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Consiglio Regionale di oggi, venerdì 1 aprile

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Agevolazioni per l’utilizzo della nuova tessera sanitaria.
Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Gabriele Pisani, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Francesco Battistini e Andrea Melis sulla nuova carta regionale dei servizi (Ts-Cns), una tessera elettronica in grado di memorizzare dati e contenente una chiave privata che garantisce il riconoscimento dell'identità del proprietario. Attraverso questa carta, inoltre,  è possibile accedere ai servizi online messi a disposizione dalla pubblica amministrazione e entro il 2016 sostituirà completamente la vecchia tessera sanitaria. Per poter accedere ai servizi on-line messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, il cittadino si dovrà munire di un apposito lettore di smart card e del relativo software di gestione. Tosi ha chiesto alla giunta se abbia intenzione di utilizzare una convenzione con cui i cittadini liguri possano acquistare il lettore ad un prezzo agevolato (per esempio con Liguria Digitale) oppure se ogni utente dovrà provvedere autonomamente ad acquistare questo apparecchio elettronico.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità, Sonia Viale che ha spiegato che l’introduzione di questo sistema a livello nazionale aveva presentato alcune difficoltà di natura tecnica, che hanno costretto molte Regioni ad attivare servizi di assistenza ai cittadini. Per questo  a livello nazionale è stato sviluppato un  nuovo sistema per l’identità digitale che non richiede alcun supporto fisico per una buona parte dei servizi messi a disposizione, tra i quali l’accesso del cittadino al Fascicolo Sanitario Elettronico e la Liguria è una delle Regioni che sperimentando questo nuovo sistema: la scelta di aderire a questo progetto, definito Spid, è stata dettata – ha concluso – dalla volontà di utilizzare uno strumento di semplice utilizzo da parte del cittadino.
Tosi si è dichiarato soddisfatto sottolineando, però, l’importanza che su queste nuove tecniche sia organizzata  un’informazione capillare rivolta ai cittadini, molti dei quali sono anziani.
 
Interventi urgenti sulla sponda lavagnese del fiume Entella  
Gabriele Pisani (Mov.5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Fabio Tosi, Alice Salvatore, Francesco Battistini e Marco De Ferrari ha illustrato un’interrogazione con  la quale ha ricordato che il fiume Entella, a Lavagna, ha scavato dei tratti di sponda che già erano crollati nell’alluvione del novembre 2014. il consigliere ha rimarcato che ad oggi risulterebbero in previsione soltanto i lavori per la “Diga Perfigli” e poco o nulla è previsto per il ripristino delle sponde del fiume, che è la difesa primaria delle aree e sede della pista ciclabile ormai da tempo inutilizzata. Pisani ha, quindi, chiesto alla giunta  quali interventi siano stati programmati dalla Regione e dal Comune, per risolvere la situazione, tenendo in considerazione che l’ente territoriale di base da solo non ha la capacità economica di far fronte ad una emergenza.
L’assessore all’ambiente, Giacomo Giampedrone ha detto che l’investimento relativo alla diga Perfigli è ragguardevole, ma non può essere l’unica risposta per il Comune di Lavagna ed il suo territorio, ma – ha chiarito – quanto fatto in passato non è, ovviamente, dipeso dalla sua volontà Per il 2016 l’assessore si è impegnato a valutare ulteriori interventi e finanziamenti . Ha ricordato che a seguito dell’alluvione 2014, il Comune aveva richiesto circa 28 mila euro per interventi d somma urgenza , in particolare per il cedimento dell’argine e l’ostruzione parziale della pista ciclabile. Al singolo intervento l’ente ha destinato circa 22 mila euro.
Pisani ha ribadito che ci sono ancora molti interventi da fare.
 
