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Francesco Vaccarone dona un’opera a Villa Croce

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LA SPEZIA – L’artista spezzino Francesco Vaccarone ha donato una delle sue opere al Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova.

Dopo aver ospitato dal 31 gennaio al 6 marzo la mostra monografica “Genova 1965 – La poesia visiva di Francesco Vaccarone”, organizzata da Startè e curata dal critico d’arte e docente di estetica dell’Università di Bologna Valerio Dehò, il Museo ha voluto inserire nella sua collezione permanente uno dei lavori che meglio rappresentano il movimento di avanguardia degli anni Sessanta che ha trovato in Genova uno dei suoi centri nevralgici.

Dopo oltre cinquant’anni, il collage su cartone “Prossimamente” torna quindi in pianta stabile nella città in cui ha visto la luce e dove Vaccarone ha lavorato per circa tre anni, rendendosi protagonista di quella corrente dissacratoria che ha fatto dell’ironia la sua arma politica e sociologica.

Erano i primi anni Sessanta quando l’artista si è unito al gruppo genovese Studio e, radunandosi intorno alla galleria La Carabaga, ha cominciando a giocare con il linguaggio contemporaneo, minandone i codici tradizionali.

Le consuete categorie linguistiche vengono superate, attraverso contaminazioni di parole e immagini estrapolate dai media classici.

Un linguaggio nuovo e pungente chiaramente percepibile nell’opera donata dall’artista, dove ritagli estratti da riviste e quotidiani dell’epoca rivivono attraverso accostamenti stridenti e inaspettati, dando vita a un forte messaggio politico.

Un’acquisizione prestigiosa che offre alla città la possibilità di rileggere il lavoro frutto di quegli anni di sperimentazioni.

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