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Bolletta 2.0 è una beffa per i consumatori, con tariffa progressiva chi consuma meno pagherà il 30% in più

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LA SPEZIA – L’introduzione della bolletta 2.0, contrariamente alle aspettative auspicate e concordate dall’Adoc e dalle Associazioni dei consumatori, si sta rivelando una vera e propria beffa nei confronti delle milioni di famiglie italiane che, con la nuova tariffa progressiva D1, pagheranno almeno il 30% in più se consumeranno meno di 2.700 kw/h annui.

“In linea di principio non siamo contrari alla nuova tariffa progressiva D1, ma così come è stata formulata e introdotta, senza alcun criterio di gradualità, crea un danno economico importante alle famiglie italiane – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – in particolare per quelle che consumano meno di 2700 kw/h annue che andranno a pagare, con questo sistema, almeno il 30% in più di quanto spendono attualmente. Ad oggi, infatti, tutte le utenze domestiche per il settore luce sono regolate dalla tariffa D2, che fino a 2700 kw/h annuali di consumi prevede l’applicazione di una tariffa agevolata. Con la tariffa progressiva D1 viene introdotto il principio in base al quale si paga in proporzione dei consumi, per cui più consumi energia elettrica meno paghi. Questa tariffa ha il fine di incentivare i consumi elettrici a discapito di quelli del gas, in quanto l’Italia è tra i primi posti in Europa come produzione di energia elettrica, anche e soprattutto da energie rinnovabili. Una soluzione condivisa dall’Adoc ma abbiamo più volte sostenuto che andava assolutamente evitato un passaggio traumatico dall’attuale al nuovo sistema, tutelando al contempo le categorie più deboli, come le famiglie numerose, chi ha redditi bassi o medio-bassi, chi si trova in condizione temporanee di disagio economico, come cassaintegrati e disoccupati. Così invece non è avvenuto e adesso le famiglie ne pagano le conseguenze. C’è solo un vantaggio, destinato ai proprietari delle seconde case, a cui oggi si applica la tariffa D3, che con la nuova tariffa D1, risparmieranno. Inoltre la bolletta 2.0, secondo le intese e proposte delle Associazioni dei consumatori, doveva diventare un mezzo utile e trasparente, contenente i dati essenziali per comprendere il costo unitario delle kilowatt/ora o dei metri cubi, con l’indicazione dei consumi giornalieri, mensili e annuali. Invece tutto questo è stato mascherato dietro costi medi, di difficile comprensione”.

Questo tema, insieme ad altre criticità, è stato  affrontato  nel meeting che si è tenuto ieri a Roma  tra le Associazioni dei Consumatori e le Aziende del settore elettrico, gas e servizi idrici: d'intesa con le Associazioni dei consumatori è stata ristrutturata la bolletta che sarà solo di una pagina ma con informazioni utili e precise, dal costo dei KWH e del MC2 unitario, ai consumi medi dell'anno precedente e ai consumi del trimestre dello stesso periodo nell'anno passato. Tutti dati, questi, che danno la possibilità di avere un quadro complessivo dei consumi, in modo da controllare e regolare gli stessi. Sempre nell'ambito del tema della trasparenza, è stata sottolineata la necessità di diffondere e far conoscere gli strumenti per consumare meno. Proprio per quanto riguarda la necessità di abbattere i costi dei  consumi è stato posto l'accento sulla necessità di modificare una struttura tariffaria risalente agli anni 70 al fine di consentire al consumatore di scegliere il gestore più conveniente nonché di incoraggiare la diffusione della tariffa D1 che, a fronte di consumi annuali in elettricità più elevati della media attuale, comporta un risparmio. Le Associazioni dei consumatori , a sostegno delle fasce deboli, hanno anche chiesto la rivisitazione del bonus  per l'energia elettrica e del gas in modo da estenderlo agli oltre sei milioni di cittadini che versano in condizioni di povertà.

Nel meeting  si è parlato anche di  qualità.Il Presidente di ADOC ha sottolineato come i problemi legati agli attuali standard sia imputabile non agli operatori dei call center ma al loro  mal utilizzo. Ha ribadito, infine, come sia necessario correggere alcune storture che sono alla base dei reclami relativi a fatturazione e volture. Tutte le Associazioni dei consumatori hanno insistito sulla necessità che i gestori facciano la loro parte senza furbizie né inganni, controllando in particolare le agenzie utilizzate per l'acquisizione di clienti del mercato libero, spesso fonte di contestazioni e reclami, da cui il cosiddetto fenomeno dei contratti non richiesti.

Ora non resta che attendere che i gestori mettano in pratica quanto richiesto dalle Associazioni dei consumatori, soprattutto alla luce del  futuro passaggio obbligato al mercato libero al quale ADOC è  comunque, tuttora,  contraria.

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