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Piano di Tutela delle Acque | Costa: «Un aiuto concreto per il nostro entroterra»

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Il presidente della Commissione Territorio Ambiente spiega che, in virtù delle novità introdotte, si potranno di nuovo realizzare piccole opere di sbarramento, che consentono il prelievo di acqua sui corsi d’acqua  per irrigare i campi e per uso potabile. Aboliti i costosi misuratori d’acqua in agricoltura e viene consentita la riattivazione di piccole centrali idroelettriche. I frantoi oleari potranno scaricare le acque reflue di vegetazione nelle fognature

GENOVA – Andrea Costa (Gruppo Misto–Ncd Area Popolare),  sottolinea la valenza, in particolare per l’entroterra, dell’aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque, approvato durante l’ultima seduta del Consiglio regionale,  con i voti della maggioranza,  dopo il via libera da parte della Commissione Territorio Ambiente, da lui presieduta.
 
Tra le novità introdotte –  spiega il consigliere – la rimozione del divieto di mettere in campo piccole opere di sbarramento dei corsi d’acqua per fare prelievi di acqua potabile o irrigua. «Una misura che, oltre a risolvere problemi di approvvigionamento idrico ad uso potabile, aiuta concretamente chi si dedica all’agricoltura e che ogni estate deve affrontare mille difficoltà per  irrigare i campi, visto il divieto che vigeva», dice Costa spiegando che, nel contempo, per i prelievi d’acqua da parte degli agricoltori, di portata inferiore a 2 litri al secondo,  non dovrà più essere adottato il costoso misuratore che, invece, era previsto in precedenza. La misurazione potrà essere effettuata con sistemi più semplici.
 
Sempre nel settore agricolo, importanti novità riguardano i frantoi oleari. Un emendamento, proposto dalla Commissione Territorio Ambiente e approvata all’unanimità, consente ai frantoi la possibilità di scaricare nella rete fognaria , previo adeguato pretrattamento e sentiti i gestori e le Autorità d’Ambito, le acque reflue di vegetazione, recependo così da subito una previsione nazionale contenuta nel collegato ambientale approvato nel dicembre scorso. «Era necessario nell’immediato  dare una risposta ai frantoi, molti dei quali rischiavano la chiusura perché sono di ridotte e dimensioni e non possono sopportare pesanti costi per affrontare la questione scarichi» commenta Costa, sottolineando che su questo punto non ci sono state divisioni politiche e è stata «scritta una pagina di buona politica».
 
Infine un emendamento, approvato durante la seduta consiliare di ieri, consente di riattivare vecchi impianti in disuso già destinati alla produzione di energia idroelettrica prima del 1962, che hanno una importante valenza sotto il profilo energetico ed ambientale
 
Conclude Costa: «Le novità introdotte con l’aggiornamento del Piano costituiscono un aiuto concreto per il nostro entroterra e contribuiscono a combattere abbandono e incuria».

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