Rivedere la normativa antisismica regionale
Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Fabio Tosi, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Marco De Ferrari e Andrea Melis con la quale ha sottolineato che la legge regionale finanziaria numero 50 del 2012 ha modificato la legge regionale n. 29 del 1983 relativamente ai criteri per le costruzioni in zone sismiche, che determinano una classificazione dei Comuni sismici – ha spiegato – in contraddizione con quelli introdotti dall’OPCM 3519 (Ordinanza della protezione civile e militare) del 28 aprile 2006 e con i valori di accelerazione al suolo introdotti dalle nuove NTC (Norme tecniche di costruzione) del 2008 (che attualmente sono in corso di revisione). «Sulla base di questa normativa – ha spiegato –  i Comuni sono divisi in zone (da 1 a 4, per pericolosità decrescente) stabilite da norme nazionali e ben 35 Comuni liguri sono classificati in maniera errata e questa situazione continua a determinare pesanti conseguenze. Moltissimi Comuni, in provincia di Imperia e La Spezia, anche se si ritrovano con valori simili sono dunque sottoposti a trattamenti amministrativi diversi nel rilascio delle autorizzazioni in caso di ristrutturazioni edilizie o nuove costruzioni». Pisani ha chiesto, quindi, alla giunta di intervenire sulla vicenda e se intenda modificare le disposizioni della legge regionale 50 del 2012 .
Per la giunta ha risposto l’assessore alla protezione civile  Giacomo Giampedrone il quale ha rilevato i ritardi che si registrano soprattutto nelle Provincie di Imperia e Spezia, più esposte al rischio sismico, nello smaltimento delle pratiche edilizie che comportano l’espressione dell’autorizzazione sismica. «La questione è  articolata – ha spiegato – e riguarda aspetti sia di carattere organizzativo, in capo agli Enti preposti all'attività di controllo dell'attività edilizia, sia giuridici, legati al fatto che il tema e di competenza concorrente tra Stato e Regioni». L’assessore ha rilevato che il problema di fondo è legato all'efficienza della pubblica amministrazione e ha assicurato  un impegno della Regione per migliorare  la performance del processo amministrativo: ci saranno, inoltre, incontri tecnici con i referenti delle due province e non ha escluso un intervento sull’apparato normativo per rendere le disposizioni più omogenee sul territorio lgire
Pisani ha rimarcato la necessità di arrivare a disposizioni omogenee
 
Alta Via dei Monti liguri: gestione, fondi e futuro dell’Associazione “AVML”
Sulla gestione dell’Alta via dei Monti liguri e sul futuro dell’Associazione che aveva finora gestito la rete di sentieri in Liguria sono state presentate due interpellanze: una da Andrea Melis (Mov.5 Stelle), e sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Fabio Tosi, Marco De Ferrari, la seconda è stata firmata da  Giovanni Lunardon, Raffaella Paita Luigi De Vincenzi, Sergio Rossetti e Giovanni Barbagallo del Pd.  
Melis (Movimento 5 Stelle) ha chiesto le motivazioni che hanno portato la giunta  ad assegnare e trasferire gli interventi svolti dall’Associazione “AVML” (Alta Via dei Monti Liguri) e i relativi finanziamenti alla sua ausiliaria CAI (Club Alpino italiano) e se l’assessore competente abbia tenuto conto delle previsioni della legge 5 del 1993 secondo cui un trasferimento di funzioni e di risorse comporterebbero una modifica preventiva e sostanziale della legge regionale in materia.
Lunardon (Pd) ha chiesto «per quale motivo si sia deciso di interrompere il rapporto consolidato con l’Associazione Alta Via dei Monti Liguri che in questi 20 anni ha sempre garantito, con efficacia, i compiti a lei assegnati dalla legge regionale 5 del 1993 tutt’ora vigente. Sarebbe opportuno – ha aggiunto – prevedere una fase di transizione nel passaggio delle funzioni dall’Associazione al regime di Convenzione col CAI».
L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi ha detto che questa giunta  sta portando avanti il percorso che non è stata in grado di completare la precedente, che, a suo avviso, si è rivelata inconcludente. Si va – ha detto – verso la valorizzazione dell’intera rete sentieristica  ligure, nella sua globalità. Ha ribadito che la Regione si è attivata per mettere in campo progetti che nei prossimi mesi consentiranno di liberare dei fondi a livello europeo. Ha aggiunto che occorre andare verso la razionalizzazione del sistema e alla realizzazione di un portale che dia informazioni su tutte le attività outdoor e ha chiarito che si sta lavorando anche dal punto di vista cartografico per mettere in rete tutte le informazioni necessarie. A giugno l’Alta via sarà protagonista di un importante appuntamento
L’assessore all’entroterra Stefano Mai ha  ribadito che la valorizzazione della rete senteristica ligure significa portare un  nuovo flusso turistico. Ha detto che, su richiesta della stessa società Alta Via, la giunta precedente aveva già confermato la disponibilità a  passare la competenza in materia di marketing all’Agenzia “In Liguria”. Inoltre l’Associazione  Alta Via – ha puntualizzato l’assessore – non aveva le caratteristiche per partecipare ai bandi europei insieme alla Regione Liguria. Ed invece – ha ribadito Mai – la Regione intende parteciparvi. Ha quindi puntualizzato che la delibera di giunta non assegna tutte le funzioni al Cai che avrà,  invece, un ruolo importante nella manutenzione. 
Secondo Melis è necessario un passaggio in commissione per fare chiarezza sulla vicenda.
Lunardon si è detto profondamente insoddisfatto
 
