laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Consiglio Regionale di oggi martedì 15 marzo

Più informazioni su

Trattazione congiunta
Disposizioni sulle ore di riposo nel Servizio sanitario e linee guida regionali.
Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Gabriele Pisani, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Fabio Tosi e Andrea Melis, in cui ha rilevato che  dal 25 novembre 2015 non è più possibile derogare al decreto legge  66 del 2003, che stabilisce che i lavoratori del comparto sanitario  hanno diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Battistini ha ricordato che  il “Comitato di settore Regioni – Sanità”, in una bozza di direttiva all’ARAN, ha individuato 8 possibilità di deroghe per il personale del comparto sanitario e 9 per la dirigenza sanitaria che, però, dovranno essere ufficializzate attraverso la contrattazione nazionale. «Tuttavia – ha aggiunto – non risultano  linee guida ufficiali degli uffici della Regione Liguria in merito alla riorganizzazione dei servizi e risultano diverse interpretazioni che generano confusione e contrasti nella gestione dei turni di servizio e di reperibilità nelle diverse ASL ed Aziende ospedaliere liguri, in particolare per quanto riguarda l’incidenza del lavoro prestato in regime di reperibilità sul periodo continuativo di riposo di 11 ore nelle 24». Il consigliere, quindi, ha chiesto alla giunta se siano state elaborate le linee guida per le direzioni aziendali e se il servizio prestato in regime di reperibilità sia in deroga alla norma del riposo continuativo di 11 ore nelle 24 o meno.
Carenza di personale e turni di riposo nelle asl liguri
Andrea Melis ha  presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo  Francesco Battistini, Gabriele Pisani, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Fabio Tosi e Andrea Melis, in cui ha ricordato che dal 25 novembre 2015 non è più possibile derogare al decreto legge  66 del 2003, che stabilisce che i lavoratori del comparto sanitario  hanno diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il consigliere ha rilevato che  gli organici delle Asl ed Aziende ospedaliere liguri soffrivano già di una carenza che costringeva il personale a turni pesantissimi, «non sembra quindi possibile – ha aggiunto –   rispettare le norme, con i limiti massimi di orario settimanale e giornaliero che ingessano il sistema di gestione dei turni, ed è facilmente preventivabile un’ulteriore contrazione dei servizi. Altre Regioni, come la Lombardia, hanno già previsto pacchetti di assunzioni per fronteggiare la crisi del sistema ed altre stanno quantificando l’entità delle unità necessarie per garantire il rispetto delle norme». Il consigliere ha chiesto alla giunta di intervenire sulla carenza di personale e se le ASL e le Aziende ospedaliere abbiano già quantificato le necessità di organico per l’applicazione delle norme  in attesa delle direttive ARAN o delle norme chiarificatrici che dovranno essere inserite nei Contratti nazionali di lavoro.
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha risposto alla prima interrogazione spiegando che ci sono differenze di gestione, in particolare per quanto riguarda il personale, tra le diverse Asl, mentre sarebbe necessaria una gestione omogenea. A tale scopo, l’assessore ha rimarcato che sono state approvate precise delibere di giunta ed emanate delle circolari applicative. Ma talvolta sarebbero state disattese. L’assessore si è quindi impegnata ad effettuare ulteriori verifiche.
In merito alla seconda interrogazione l’assessore ha spiegato che una delibera di giunta ha previsto disposizioni per consentire ad Aziende ed Istituti di procedere ad assunzioni, necessarie per dare un’adeguata risposta al servizio assistenziale, a tempo indeterminato, in presenza di determinate situazioni, ad esempio legate al turn over.
Battistini  ha ribadito la necessità di uniformità e di chiarezza, in particolare per quanto riguarda le 11 ore di riposo.
Melis ha replicato  sostenendo la necessità  di un piano di assunzioni a medio e lungo termine con dettagli più precisi.

