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Viaggi di istruzione, il ministero chiarisce le competenze

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I docenti non sono responsabili né del mezzo, né del conducente. Costi (Confartigianato): «Fatta chiarezza su una norma che rischiava di avere pesanti ricadute sul settore dei bus operator. Importanti gli interventi delle deputate liguri Mara Carocci e Roberta Oliaro» 

GENOVA – Il ministero dell’Istruzione fa chiarezza sulla circolare n. 674 “Viaggi di istruzione e visite guidate” che, nei giorni scorsi, aveva sollevato numerose polemiche da parte sia dei docenti e dei dirigenti scolastici, che si sentivano sovraccaricati di nuove responsabilità in occasione delle gite scolastiche, sia del settore dei bus operator, sul quale la nota ministeriale aveva già fatto sentire le proprie conseguenze, con il congelamento di numerose prenotazioni a un solo mese dall’entrata in vigore.

Alle contestazioni il Miur risponde oggi utilizzando il sistema delle faq, specificando che la nota del 3 febbraio scorso non attribuisce nuove responsabilità ai professori: parlando di accertamenti sullo stato del veicolo, il ministero spiega che “si tratta di documenti e verifiche che la scuola è tenuta a richiedere alla società di trasporti che viene di volta in volta individuata”. Per quello che riguarda il comportamento del conducente, la responsabilità delle sue azioni continua a ricadere sul conducente stesso, mentre la verifica dell'idoneità alla guida è responsabilità della società dei trasporti per cui la persona presta servizio: l’accertamento di queste idoneità non è quindi compito del docente.

«Una precisazione importante e necessaria – commenta Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria – arrivata a breve distanza dalle polemiche mosse delle parti interessate e anche grazie agli interventi delle deputate liguri Mara Carocci e Roberta Oliaro, che si sono prontamente mosse affinché venisse fatta chiarezza. La norma viene quindi ricondotta alla originaria e condivisa necessità di rivolgersi a imprese in regola, mentre nella lettura distorta rischiava di avere pesanti ricadute economiche su un settore, quello del noleggio, che in Liguria conta circa 200 microimprese».

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