Prevenzione e manutenzione del sistema dei corsi d’acqua
Gianni Pastorino (Rete a sinistra)  ha illustrato un’interpellanza  con la quale ha ricordato che fino a quando le Province hanno avuto la  funzione dei Piani di Bacino, circa il 70 per cento delle risorse, attraverso la riscossione dei canoni demaniali, venivano destinate all’attuazione di  interventi per la riduzione del rischio idraulico. Il passaggio del personale alla Regione, in base alla legge di riordino, comporta – ha spiegato il consigliere –  che solo il 25 per cento vada agli interventi manutentivi degli alvei: se non ci fossero ulteriori risorse destinate alla manutenzione degli alvei, quindi, questi interventi sarebbero ridotti o definitivamente eliminati. Pastorino ha chiesto alla giunta perché la Regione non abbia ancora presentato i criteri di compensazione e a quali risorse attingerà per un piano strutturale di manutenzione dei corsi d’acqua e prevenzione del rischio idraulico.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che i criteri per la compensazione sono stati elaborati dagli uffici e saranno proposti alla approvazione della Giunta Regionale quanto prima. «Poiché  la materia è di competenza esclusiva dello stato –ha detto – dobbiamo coordinare i provvedimenti con le normative nazionali per evitare possibili censure di legittimità». L’assessore ha ribadito che gli uffici della giunta regionale hanno elaborato un testo che verrà sottoposto nelle prossime sedute all’ approvazione della Giunta Regionale e ha rimarcato che la Giunta regionale si è attivata per reperire ulteriori risorse e che ha destinato ulteriori 3 milioni 400 mila euro a interventi di manutenzione straordinaria.
Pastorino ha ribadito l’importanza di una buona manutenzione dei corsi d’acqua.
                                                                      
Patrocinare il progetto“spiagge senza scalini”.
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta di contribuire economicamente e con altri mezzi di divulgazione, concedendo il patrocinio della Regione Liguria, al progetto “Spiagge senza scalini” per favorire l’accesso al mare ai portatori di handicap. Pastorino ha ricordato che nel 2010, quando il piano era stato avviato,  le presenze in spiaggia di portatori di handicap erano state 87 mentre nel 2015  sono passate a 3913 su cinque spiagge tra Savona, Varazze e Celle Ligure, «rendendo questo progetto, uno dei più importanti in Italia. Attualmente – ha aggiunto – questa iniziativa va avanti grazie ai contributi del Comune di Savona e della Fondazione De’ Mari e all’impegno dei lavoratori e dei volontari della Cooperativa Oltremare».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla promozione turistica Gianni Berrino:  «L’assessorato alla Promozione turistica non può  dare contributi su singoli progetti come questo tuttavia, siccome era già nostra intenzione partecipare al progetto generale di Turismo attivo, che è cofinanziato dal Ministero competente, abbiamo fatto richiesta per essere inseriti in questo progetto e avere dei fondi, che per la Regione Liguria potrebbero  essere  circa 100 mila euro». Berrino ha spiegato che il progetto “Spiagge senza scalini” potrebbe, quindi, entrare all’interno del Turismo attivo nella parte dedicata alla promozione del turismo per i diversamente abili.
Pastorino si è dichiarato soddisfatto.