Tutelare i lavoratori della Kavo Promedi di Genova
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione, sottoscritta da tutti i gruppi, che chiede alle istituzioni di tutelare i lavoratori dell’azienda e a intervenire presso il Governo per promuovere una legislazione che eviti il verificarsi in futuro di casi analoghi.
Il documento, frutto di una elaborazione in III Commissione,  è stato presentato in aula da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) presiednte della stessa commissione. L’ordine del giorno riguarda la vicenda della Kavo Promedi di Genova: senza nessun preavviso alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali, nella notte del 6 febbraio scorso era stato avviato lo smantellamento dei macchinari e degli impianti con l’intenzione di trasferire altrove l’attività e di licenziare i 19 dipendenti. Il documento impegna la giunta svolgere un ruolo di coordinamento con gli enti locali per mantenere la comunicazione istituzionale nei confronti dei media rispetto a quanto accaduto, a intervenire presso l’azienda per trovare una soluzione economica per i lavoratori, a intervenire sul Governo affinché sia promossa una legislazione di tutela per impedire che altre multinazionali operative in Italia possano assumere comportamenti simili. L’ordine del giorno, inoltre, prevede nelle norme attuative della Legge sulla crescita misure specifiche che impediscano che le società che abbiano goduto di agevolazioni e finanziamenti pubblici possano delocalizzare produzione e macchinari. Il documento, infine, impone di attivare gli strumenti delle politiche attive del lavoro per tutelare i dipendenti della Kavo Promedi licenziati.
Marco de Ferrari (Mov.5Stelle) ha annunciato il voto favorevole al documento assicurando l’impegno del suo gruppo «a seguire la vicenda e per impedire che casi simili si possano ripetere»
Gianni Pastorino (Rete a sinistra):  «Questo caso va stigmatizzato con forza e questa mozione è un impegno forte della Regione perché non cada l’attenzione su Kavo» ha dichiarato, apprezzando il tempestivo impegno sulla vicenda dell’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi.
Sergio Rossetti (Pd) ha auspicato un’azione collegiale di tutti gli enti per trovare una soluzione occupazionale agli addetti e ha aggiunto: «Il comportamento dell’azienda è inaccettabile, il lavoro è fatto per le persone, che non sono limoni da spremere finché sono utili».
Alice Salvatore ha sottolineato il profilo internazionale della vicenda: «Occorre portare l’attenzione non solo alle istituzioni regionali ma al Parlamento europeo. Stiamo interrogando il parlamento europeo affinché l’azienda sia sanzionata». Lilli Lauro (Lista Toti Liguria): «Non possiamo aspettare le risposte dall’Europa – ha dichiarato –  la Regione con l’assessore Rixi si è già attivata, ma tramite Il Comune occorre impegnare tutte le istituzioni per tutelare a 360 gradi i lavoratori e le loro famiglie»..
L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi ha ricostruito le fasi della vicenda rilevando che esistono altri casi simili e ha auspicato che a livello nazionale si trovi rapidamente una soluzione legislativa per le delocalizzazioni all’interno del mercato unico europeo per evitare che si ripetano situazioni come quella della multinazionale Kavo. «Se non ci sarà una legislazione nazionale simile a quella tedesca, austriaca e di altri paesi che hanno tenuto conto a tempo debito del problema – ha aggiunto –  saremo sempre in continuo preallarme perché questo caso si potrebbe replicare in altre situazioni. Questo grave episodio – ha aggiunto – non deve rimanere impunito e l’azienda non se ne deve andare se prima non salda il suo debito con i lavoratori non solo per lo stipendio ma anche per la mancanza di una prospettiva lavorativa. La società – ha spiegato –  meditava da novembre di delocalizzare, quindi si tratta di una scelta davvero dolosa». Rixi ha garantito il suo impegno presso il Governo.
 
