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Nencini lancia il nuovo codice appalti in Camera di Commercio: “Semplificazione, trasparenza, certezza dei tempi”

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Nuove regole in vigore dal 18 aprile

LA SPEZIA – Semplificazione, trasparenza, certezza dei tempi e del completamento dell’opera. Sono questi, secondo il governo, i principali valori aggiunti del nuovo codice degli appalti che entrerà in vigore il prossimo 18 aprile. Nuove regole che dovrebbero favorire una nuova stagione di opere pubbliche ed una ripresa di settori produttivi trainanti, tra tutti quello dell’edilizia, anche se il nuovo codice investe in modo trasversale tutto il comparto industriale e dei servizi del Paese. E’ stato lo stesso “papà “del nuovo codice, il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, a illustrarlo questa mattina a una nutrita e attenta platea radunata in sala Sala Marmori da Stefano Senese e Gianfranco Bianchi, rispettivamente direttore e presidente della Camera di Commercio spezzina.

“Avevamo un vincolo comunitario da rispettare- ha detto Nencini- ma siamo andati oltre, ricostruendo un codice appalti completamente nuovo. Prima c’erano 1000 articoli con 223 modifiche, oggi il nuovo codice ha 227 articoli e si appoggerà alle linee guida dell'Autorità nazionale anti corruzione.“ Su quest’ ultimo punto, così sensibile per un Paese come il nostro ad alto tasso d’infiltrazione criminale nell’economia e nelle opere pubblico, il codice segna il parere positivo di Raffaele Cantone. Il super commissario anti corruzione lo ha definito “una piccola rivoluzione copernicana.”


Oltre a quello della semplificazione, per Nencini un altro valore aggiunto è costituito dalla certezza della realizzazione dell’opera. “Su 150 miliardi di opere sulla legge obiettivo- ha rimarcato il sottosegretario- a oggi se ne sono realizzati 19 miliardi. Attualmente, un'opera del valore di 100 milioni richiede 14 anni di tempi di realizzazione a causa della burocrazia, di troppi enti coinvolti, di carenze di progetto, incertezza dei finanziamenti, ricorsi e interventi della Magistratura. Con il nuovo codice ci saranno centralità del progetto, l’emarginazione del massimo ribasso, saranno evitate varianti e le deroghe non dovranno superare un quid. Inoltre, abbiamo operato una riduzione delle stazioni appaltanti, da 50mila a 2000.”

Le altre caratteristiche del nuovo codice saranno la centralità del partenariato pubblico privato e una grande attenzione alla piccola e media impresa italiana. Le nostre piccole imprese si dovranno aggregare per partecipare agli appalti, ci sarà il pagamento diretto al subappaltatore e la protezione Made in Italy. Una norma mutuata dal codice americano consentirà, a parità di condizioni di qualità e costo, di assegnare l’appalto a chi utilizzerà materiali e prodotti nazionali. Altri aspetti da rilevare sono quelli della regolamentazione delle lobby con censimento di gruppi di interesse ed il dibattito pubblico per opere con un impatto pubblico forte, coinvolgendo amministrazioni e associazioni locali; pensiamo se fosse stato utilizzato per un‘opera come Piazza Verdi.

“Sono norme nuove ed innovative- ha chiosato Nencini- lavoreremo anche per una altra semplificazione legislativa dei regolamenti edilizi, fatto salvo tutele paesaggistiche e architettoniche. Aprire una nuova finestra in un palazzo non può avere le stesse regole in centro a Firenze e tra Lastra Signa e Campi Bisenzio.” 

Marco Ursano

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