Linea ferroviaria Genova – Ovada – Acqui Terme.
 Sulle problematiche relative alla linea ferroviaria Genova-Ovada-Acqui Terme sono state presentate due interrogazioni, una da Giovanni Lunardon (Pd) e l’altra da Marco De Ferrari, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi del Movimento 5 Stelle.
Lunardon ha ricordato che lo scorso dicembre è entrato in vigore il nuovo orario invernale per il traffico ferroviario regionale strutturato con la modalità cadenzata e « Trenitalia stessa ha dichiarato il 27 novembre 2015 che la linea ferroviaria in questione dovrebbe avere “un treno cadenzato ogni ora»”; Il consigliere ha rimarcato che è stato  soppresso, in direzione Acqui Terme, il treno delle 15:36 da Genova Brignole e i soli regionali hanno tra loro un “buco” di 2 ore. E’ stato, inoltre, soppresso in direzione Acqui Terme il collegamento veloce (“diretto”) delle 17:04 da Genova Brignole portando da 3 a 2 i treni nell’altra fascia oraria critica che interessa regolarmente circa 1500 passeggeri, ora servita dai soli regionali 6072 (partenza ore 17:13) e 6074 (partenza ore 18:13); Lunardon ha aggiunto che anche gli orari del sabato penalizzano gli utenti e, infine, ha quindi chiesto alla giunta quali di calibrare il nuovo orario sulle esigenze dei pendolari che quotidianamente raggiungono il capoluogo ligure e      i progetti per rendere la linea più efficiente.
 De Ferrari, dopo aver evidenziato i problemi sulla tratta ferroviaria in questione e le difficoltà derivanti dall’introduzione dell’orario cadenzato che, a suo avviso, per non  avere “buchi” richiederebbe almeno 16 coppie di treni giornalieri, anziché gli attuali 13, ha chiesto alla giunta di intervenire in brevissimo tempo sul servizio di trasporto ferroviario rendendolo più adeguato alle richieste della popolazione residente (studenti o lavoratori) con un incremento ad almeno 16 coppie di treni nei giorni feriali e un aumento proporzionato anche al sabato. Il consigliere ha chiesto, infine, se la giunta  intenda garantire anche un servizio su gomma da inserire nelle "zone d'ombra" non coperte dal servizio su ferro.
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti, Gianni Berrino ha premesso che la linea è lenta perché strutturalmente obsoleta per l’estrema frequenza di stazioni. Ha quindi chiarito che si sta lavorando nell’ambito di un tavolo tecnico  istituzionalizzato  con la presenza delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei pendolari che sarà convocato nelle prossime settimane per apportare alcune modifiche  e “aggiustamenti” da inserire   in occasione del cambio di orario previsto a giugno. Berrino ha anticipato che le principali modifiche riguarderanno con ogni probabilità  l’assegnazione delle fermate a Mele e Acquasanta anche ai regionali 6066 e R 6074 e la prossima attivazione del servizio sostitutivo con autobus per il prolungamento ad Acqui Terme  – con partenza alle ore 5,20 e arrivo a Genova Brignole  – del servizi già in orario in partenza da Campoligure  alle 6,15 nelle giornate di sabato. Per quanto riguarda la mancanza di servizio nella fascia oraria  tra le 14 e le 16 in partenza da Genova Brignole,  Berrino ha detto che è già stata proposta, validata  dalle Associazioni  dei consumatori un’ipotesi che, se nuovamente validata dal tavolo, verrà attivata, appunto, con il prossimo cambio d’orario a giugno. Berrino ha escluso la possibilità che si possano prevedere per la tratta 16 coppie di treni: la richiesta è in contrasto con le attuali risorse disponibili  
Lunardon ha esortato l’assessore a continuare il lavoro con le Associazioni del Tavolo, per tentare di trovare soluzioni ai problemi che restano aperti.
 