Accoglienza di 50 profughi a Casa Bozzo di Genova
Matteo Rosso (FdI-An) ha presentato un’interrogazione relativa al progetto di accoglienza  nella casa Bozzo di Via Edera 22, gestita dal Ceis, nel quartiere genovese di Quezzi, di circa 50 profughi. Rosso ha rilevato «molteplici  criticità, sia dal punto di vista dell’impatto sociale sul quartiere sia per la viabilità e la tenuta idrogeologica dell’edificio perché la base del muro di contenimento di Casa Bozzo confina con il rio Ammarengo e presenta tratti di cedimento. Chiedo, dunque, – ha concluso – se siano presenti tutti i permessi necessari da parte di Comune e Asl per il progetto e se sia compatibile con le reali condizioni di logistica del quartiere».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche sociali e alla sicurezza Sonia Viale che ha stigmatizzato le procedure di accoglienza adottate dall’Italia e dall’Europa: «In questo modo si scaricano sui cittadini responsabilità che sono a monte perché questi flussi di sedicenti profughi dovrebbero essere bloccati prima di arrivare nelle nostre città o, addirittura, nei piccoli paesi dell’entroterra». Rispetto al caso specifico Viale ha rilevato che il quartiere presenta problemi di vivibilità e ha spiegato che, secondo gli accertamenti effettuati dalla Asl 3, la struttura può accogliere un massimo di 25 persone e ha assicurato che vigilerà su eventuali violazioni di questo limite. Sul versante idrogeologico l’assessore ha esposto la relazione del competente servizio regionale che non prevede limiti all’utilizzo degli edifici esistenti. L’assessore ha quindi ricordato la procedura di gara, avviata dalla prefettura di Genova, per l’accoglienza di duemila stranieri nella provincia, fra aprile e dicembre 2016, che prevede un impegno di spesa di oltre 19 milioni di euro. «Sono cifre da capogiro viste così, perché – ha concluso – se andassero a buon fine, se fosse un'emergenza con un termine, se avesse una reale motivazione di persone che scappano dalla guerra avremmo, data la tradizionale generosità della nostra comunità, sicuramente la pazienza di aspettare. Ma siccome dietro non vediamo una fine e una gestione dell'emergenza,  pensiamo che non siano soldi ben spesi, ma che vanno a creare difficoltà anche nei percorsi di integrazione». Viale, dopo avere ribadito che la Regione non è competente su questa materia, ha quindi auspicato un passo indietro da parte delle istituzioni coinvolte.
Rosso si è dichiarato soddisfatto dell’intervento dell’assessore ma chiederà più verifiche rispetto al rischio idrogeologico.

Chiarimenti sugli appalti di Amt
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto informazioni sull’ultimo appalto assegnato da Amt per lavori e servizi. Il consigliere ha ricordato che la società Servizi e Sistemi srl, poi divenuta Ideal Service,  da anni è un’azienda appaltatrice di lavori e servizi dentro e fuori le rimesse di Amt. «La società si aggiudicò l’appalto – ha spiegato Pastorino – con un ribasso del 25% rispetto ai precedenti e, in occasione dell’ultimo rinnovo, l’appalto  è stato diviso in tre lotti di cui l’azienda si è aggiudicata solo il lotto 2». Il consigliere ha aggiunto che la società ha chiesto la procedura di mobilità per 143 persone mentre il consorzio di imprese che si è aggiudicato gli altri due lotti avrebbe in atto vecchi contenziosi con i dipendenti per il ritardo o il mancato pagamento degli stipendi. «La giunta – ha concluso Pastorino – ritiene giusto che venga presa in considerazione la scelta di un’azienda con notevoli problemi economici basandosi solo sul concetto del massimo ribasso? ».
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ha rilevato che la Regione non può esercitare il controllo sugli appalti fatti da ogni singola azienda di trasporto, ma ha convenuto nelle critiche agli appalti al massimo ribasso: «Credo sia oggi doveroso a livello nazionale rivedere il sistema affinché anche negli appalti di servizi sia proibito il criterio del massimo ribasso perché è ormai dimostrato che il prezzo di questo criterio viene pagato dai lavoratori». Berrino ha, infine, garantito l’attenzione della Regione per quanto riguarda gli aspetti occupazionali.
Pastorino ha ribadito le proprie preoccupazioni sulla scelta assunta da Amt.
 
