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Il piccolo Re. Il mito del circo nella graphic novel dello spezzino Andrea Campanella

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di Marco Ursano

LA SPEZIA – E’ il circo, con le sue luci, i suoi sogni, i voli e le cadute, il tema de Il piccolo Re, la nuova graphic novel dello scrittore e intellettuale spezzino Andrea Campanella, per le edizioni Tunuè. Dopo il fortunato Gietz, Campanella ritorna al fumetto, come si chiamava una volta, con l’ausilio dei disegni di Sonia Aloi, non solo splendidi, ma anche molto adatti al genere ed al racconto. Protagonista della storia è Giusipin Bignoli, il nano circense che diventerà famoso in tutto il mondo con il nome d’arte di Bagonghi.

Il periodo storico è quello dell’Europa a cavallo tra fine ottocento e i primi due decenni del novecento. Anni fecondi e violenti, attraversati da grandi cambiamenti artistici e politici, vere e proprie rivoluzioni. L’opera d’arte entra nell’era della sua riproducibilità tecnica, come teorizzerà Walter Benjamin nel 1936; nasce il cinema, i movimenti operai e i partiti socialisti europei sono i principali soggetti politici motori della trasformazione.

Il piccolo Giusipin è un figlio di quel tempo, il contadino che spezza le convenzioni e trascende le sue radici innalzandosi a mito dello spettacolo dell’epoca. Fin da piccolo è acrobata, diverte i suoi coetanei a suon di capriole; gli stessi ragazzini che lo prendono in giro per la sua statura lo applaudono per le sue acrobazie. La notte Giusepin salta sui tetti e parla con la luna, una luna magnifica ed enorme che ricorda quella del film di Melies colpita da un proiettile (non a caso). Durante il giorno troverà il coraggio di lasciare la sua vita di provincia, la sua famiglia e fuggire con la gente del circo.

Da lì in poi, per lui saranno solo chapiteaux strapieni di pubblico adorante, grandi capitali europee, l’America e le gare con le auto da corsa. La consacrazione eterna del suo nome, Bagonghi, il mito vivente. Sarà il circo e la sua magia, con i suoi personaggi intrisi di sofferenza, dolcezza e poesia, le trapeziste, i cavalli, i clown.  E i contatti con i grandi del suo tempo, da Picasso a Melies. Alla fine, sarà il ritorno a casa, l’incontro con i bambini di ieri ormai cresciuti e con quelli che dovranno ancora assaporare tutto il succo della vita, ai quali Giusipin Bagonghi trasmetterà la potenza del sogno ed il coraggio di rompere le catene dei pregiudizi e conquistare l’emancipazione dalla propria condizione. Assieme riscatto dell’individuo e dell’intera umanità oppressa.

Fiaba moderna e romanzo di formazione, il Piccolo Re è scritto e disegnato con un ritmo ed un linguaggio contemporanei, costruito con più livelli di lettura e attraverso un gioco di citazioni e rimandi, uno su tutti l’immaginario felliniano, che sarà una gioia scoprire per il lettore. Un libro adatto per bambini e adulti, da uno a novantanove anni. Campanella dimostra, ancora una volta, come il fumetto, la graphic novel, sia un’opera letteraria a tutti gli effetti. Da non perdere. Il piccolo Re, di Campanella-Aloi, Edizioni Tunuè, 14 euro.

Marco Ursano

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