Contagio di legionella nel nuovo polo riabilitativo don Gnocchi della Spezia
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Fabio Tosi, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis, sul caso di infezione da "legionella" diagnosticato presso la nuova struttura della Fondazione Don Gnocchi della Spezia. Il consigliere ha chiesto se sia stato individuato il luogo della contaminazione, escludendo il nosocomio in cui è avvenuto l'intervento chirurgico o, viceversa, la struttura riabilitativa Don Gnocchi e se è stata rilevata la modalità di contaminazione sul paziente «per individuare il punto o i punti critici in cui il batterio può avere colonizzato la fonte principale e potrà nuovamente colonizzare in futuro impianti od apparecchiature». Battistini ha aggiunto: «Pare paradossale che in una struttura nuova possa già risiedere questo pericoloso batterio che può essere presente in ambienti acquatici naturali da cui poi colonizza impianti civili favorito da condizioni di stagnazione. La struttura lo scorso anno ha avuto seri problemi di infiltrazioni d'acqua nei locali di servizio, che ne hanno rallentato l'attivazione e costretto ad interventi correttivi, e il paziente infettato era stato da pochi giorni trasferito dal San Bartolomeo di Sarzana, nel quale era stato sottoposto ad intervento chirurgico all'articolazione del ginocchio».
L’assessore alla sanità, Sonia Viale hapremesso che il paziente è stato trasferito il 17 febbraio dall’ospedale San Bartolomeo di Sarzana al Polo riabilitativo Don Gnocchi della Speiza. Quindici giorni dopo il trasferimento, è cioè il 3 marzo, è comparsa la sintomatologia febbrile e respiratoria  della  legionellosi  che ha un’incubazione da 2 a 10 giorni dopo l’esposizione al batterio , in rari casi 14. Il paziente è stato quindi ricoverato al Sant’Andrea della Spezia e sono stati messi in atto tutti i controlli del caso.  I campionamenti ambientali di  "legionella pneumophila" sono risultati a livello inferiori al valore oltre soglia ritenuto critico.  Analoghi campionamenti sono stati effettuati sull'impianto idrico generale e all'uscita del serbatoio impianto idrosanitario. Il campionamento è risultato positivo per legionella pneumomophila tipo 1, peraltro a livelli molto inferiori al valore oltre soglia. La ditta che ha in gestione il controllo microbiologico degli impianti ha effettuato campionamenti analoghi con riscontro di legionella unicamente nel serbatoio ed è stato attivato unitamente al personale tecnico della Fondazione l'intervento di bonifica con campionamenti successivi. L’assessore ha quindi ribadito che sono stati attuati i percorsi indicati dalle linee guida della Conferenza Stato-Regioni. Il caso del Don Gnocchi è stato sporadico, non seguito da altri. Ad oggi   non esistono "cluster" epidemici al Don Gnocchi. – ha detto Viale – Nessun caso di infezione da legionella accertato probabile o possibile è stato segnalato nel presidio ospedaliero delle Levante ligure.
Battistini si è detto soddisfatto delle risposte e si è detto sollevato dal fatto che l’infezione non sia partita da un nostro nosocomio
 
Rimuovere il direttore della Asl5
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Fabio Tosi, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis, in cui ha chiesto alla giunta se non sia il caso di rimuovere dall’incarico il direttore generale della Asl5. In particolare il consigliere ha rilevato che lo spostamento delle cure intermedie dal presidio ospedaliero San Nicolò di Levanto al San Bartolomeo di Sarzana sarebbe stato bloccato dalla Giunta regionale in contrasto con quanto previsto dalla dirigenza della ASL 5. «E’ evidente – ha spiegato –  il conflitto gestionale tra la direzione Asl5 e la Giunta regionale che, in relazione alla durata residua del mandato del direttore generale, rende reale il rischio che tale interregno congeli, di fatto, le attività strategiche della Asl 5». Battistini, quindi, ha chiesto alla giunta se c’è un piano di riorganizzazione dei servizi sanitari tra i presidi presenti sul territorio della Asl 5, se tale piano sia stato sviluppato dall’attuale dirigenza della Asl 5 in autonomia o di concerto con l’assessorato competente. «In virtù dell’atto di rottura rappresentato dal blocco dello spostamento dei servizi di cure intermedie e di qualsiasi attività di riorganizzazione delle strutture sanitarie imposto dalla Giunta regionale alla Direzione della ASL 5, sarebbe opportuno – ha concluso – rimuovere con urgenza la direzione, che evidentemente non gode della fiducia della Giunta».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale, che ha sottolineato che la Regione sta affrontando una fase di riforma della sanità ligure: questo contesto ha reso opportuno sospendere le iniziative programmate prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione in modo da valutarne la corrispondenza rispetto alla nuova strategia complessiva. Viale ha annunciato, a questo scopo, un incontro imminente con la conferenza dei sindaci della Spezia per raccogliere suggerimenti e stimoli. Rispetto alla richiesta di dimissioni del direttore generale della asl5, l’assessore ha ricordato che l’incarico scade il 30 giugno prossimo.
Battistini ha definito ragionevole la pausa avviata dalla giunta  e ha assicurato il contributo del gruppo consiliare con proposte e indicazioni per la riforma sanitaria nel levante ligure.
 