Ampliare l’istituto “V. Cardarelli” della Spezia
Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Gabriele Pisani, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Fabio Tosi e Andrea Melis, in cui ha chiesto alla giunta di ampliare i locali a disposizione della scuola Cardarelli della Spezia, che ospita anche i corsi curricolari del liceo artistico e del liceo musicale, valutando la chiusura del porticato a sud-est dell’edificio di Via Pontepertico utilizzato dall’istituto superiore “V. Cardarelli” per adibirlo a laboratori, analogamente a quanto fatto per la struttura, simmetrica ed equivalente, dell’edificio utilizzato dall’Istituto Alberghiero “G. Casini”. Il consigliere ha spiegato, infatti, che le richieste di iscrizione ai corsi sono in aumento negli ultimi anni ed è necessario aumentare i locali a disposizione degli studenti.
Ha risposto l’assessore marco Scajola per conto dell’assessore alla scuola Ilaria Cavo, chiarendo innanzitutto che l’edifico scolastico è di  proprietà dell’amministrazione provinciale della Spezia che ha presentato domanda per la manutenzione straordinaria della palestra presente nel complesso edilizio. Il costo complessivo dell'intervento è di 100 mila euro e il finanziamento richiesto è di euro 90 mila. L'intervento, pur essendo tra quelli non finanziabili per l'annualità 2015/2016, è comunque in graduatoria. Scajola ha spiegato che l’amministrazione provinciale della Spezia non ha ottenuto i finanziamenti necessari per la totale ristrutturazione del plesso di via Montepertico,  il tamponamento totale dei due portici e la riorganizzazione degli spazi interni con conseguente adeguamento normativo in termini di sicurezza, barriere architettoniche e anche l'intervento, che è oggetto dell’interrogazione. Ma di fatto è stato ottenuto solo una piccola parte di contributo. Scajola ha spiegato che l'Amministrazione provinciale ritiene che il tamponamento del portico più interno dell'edificio di via Montepertico possa essere preso in considerazione, ma sono necessari finanziamenti di cui oggi non dispone e Scajola ha ribadito che al momento non sono disponibili ulteriori risorse regionali o statali da destinare all'edilizia scolastica. Ha concluso: «Attendiamo nelle prossime settimane che ci vengano indicate possibili nuove forme di finanziamento. Se dovessero arrivare, come noi auspichiamo, valuteremo ovviamente di prendere in considerazione i tanti problemi che abbiamo, e anche questo che ci è stato segnalato».
Battistini ha invitato l’assessore ad effettuare un sopralluogo nell’istituto e ad impegnarsi nel reperire i fondi necessari per l’intervento.  

Disservizi linea ferroviaria Santo Stefano Magra – La Spezia.
Raffaella Paita (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Juri Michelucci, chiedendo alla giunta di intervenire nei confronti di Trenitalia affinché sia garantita la sicurezza dei passeggeri in caso di guasto dei treni e di adottare contromisure idonee rispetto a eventuali disservizi, come quello accaduto nei giorni scorsi sulla linea S.Stefano Magra – La Spezia quando, prima della stazione di Prati di Vezzano, un treno partito alle 6,15 da Santo Stefano Magra si è fermato per un guasto. Secondo quanto spiegato dal consigliere, dopo una tardiva informazione ai passeggeri, alle 7.30 molti di essi erano scesi sui binari per raggiungere a piedi la stazione e pochi altri, dopo l’intervento delle forze dell’ordine erano andati, sempre a piedi, fino alla stazione più vicina intorno alle 8.30.
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale  ha spiegato di avere chiesto chiarimenti a Trenitalia sull’episodio: in particolare, sui ritardi nell’informazione fornita ai passeggeri e sul fatto che gli stessi  siano stati fatti scendere dal treno e ha ribadito la necessità di una informazione sempre tempestiva in caso di disservizi sulla linea e sulle procedure per l’eventuale abbandono del convoglio: «E’ necessaria una procedura chiara da seguire in questi casi perché i passeggeri devono scendere in tutta sicurezza».
Paita ha chiesto all’assessore di essere più incisivo rispetto a Trenitalia

