laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Il commento | Un Piccolo alla Luca Coti, Bomber Nenè e il camaleonte in panchina

Più informazioni su

Antonio Piccolo sfiora il gol ad inizio ripresa – Foto Patrizio Moretti 

Quando non fa spettacolo e non domina, lo Spezia lotta, soffre e rimedia. Ma soprattutto, non si disunisce. Oggi intanto, giocano le altre compagne di classifica, impegnate in turni tutt'altro che agevoli. Modalità "gufata generale": On

Appena potete, riguardatevi lo stop a seguire di Antonio Piccolo prima del cross per il 2-2 di Nenè, e scoprirete una volta di più l’importanza, per questa squadra, del fattore “mercato di gennaio“.
Uno stop a seguire che oggi, nel linguaggio moderno, è definito “controllo orientato” ad eludere l’intervento avversario, al fine di metterti nella miglior condizione di giocata possibile nel minor tempo.
C’è molto di Piccolo, a tratti sempre più in versione Luca Coti, nel punto strappato ieri a Chiavari su un campo che, questo si, è un fattore fondamentale per la squadra di Aglietti. Lo sapevamo. Molte squadre, non a caso, ci hanno lasciato le penne, e chi non le ha lasciate, ha sofferto comunque tanto.

E poi c’è Nenè, bomber ritrovato, in forma strepitosa e meritevole senz’altro di un posto da titolare in questo Spezia che si affaccia alla primavera.
Due gol da attaccante “vero”, un altro puntero e tutt’altro finalizzatore rispetto a quello che abbiamo conosciuto nei suoi primi mesi in maglia bianca.
Spetterà al mister, ora, l’ardito compito di trovargli un posto in squadra, in alternanza o in coppia con Calaiò, almeno fino al pieno recupero di Mario Situm.

Aver saputo reggere e, soprattutto, rimediare ai due urti improvvisi di Caputo che si erano inficcati come lame sul morale degli undici in campo e dei due mila sugli spalti, è segno di grande salute, di squadra che lotta, di gente che alza la testa di fronte alle difficoltà. Gente, qualità, e mestiere da serie B.

I due cambi “tattici” di Di Carlo nella seconda frazione di gioco, poi, dimostrano quanta sostanza c’è anche in colui che guida dalla panchina, nel saper leggere e interpretare limiti e potenzialità dei vari reparti a seconda dei momenti.
Dopo un primo tempo di confusione e difficoltà, il tecnico di Cassino piazza Piccolo tra le linee, mossa utilizzata altre volte per cercare maggiore imprevedibilitàportando piedi buoni immediatamente  davanti ai tre in mediana.
Quindi l’inserimento di Calaiò, punta di peso da affiancare a Nenè, al posto di un evanescente Catellani. Ed infine, il passaggio al 3-5-2/5-3-2 conseguente all’ingresso di Valentini. Tutto ciò mostra un Di Carlo camaleontico, ed una squadra che sa rispondere ai comandi col piglio della grande squadra.
Non ne aveva più lo Spezia negli ultimi dieci minuti, lo sforzo per recuperare i due svantaggi subiti, unito al dispendio di energia dopo 80 minuti di fuoco su campo sintetico, hanno suggerito prudenza, centimetri e concretezza, oltre ad un saltatore in più in difesa a sbrogliare le palle che l’Entella avrebbe messo in mezzo negli ultimi minuti; erano sempre loro, infatti, ad arrivare primi sulle seconde palle, e proprio da questo deriva la svolta tattica importantissima degli ultimi dieci minuti. Qui c’è tutto il mestiere di Mimmo Di Carlo.

Quando non fa spettacolo e non domina, lo Spezia lotta, soffre e rimedia. Ma soprattutto, non si disunisce. Un grande segno di forza anche questo, che firma l’undicesimo risultato utile consecutivo.
Roba da non credere, per chi ha vissuto alla stregua di montagne russe questi anni di serie B in cui è sempre mancata una reale continuità di risultati.
L’Entella resta sotto in classifica, mentre lo Spezia muove una casella in graduatoria; pura sostanza, ora che ogni punto in zona play può risultare importantissimo.
Oggi intanto, giocano le altre compagne di classifica, impegnate in turni tutt’altro che agevoli. Modalità “gufata generale“: On.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it

Più informazioni su