Controlli sul cantiere del Campasso, a Genova.
Sul deposito di detriti accumulati nell’area genovese del Campasso e provenienti dai lavori di scavo legati al potenziamento della linea ferroviaria Voltri – Brignole sono state presentate due interrogazioni: una da Lilli Lauro (Lista Giovanni Toti Liguria) la seconda da Gianni Pastorino (Rete a sinistra)
Lauro ha chiesto a quale ente spetti l’autorizzazione allo stoccaggio ed al trattamento dei detriti presenti nell’area e la vigilanza sul cantiere. Il consigliere, inoltre, ha domandato quale sia l’origine dei detriti ammassati nel parco ferroviario del Campasso, i dati dell’analisi chimica del materiale accumulato nel cantiere per accertare la presenza di amianto e se la verifica sia stata eseguita dall’Agenzia Regionale Protezione Ambiente. Lauro ha domandato anche se la zona del cantiere (Certosa, Campasso e Via Fillak) verrà costantemente monitorata con analisi delle polveri disperse dal cantiere, dai mezzi che  movimentano i detriti e del futuro trituratore. Lauro ha domandato, fra l’altro, la destinazione dei detriti ottenuti dall’abbattimento dei manufatti preesistenti al Campasso, se verranno eseguiti controlli sul rispetto della sicurezza del cantiere e, in particolare, il delle emissioni prodotte dai macchinari. Lauro ha chiesto, infine, i motivi della rimozione delle centraline del controllo della qualità dell’aria da via del Campasso nei mesi precedenti all’inizio dell’accumulo dei detriti e delle polveri e se sarà realizzata la strada che da Brin giungerà dove ora c’è l’ingresso del cantiere e che permetterebbe ad un servizio sostitutivo (bus navetta) di trasportare i cittadini dal Campasso a Brin.
Pastorino ha chiesto a che punto siano i lavori del cantiere rispetto al progetto esecutivo originario, che risale al 2014, e a eventuali modifiche apportate in corso d’opera, la provenienza delle terre stoccate presso il sito in località Campasso, e impiegate nei riempimenti del nodo ferroviario, e la provenienza dei campioni di terra analizzati, i risultati delle analisi effettuate, l’eventuale superamento dei limiti consentiti relativamente alla presenza di amianto e di altri materiali pericolosi per la salute. Pastorino ha chiesto se davvero sia stata ampliata a 50 mila tonnellate la cubatura del deposito al Campasso, il numero di accessi giornalieri dei mezzi pesanti per lo scarico terra e le misure adottate per risolvere i problemi di viabilità nella zona. Fra l’altro Pastorino ha chiesto una verifica sul rispetto delle misure di sicurezza per i mezzi da lavoro e  personale addetto, sia in fase di transito stradale sia in fase di movimentazione presso i cantieri, e in che tempi verrà installato  l’impianto di frantumazione delle pietre. Pastorino, infine, ha domandato  verifiche sulla dispersione delle polveri e sulla qualità dell’aria, sia nelle aree interessate dal cantiere sia nelle zone limitrofe, compreso il quartiere di Sampierdarena.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha assicurato il massimo impegno della Regione, per quanto riguarda le proprie competenze, e ha riconosciuto il disagio quotidiano che vivono gli abitanti della zona. Ha quindi annunciato un incontro, fissato il 13 aprile con il vicesindaco di Genova Bernini, per costituire un osservatorio tecnico sul Campasso. L’assessore ha aggiunto che in due sopralluoghi compiuti da Arpal nell’aprile e nell’ottobre 2015 sono stati prelevati campioni di terre e rocce di scavo da cui è emerso il rispetto delle prescrizioni previste dalle normative e l’assenza di amianto. Giampedrone attende gli esiti di un ulteriore campionamento effettuato da Arpal il 21 marzo scorso. L’assessore ha spiegato che la competenza sul controllo dell’inquinamento atmosferico e della qualità dell’aria è della Città Metropolitana e che ad ARPAL non risultano precedenti abbattimenti di fabbricati già insistenti nell’area Campasso. La verifica delle condizioni di sicurezza del cantiere – ha aggiunto –  spettano alla ASL3 ma ARPAL, su richiesta, può effettuare interventi a supporto degli organi di vigilanza. Così  il controllo dell’inquinamento acustico è in carico al Comune di Genova. Giampedrone ha confermato che il progetto prevede la frantumazione del materiale mediante un impianto mobile, che verrà contenuto in apposito “involucro” per contenerne polveri e rumore, secondo un progetto che dovrà essere autorizzato dai competenti soggetti: la frantumazione inizierà nel prossimo autunno.
Lauro si è dichiarata soddisfatta della risposta sottolineando che buona parte delle competenze sono di Città metropolitana e Comune
Pastorino ha garantito il monitoraggio costante della situazione
 