Cassa integrazione richiesta da Fincantieri 
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) con un’interrogazione ha ricordato che il 26 gennaio scorso Fincantieri rendeva nota una prospettiva di “scarico” di lavoro per le officine “navale” e “meccanica”, del cantiere di Riva Trigoso, per un numero equivalente a nove unità, solo in questi due reparti; nel successivo incontro con le RSU,  l’11 febbraio  – ha sottolineato – l’Azienda ha presentato una richiesta di cassa integrazione per trentacinque unità su tutti i reparti del cantiere in questione. Il consigliere ha però rimarcato che da poco tempo, l’azienda ha beneficiato di commesse da parte dello Stato per 6,3 miliardi di euro, che dovevano garantire la continuazione di un settore vitale per l’economia  ligure e anche un tentativo di espansione, anche occupazionale. Pastorino ha quindi chiesto alla giunta di intervenire presso l’INPS sulla correttezza della richiesta aziendale che – secondo Pastorino – pare utilizzare gli ammortizzatori sociali  (CIGO) per riorganizzazioni interne e non per il loro scopo precipuo, che è quella di supportare le aziende in periodi di crisi. Infine il consigliere ha chiesto alla giunta di appurare se l’azienda non intenda turbare le normali relazioni sindacali.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche del lavoro Gianni Berrino:  
«La cassa integrazione guadagni ordinaria è un rapporto diretto tra l'azienda che la richiede e l'INPS e  la Regione può capire che cosa sta succedendo, ma non ha un suo ruolo, che è esclusivo tra INPS e azienda.  Devo anche dire – ha aggiunto – che al mio Assessorato non è giunta nessuna comunicazione relativa alla richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria, quindi si può ragionare sui motivi per cui è stava richiesta la CIGO e non la cassa integrazione guadagni straordinaria». Berrino ha aggiunto che sulla cassa integrazione guadagni straordinaria, invece, la Regione ha un ruolo più importante e può entrare  maggiormente nel merito. Rispetto alla seconda domanda, l’assessore ha chiarito che «alla Regione non è arrivata nessuna richiestarealtiva ad una vertenza sindacale né dalle organizzazioni sindacali, né dall'azienda, che è l'unica condizione per potere intervenire ufficialmente nel merito della vicenda». L’assessore ha comunque disponibile ad approfondire la questione.
Pastorino ha ribadito che quando le aziende utilizzano risorse pubbliche è doveroso da parte di tutte le istituzioni intervenire anche sulle pratiche di stretta competenza dell’Inps senza ledere l’autonomia dell’Istituto.

Controllo radiometrico alle frontiere dei porti liguri
Alice Salvatore ha illustrato un’interrogazione,  sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi relativa ai gravi casi di importazione di materiale radioattivo e dei rischi che ne conseguono. Dopo aver ricordato che tra l’elenco dei valichi di frontiera dotati di sistemi radiometrici denominati “RTM910T”, figurano i porti della Spezia, Genova e Savona, il consigliere ha chiesto alla giunta di salvaguardare il territorio dall’ingresso di materiali contaminati e, in particolar modo, dal pericolo proveniente dall’inquinamento radioattivo.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità, Sonia Viale,  che ha tracciato un preciso quadro di quanto previsto da norme e decreti statali per la disciplina della materia e ha ricordato che, con la collaborazione dell’Istituto Superiore della sanità e di diverse Agenzie regionali per la protezione ambientale, inclusa quella ligure, sono state elaborate precise linee guida da applicare, in maniera omogenea,  in caso di ritrovamento di materiale radioattivo o comunque contaminato. L’assessore si è impegnato a sollecitare nuovamente la massima diffusione e l’applicazione delle linee guida
Salvatore ha ribattuto che la situazione attuale è lacunosa e occorre affrontare la questione a livello di Conferenza Stato Regioni.

No all'apertura del centro commerciale Coop.
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Marco De Ferrari e Andrea Melis, in cui ha chiesto se l’apertura del nuovo centro commerciale Coop alla Torre Fiumara di Genova non contrasti con la legge regionale n.2 del  23 febbraio 2016, relativa alla “sospensione temporanea della presentazione di domande per medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita e centri commerciali” in quanto è vietata l’apertura alle medie imprese fino al 30 giugno 2016.
L’assessore al commercio Edoardo Rixi ha innanzitutto premesso che sotto la superficie di 1500 metri quadrati ( come il caso in questione) il procedimento rimane in capo al Comune. La richiesta di autorizzazione, secondo quanto riferito da Rixi e risultante da verifiche effettuate dalla Regione,  è stata presentata via pec il 29 gennaio ed il Comune di Genova ha rilasciato l’autorizzazione il 25 febbraio 2016, cioè due giorni dopo l’approvazione della legge regionale  che prevede la sospensione  di domande per medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita e centri commerciali, divenuta immediatamente esecutiva. La disposizione, quindi, avrebbe potuto consentire al Comune di Genova di effettuare la sospensiva. Rixi ha annunciato un confronto con l’amministrazione comunale per verificare la sua posizione e le sue motivazioni, non escludendo che il procedimento si fosse già concluso al momento dell’approvazione della legge regionale che sancisce la sospensiva delle domande fino al prossimo 30 giugno, e semplicemente notificato due giorni più tardi.
Salvatore ha sottolineato l’importanza di fare delle verifiche a livello comunale.

