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Accademia del Gusto: i piatti della primavera a San Rocco

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LA SPEZIA – La conviviale dell’Accademia del Gusto dedicata ai piatti della primavera si è tenuta all’Osteria San Rocco a Marinasco. L’antico locale spezzino domina le alture e si affaccia con una piacevole terrazza sul golfo. “L’antica pieve di Marinasco – ha spiegato nell’introduzione il presidente dell’Accademia del Gusto, Nicola Carozza – di cui abbiamo notizie già prima dell’anno mille è probabilmente uno dei primi riferimenti della nascente città. Secondo Ubaldo Formentini, il nome Marinasco deriva dalla forma più antica Marnasco, la cui etimologia non è legata al significato di "marina" ma al toponimo Marna presente già nella Gallia”.

Anche il nome dell’osteria, ci riporta alla storia e alla venerazione di San Rocco – hanno sottolineato gli Accademici Diego Carpitella e Antonella Simone – protettore dalla peste e patrono del mondo contadino e degli animali si dai tempi del 1400, prima della proclamazione di San Giuseppe come patrono. La famiglia Franceschini ha preso in gestione il locale nel 2010 conservandone le sue caratteristiche di osteria storica, proponendo una cucina semplice del territorio, in cucina troviamo lo chef Stefano Franceschini che vanta 30 anni di attività nel settore, mentre in sala il figlio Alberto Franceschini che dopo il diploma all'alberghiero G. Casini ha maturato diverse esperienze lavorative in Italia e all'estero. Ecco il menu degustato dagli accademici: insalata di mare, acciughe in carpione, acciughe al limone, muscoli ripieni, soppressata di polpo, paté di cernia, crema di orata, stoccafisso; spaghetti alla Stefano (scampi, muscoli, vongole, pesce spada, polpo, tonno), ravioli al branzino con sugo di crostacei; grigliata mista di mare, frittura mista; zepppola artigianale; Vermentino dei Colli di Luni. Nel corso della serata gli accademici hanno inoltre discusso sul Protocollo d'Intesa per la Valorizzazione all'Estero della Cucina Italiana di Alta Qualità, presentato nei giorni scorsi dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero degli Esteri. Il mondo ha fame d'Italia e i turisti cercano e amano i nostri piatti tipici e i prodotti del territorio. Nel corso del dibattito sono intervenuti gli Accademici Alessio Battistini, Umberto Sommovigo, Giampaolo Battini, Antonietta Sforza. L'export agroalimentare italiano nel 2015 ha registrato il record di 36,8 miliardi di euro, il 7,4% in più rispetto al 2014. L’Italia vorrebbe arrivare a 50 miliardi entro il 2020 e il protocollo vuole incentivare la capillare rete diplomatica, consolare e culturale per diffondere la cucina italiana.

"Le ragioni statutarie del nostro club gastronomico in difesa dei piatti tipici, del turismo e della ristorazione legata al territorio – ha concluso Nicola Carozza – trovano ogni giorno conferme".

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