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Messa in Santa Maria per il patrono della città

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LA SPEZIA – Il vescovo e i canonici della Spezia hanno celebrato solennemente questa mattina il patrono San Giuseppe, con una Messa in Santa Maria, con grande partecipazione di sacerdoti e di fedeli.

“Non temere di prendere con te Maria tua sposa”, ha detto l’angelo in sogno a Giuseppe. E lui si è dimostrato «un uomo capace di lasciarsi interpellare da Dio», ha detto monsignor Luigi Ernesto Palletti nell’omelia. «Giuseppe si è dimostrato capace di ascoltare, e di cambiare la propria visione delle cose».

Giuseppe si è dimostrato uomo della misericordia. Ma che bisogno c'era di misericordia, nel contesto della Sacra Famiglia, con persone di tale levatura? Per noi è facile, a posteriori, dire che tutto quello che è avvenuto era solo il disegno di Dio. Ma il solo ragionamento umano non basta.

«La misericordia non è solo perdono, che non serviva, in quel caso – spiega il vescovo -, perché Maria non aveva peccato. Misericordia, in quel caso, è stata accoglienza di una persona, Maria. Maria, rimasta incinta per opera dello Spirito Santo, ha bisogno di essere vista in maniera diversa. Giuseppe, infatti, improvvisamente, deve rileggere Maria non più come quando l'aveva scelta come sua sposa».
Accogliere Maria, o mandarla via. Questa è l’alternativa per Giuseppe. E lui, «uomo della misericordia», dopo il sogno dell’angelo, passa dalla decisione di ripudiarla in segreto a quella di accoglierla. «Questa misericordia permette la nascita della Sacra Famiglia, che ora si unisce non per amore umano, ma per il grande dono di Dio, che ha permesso il concepimento di Suo figlio».

«Giuseppe è uomo di misericordia perché sa ascoltare, cambiare, accogliere. Prima Maria era parte di un suo progetto umano, adesso, entrambi, accolgono il disegno di Dio. Giuseppe, nel silenzio, sa mettersi al servizio di questo progetto misterioso che Dio gli ha dato».

«Giuseppe usa la misericordia del non apparire. Chi appare si impone, chi si impone domina, chi domina sottomette». Gesù, col padre e la madre, cresceva in età, grazia e sapienza di fronte agli uomini. «

«Si potrebbe dire che da Maria Gesù ha ricevuto l'umanità, da Giuseppe ha imparato a viverla, nella laboriosità e nel silenzio». Giuseppe ha coscienza che quel figlio gli è stato affidato. La misericordia del custodire. Ciò che gli è stato affidato non deve mutare. Similmente, la Chiesa ha in custodia il Vangelo di Dio». Poi, Giuseppe sparisce. «Sparisce dal mondo, ma rimane sempre presente, facendosi, con le sue grazie, segno tangibile della misericordia del Padre».

«La misericordia è presente ovunque, non c'è spazio in cui non possa esser presente. La famiglia di Nazareth insegna alle nostre famiglie a vivere in serenità, custodia, operosità, silenzio».

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