Diffusione del virus Zika.
Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha chiesto alla giunta, attraverso un’interrogazione, di avviare una campagna di sensibilizzazione sull’espansione del virus Zika sui pazienti negli ospedali selezionati sul territorio ligure e di istituire, entro l’ottava settimana, il test gratuito per le persone che hanno, nell’ultimo periodo, viaggiato in Brasile o comunque in Sud America. Puggioni ha rilevato che sta suscitando molta preoccupazione la migrazione del virus dall’America del Sud verso l’Europa, dove sono stati registrati casi, così come anche in Italia e ha precisato che non esistono ancora trattamenti o vaccini per la cura: solo  tramite una corretta informazione e prevenzione è possibile evitare il contagio
L’assessore alla sanità, Sonia Viale ha detto che la problematica è stata inserita all’ordine del giorno della riunione della Commissione Malattie Infettive, lotta all’AIDS e Vaccini, indetta  il 23 febbraio scorso e che la documentazione relativa alla sorveglianza epidemiologica del virus, con l’indicazione dei flussi di trasmissione di notifica per gli eventuali casi che vengano riscontrati, è stata trasmessa alle direzioni sanitarie ospedaliere, ai responsabili dei reparti di malattie infettive, ai dipartimenti di prevenzione delle Asl. E’ stato individuato il Laboratorio Igiene Sanità Pubblica presso l’Università di Genova, come riferimento regionale per la diagnosi di infezione da Virus Zika ed altre malattie trasmissibili. L’assessore ha puntualizzato che si avvierà anche quest’anno la sorveglianza diretta sull’insetto, con trappole per la cattura dell’insetto adulto e delle uova, per la successiva analisi e verifica della presenza anche di virus Zika. Ha infine precisato che «In Liguria è stato riscontrato un solo caso, importato, nello spezzino».
Puggioni  ha espresso apprezzamento per l’attenzione rivolta alla problematica.

Ex ospedale di Santa Margherita Ligure 
Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Gabriele Pisani, Marco De Ferrari, Alice Salvatore, Francesco Battistini e Andrea Melis relativo all’immobile dell’ex ospedale di Santa Margherita Ligure, di proprietà di Arte, alla quale è stato affidato l’incarico di vendere il patrimonio delle Asl. Tuttavia  l’asta è andata deserta e – ha spiegato il consigliere – sono in corso le procedure per arrivare alla sua alienazione. Tosi ha quindi chiesto se la nuova giunta «abbia affrontato questa problematica dall’inizio del suo mandato» e che intenzioni abbia  in merito all’immobile .
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità, Sonia Viale che ha precisato che la struttura non fa più parte del patrimonio immobiliare aziendale, perché in passato, a seguito della manovra regionale del 2011, è passata in capo ad Arte che deve alienarla. L’assessore ha precisato che non è quindi programmato alcun intervento a destinazione sanitaria.
Tosi ha ringraziato l’assessore per le informazioni fornitegli, dicendo che le notizie apprese dalla cittadinanza sono dunque veritiere.
 
Promuovere l’immagine della Lanterna di Genova
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi che impegna la giunta a sollecitare gli enti competenti ad attivarsi rapidamente affinché la Lanterna, che è il simbolo di Genova e dell’intera Liguria, non venga dimenticata ma sia sottoposta ad una gestione attenta e una promozione adeguata. Nel documento si ricorda che dal luglio 2014 la Fondazione Mario e Giorgio Labò ha assunto, a titolo gratuito, la gestione della parte museale della Lanterna di Genova evitandone, quindi, la chiusura al pubblico ma occorrono interventi per la manutenzione della struttura e per la sua promozione turistica. Nel documento si chiede la convocazione di un tavolo di concertazione fra gli enti interessati per individuare il soggetto competente.
 
Assenti: Cavo, Giampedrone, Lunardon e Pisani

Più informazioni su