Rimuovere la frana di Favale di Malvaro.
Luca Garibaldi (Pd) ha illustrato un’interrogazione relativa alla frana che si è verificata nella notte del 14 marzo, in località Pessa, nel Comune di Favale di Malvaro e che ha investito la strada comunale di collegamento con la frazione di Monteghirfo, isolando  le frazioni di Monteghirfo, Canavissolo e Struvega. Garibaldi ha chiesto alla giunta di intervenire per interrompere l’isolamento di oltre 50 persone che abitano nelle tre località.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone  il quale ha sottolineato la tempestività degli interventi e di un primo stanziamento di circa 120 mila euro per mettere in sicurezza la zona e finanziare un progetto più complessivo di risanamento dell’intero versante. L’assessore ha aggiunto che si attende l’esito di alcune verifiche geologiche per poter stabilire, sulla base dei primi interventi fatti, tempi e modalità per la riapertura della strada.
Garibaldi ha ribadito la richiesta di un cronoprograma sulla riapertura
 
Riconoscimento degli operatori dell’agricoltura sociale
Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi di gruppo Giovanni Barbagallo e Giovanni Lunardon, in cui ha chiesto alla giunta di adeguare la normativa regionale in materia di agricoltura sociale  alla nuova legislazione nazionale e di  avviare un confronto tra le parti interessate alle modifiche. Il consigliere ha ricordato che la legge regionale n. 36 del 21 novembre 2013  “ha promosso la multifunzionalità delle attività agricole, per interventi e servizi a carattere sociale riconoscendo all’agricoltura sociale una valenza strategica per il possibile contributo allo sviluppo socio-economico dei territori rurali”. Due anni dopo è stata approvata la legge nazionale, che stabilisce che entro sei mesi dalla sua data di entrata in vigore le Regioni riconoscano il ruolo degli operatori dell’agricoltura sociale che svolgono attività di agricoltura sociale da almeno due anni.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura, Stefano Mai ha detto che il suo intento non è quello di far nascere semplicemente delle cooperative sociali   perché c’è la possibilità di reperire fondi, ma quello di far lavorare attivamente persone fragili all’interno di aziende agricole. Si tratta di un processo – ha ribadito – che va governato. E su questo si terranno specifici incontri, perché c’è l’intenzione di interpretare al meglio questa misura, anche se ci sarebbero dei ritardi a livello nazionale. Mai ha detto che si stanno attendendo alcuni atti governativi. Intanto è stato attivato dalla Regione un registro per le aziende agricole sociali.
Rossetti ha auspicato chele intenzioni dell’assessore diventino presto concretezza
 
Destinare all’ambiente i tributi speciali per i rifiuti
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Fabio Tosi, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis in cui ha chiesto alla giunta di attuare quanto previsto dalla legge n. 221 del 2015 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali), relativamente alla destinazione del gettito che deriva dall’applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento dei rifiuti solidi. Il consigliere ha rilevato: «Il gettito derivante dall'applicazione del tributo affluisce in un apposito fondo della Regione destinato a favorire la minore produzione di rifiuti, le attività di recupero di materie prime e di energia (con priorità per i soggetti che realizzano sistemi di smaltimento alternativi alle discariche), la bonifica dei suoli inquinati, il recupero delle aree degradate per l'avvio ed il finanziamento delle agenzie regionali per l'ambiente e la istituzione e manutenzione delle aree naturali protette». Secondo il consigliere, il relativo capitolo 30 “Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi – quota vincolata” dello stato di previsione dell’entrata prevede un gettito di  4 milioni e 600 mila euro, ma «risulta che la disponibilità sul capitolo 2067 dell’Unità previsionale di base 4.201 “Interventi nel settore dell’ambiente” ammonta a soli 1 milione e 347 mila euro, pari a meno del 30 per cento del gettito previsto in entrata derivante dall’applicazione del tributo». Salvatore ha chiesto di verificare se non si tratti di un’impropria destinazione di fondi vincolati per altre finalità e di modificare quanto previsto dal Bilancio 2016.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone, che ha fornito una dettagliata tabella relativa agli introiti dell’ecotassa e della relativa destinazione, ha assicurato  che il suo intento è quello di vigilare  affinché venga investito  effettivamente nell’ambiente tutto ciò  che è possibile destinare a questo settore, nel pieno rispetto della norma e delle leggi nazionali.. Giampedrone  ha consegnato agli interroganti anche «la risposta tecnica  del bilancio  anche per conto del Presidente – ha detto – e mi fa piacere vedere che l’investimento  verrà garantito tutto sull’ambiente».
Soddisfatta Salvatore
 
