mentre i suoi dipendenti venivano ovviamente inseriti nel novero dei bancari spezzini. Nonostante la netta contrarietà delle organizzazioni sindacali interne e nazionali, Bankitalia ha proseguito nell’attuazione del proprio progetto di ristrutturazione e dal 2 novembre 2015 ha trasformato anche la filiale spezzina in una semplice Unità di Servizio Territoriale della sede di Genova. Nell’immediato ciò ha comportato la chiusura di numerosi servizi, di cui potevano giovarsi non solo le banche, ma anche i comuni cittadini. Restano attualmente operative unicamente alcune funzioni, quali la centrale rischi, la centrale allarme interbancaria e le attività di educazione finanziaria, che occupano un numero assai limitato di colleghi, destinato ad assottigliarsi ulteriormente nel tempo.
 
Dipendenti bancari ed esattoriali
I lavoratori dipendenti delle aziende bancarie sono diminuiti in un anno di 14 unità, scendendo da 923 a 909.

Allargando poi, come di consueto, il monitoraggio al settore contrattualmente affine della Riscossione Tributi, viene confermata la presenza in provincia di due concessionarie che applicano il contratto di categoria; queste due società negli ultimi dodici mesi hanno avuto globalmente la diminuzione di sette dipendenti ed il loro organico complessivo si attesta ora a 65 addetti.

Il numero globale dei lavoratori del settore “finanziario” è sceso pertanto a 974. Questo dato, che per il secondo anno consecutivo resta ben sotto la soglia del migliaio, risulta il peggiore nelle rilevazioni degli ultimi 30 anni ed è anche un eloquente indicatore delle difficoltà nelle quali permane la nostra economia provinciale.

Esaminando i dati disaggregati per singole aziende, si osserva che sette banche hanno avuto incrementi di personale.

Si rileva infatti l’aumento di un addetto in Banca Nazionale del Lavoro, in BCC Versilia, Lunigiana e Garfagnana, nel Banco di Sardegna ed in Banca Prossima. Quest’ultima in precedenza operava alla Spezia solamente il giovedì, utilizzando il distacco da Genova di un operatore; disporre ora di un dipendente fisso le ha finalmente consentito di fornire il servizio alla propria utenza nell’arco dell’intera settimana. Quattro sono poi i dipendenti di Compass Banca, società specializzata nei crediti personali ed ultima arrivata sulla piazza spezzina. Banca Regionale Europea registra l’incremento di cinque lavoratori e Banca Carige addirittura di nove. Occorre tuttavia evidenziare che la Cassa di Risparmio genovese a fine 2015 aveva incorporato sotto le proprie insegne le due filiali della controllata Cassa Risparmio di Carrara, le quali operavano con 10 dipendenti. Di fatto perciò il gruppo Banca Carige, pur mantenendo lo stesso numero di sportelli, in un anno non ha rafforzato il proprio personale, bensì ha perso un collega.

In altri cinque istituti di credito si è invece verificata una diminuzione: un dipendente in meno per Unipol Banca; due nel Monte dei Paschi di Siena; cinque in Banca d’Italia; dieci nella Cassa di Risparmio di Carrara che, come sopra spiegato, è stata inglobata nella holding  Banca Carige; ben diciotto in CARISPEZIA.
Le restanti aziende, infine, non hanno evidenziato variazioni di organico.
 
Gruppi bancari
Un anno contrassegnato da un ulteriore ridimensionamento dei livelli occupazionali non ha tuttavia inciso con segno particolarmente preoccupante sulla tabella degli organici locali dei gruppi bancari; quest’ultima infatti segnala una maggioranza di situazioni invariate (otto), un significativo numero di segni positivi (sei gruppi) ed unicamente cinque valori negativi.

Non si evidenziano d’altro canto cambiamenti notevoli nella graduatoria provinciale dei vari Gruppi bancari. Cariparma Crédit Agricole mantiene infatti saldamente il proprio primato; seppur con una riduzione del 4% del proprio personale.

Resta saldamente al secondo posto Banca CARIGE, che conserva lo stesso numero di agenzie, ma per il terzo anno consecutivo diminuisce ancora i propri lavoratori. In un triennio, la Cassa di Risparmio genovese ha ridimensionato dell’11% i propri addetti.

Restano invariate le posizioni di tutti i rimanenti gruppi, a parte l’inserimento al penultimo posto di Mediobanca, conseguente all’arrivo nel capoluogo della Filiale di Compass Banca.
 
Scenario futuro
Sul tavolo da biliardo, che icasticamente potrebbe ben rappresentare il mondo creditizio italiano, le bocce sono tutte in movimento. Prevedere quando, come e dove esse andranno a posizionarsi è compito da lasciare ai molti esperti, talvolta non disinteressati, che spesso se ne occupano.

Una cosa è però certa. Per effetto congiunto delle pressioni provenienti dalle normative comunitarie, dalla ipotizzata costituzione della “bad bank” e dalle riforme delle banche popolari e del credito cooperativo – la prima già definita, l’altra ancora in discussione – lo scenario bancario in breve volger di tempo subirà profonde modificazioni. Saranno coinvolte non solo le quattro banche salvate a fine anno dal fallimento, ma anche realtà corpose quali il Monte Paschi di Siena, Banca Carige, la Popolare di Milano e quella di Vicenza.

In questo contesto, è assai probabile che per l’intermediazione finanziaria locale il trend negativo degli ultimi anni si prolunghi ulteriormente nel corso del 2016, seppur con un auspicabile rallentamento della decrescita.

Per quanto riguarda CARISPEZIA, presumibilmente la sua maggior preoccupazione rimarrà il consolidamento dell’ormai acquisito status di banca regionale, in particolare rafforzando la propria presenza a Genova e nel Ponente ligure. Questo anche in considerazione del fatto che ben difficilmente le Autorità di controllo le consentirebbero di aumentare le notevoli quote di mercato che continua a vantare nella nostra provincia.

C’è infine una vertenza che, tra trattative e scioperi, da mesi si sta trascinando in Barclays Bank e oggi non è ancora ravvisabile l’esito finale del confronto tra la banca inglese e le organizzazioni sindacali. E’ però assai probabile che il prossimo luglio le 89 filiali italiane di Barclays Bank passino a Che Banca. Se così fosse il Gruppo Mediobanca, ultimo arrivato alla Spezia con Compass Banca, immediatamente raddoppierebbe le proprie succursali e i propri dipendenti grazie all’acquisizione della filiale sarzanese di Barclays.

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