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La Fondazione raddoppia l’impegno per il sociale

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Di Marco Ursano.

LA SPEZIA – Cinquecentomila euro ogni anno per progetti a scadenza biennale, criteri di assegnazione stringenti, innovazione. Sono questi i principali asset dell’intervento della Fondazione Carispezia sul tema del welfare, evidenziati dallo stesso Presidente Matteo Melley durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo bando sull’assistenza sociale, che per il 2016 ha come tema centrale il sostegno alla famiglia.

“Famiglia intesa più come risorsa per la comunità che come mero destinatario di aiuto economico- ha sottolineato Melley- la scelta di puntare sul ruolo centrale della famiglia è maturata all’interno del Tavolo Sociale (formato dai Distretti socio sanitari, la Società della Salute della Lunigiana, il Forum del Terzo settore e il Centro Servizi per il Volontariato, Vivere insieme N.d.R.) ed attraverso un sondaggio che ha coinvolto 160 operatori pubblici e privati del settore, la vera novità di quest’anno, che evidenzia un rapporto sempre più stretto e collaborativo tra Fondazione e Terzo Settore.”

Il bando “verso il welfare di comunità, la famiglia come risorsa” andrà quindi a finanziare progetti che contemplino le aree di intervento delle nuove povertà, servizi alla persona, disabilità e disagio giovanile, vere e proprie linee della Fondazione sul sociale. Non un bando a pioggia, ma un’erogazione mirata, con criteri stringenti e precisi, come ha rilevato anche Giorgio Sordelli, esperto di progettazione sociale: “Le caratteristiche necessarie per finanziare i progetti saranno l’innovazione sociale, la sostenibilità reale, i partenariati forti e stabili e una comunicazione sociale efficace degli stessi progetti. Il ruolo della Fondazione sarà anche quello di supporto alla progettazione, attraverso tre seminari sui temi del partenariato, comunicazione, innovazione; e supporto nella realizzazione.”

Gli obiettivi del bando che dovranno essere rintracciati nei progetti sono il fattore di prevenzione, le forme di buon vicinato e auto mutuo aiuto, le nuove forme di accoglienza e il ruolo educativo della famiglia. Grande rilievo dovrà essere posto al tema dell’innovazione sociale, come richiesto dall’Unione Europea nella strategia Europa 2020. I progetti, che potranno essere presentati da organismi del Terzo Settore in partnership di almeno tre soggetti e con l’eventuale partecipazione di enti pubblici, dovranno avere una durata biennale e non potranno essere superiori a un importo di centomila euro, con un cofinanziamento minimo obbligatorio del 20% a carico dei proponenti. Tutte le informazioni sono presenti sul nuovo sito della fondazione, nel quale è stato allestito un apposito spazio di FAQ.

Di fatto, con lo stanziamento annuale di cinquecentomila euro per progetti biennali, la Fondazione raddoppia il suo impegno in un settore, quello del welfare, che ne ha un estremo bisogno. Durante tutti i governi degli ultimi anni, le politiche pubbliche sul sociale sono state essenzialmente improntate su tagli lineari che hanno causato forti disagi alle fasce di popolazione più deboli e bisognose. In futuro, lo scenario sarà di un rapporto sempre più stretto tra pubblico e privato, e sul territorio la Fondazione sta giocando un ruolo essenziale. Basti pensare agli oltre venticinque progetti finanziati negli anni passati.

Marco Ursano

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