Aumento dell’aliquota Iva delle erbe aromatiche vendute a mazzetto.
Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi con la quale ha rimarcato che il disegno di legge “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea” , al momento all’esame del senato, prevede l’aumento dell’Iva dal 4 al 10 per cento per basilico, rosmarino e salvia fresche vendute in Italia. Salvatore ha chiesto  alla giunta di tutelare le 500 aziende liguri che coltivano le erbe aromatiche (basilico in primis) e di investire risorse per evitare l’aumento dell’IVA.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura, Stefano Mai ha convenuto sul fatto che l’eventuale innalzamento dell’Iva rappresenterà un danno gravissimo per le nostre aziende agricole del settore. Ha quindi auspicato che il Consiglio si esprima con un ordine del giorno unitario contro questo rialzo, ricordando che la materia è di competenza statale e – ha ribadito – . a livello governativo ci vorrebbe più coraggio per opporsi ai simili richiami dell’Unione Europea. Ha sottolineato che il capogruppo della Lega, Alessandro Piana sta già lavorando alla stesura del documento ed ha ricordato che nella competente commissione, in Senato, la Lega ha già presentato un emendamento abrogativo,quindi contro l’aumento dell’aliquota Iva.
    De Ferrari ha detto che sarebbe opportuna la formazione di un tavolo che rappresenti la categoria

Riconoscere le quote Inps ai lavoratori di Fincantieri-Riva Trigoso
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Luca Garibaldi (Pd), seguìto da Claudio Muzio (FI), Gabriele Pisani e Fabio Tosi  del Mov5Stelle, Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) e da tutti gli altri capigruppo, che impegna la giunta a “ad attivarsi nei confronti di Fincantieri per chiedere il ripristino delle corrette procedure in materia di erogazione rimborso delle prestazioni previste dal decreto legge 148 del 2015 per lo stabilimento di Riva Trigoso. Nel documento si rileva che la società ha ricorso alla procedura di cassa integrazione ordinaria per 17 lavoratori a rotazione dal 7 marzo al 5 giugno, ma ha negato l’anticipo in busta paga delle quote spettanti all’Inps, le cosiddette “anticipo cassa” determinando una importante decurtazione economica. Questa procedura violerebbe – si legge nell’ordine del giorno – il decreto legge 148 e si rileva che, ad esclusione dello stabilimento di Riva Trigoso, negli altri impianti in cui Fincantieri ha ricorso alla Cigo procede regolarmente all’anticipo di cassa.

Riconoscere la pensione ai lavoratori precoci
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini), e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a sollecitare il Governo e il Parlamento perché attuino misure che consentano ai lavoratori precoci (con oltre 41 anni di contributi) di accedere alla pensione al raggiungimento della soglia dei 41 anni contribuivi, senza ulteriori requisiti riguardanti l’età anagrafica e di inviare il documento ai Parlamentari perché sollecitino l’esecutivo a intervenire. La possibilità di andare in pensione solamente considerando gli anni contributivi era stata introdotta dalla legge 14 del 2011 che ha introdotto anche la condizione dell’età anagrafica.
 
Fare chiarezza sull’assassinio  in Egitto di Giulio Regeni
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Giovanni Pastorino (Rete a Sinistra) e sottoscritto da tutti i gruppi, che esprime il profondo cordoglio dell’Assemblea per la morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto, ed impegna la giunta ad aderire alla campagna di sensibilizzazione avviata da Amnesty International Italia per accertare le circostanze della sua morte e individuarne i responsabili. Il documento verrà trasmesso al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Corte Costituzionale e all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea affinché si mobilitano perché siano ricostruiti i fatti.

Assenti: Ilaria Cavo

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