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Consiglio Regionale di martedì 5 aprile

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Tempi certi per il depuratore comprensoriale del Tigullio Orientale.
Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Alice Salvatore e Fabio Tosi ha chiesto alla giunta, nel caso in cui la valutazione tecnica dell’ultima decisione dell’ATO dia esito negativo e venga, quindi, bocciata la delibera della Città Metropolitana del 29 settembre 2015 che indicava la colmata di Chiavari come area destinata alla realizzazione del depuratore comprensoriale, come si potrà individuare un’altra soluzione, in tempi ristretti, senza incorrere in sanzioni. Il consigliere ha rilevato che l’Ato aveva bocciato la realizzazione di due mini impianti per la Valle dell’Entella e per la Val Petronio e che «la realizzazione di questa mega costruzione deturperà la costa del Levante ligure per oltre 6 anni, danneggiando il comparto del turismo balneare e, in caso di guasto o manutenzione dell’impianto, si bloccherebbe l’intera area del Tigullio». Pisani  ha ricordato l’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale nel febbraio scorso che, fra l’altro, impegna la Giunta a valutare tecnicamente le indicazioni date dall’ATO e dalla Città Metropolitana di Genova. Pisani ha sottolineato che, in base alle normative nazionali e regionali, la Regione può, per quanto concerne il Piano d’Ambito contenuto nel Piano Regionale delle Acque, annullare o modificare con motivazione le decisioni e le valutazioni dell’ATO.
Per la giunta ha risposto l’assessore al ciclo delle acque Giacomo Giampedrone ll quale ha ribadito, citando le relative disposizioni regionali e nazionali,  che le funzioni in materia di servizi idrico integrato, e quindi anche per quanto concerne il Piano D’ambito, sono di stretta competenza delle Province e della Città  Metropolitana. Alla Regione spetta, e solo dopo  l’approvazione,  la verifica di congruenza con il Piano di gestione e con gli atti di pianificazione regionali vigenti, in particolare con il Piano di Tutela delle Acque . 
Pisani ha ribattuto che la risposta è fuorviante

Completare il Piano riqualificazione urbana a Sarzana.
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Gabriele Pisani, Andrea Melis, Alice Salvatore e Fabio Tosi, è intervenuto sul progetto di riqualificazione urbana presentato dal Comune di Sarzana e finanziato dalla Regione che prevedeva, tra gli altri, un intervento di edilizia sociale con la realizzazione di 33 alloggi a canone moderato. «Tuttavia fino ad oggi degli edifici residenziali oggetto di tale finanziamento si mostrano, incompleti e squallidi, solo gli scheletri abbandonati a rappresentare la porta di accesso occidentale di Sarzana e non c’è una pianificazione economica e progettuale che ne preveda il completamento per un successivo utilizzo. Chiedo, quindi, – ha concluso  – quanto del finanziamento concesso sia stato effettivamente erogato al Comune di Sarzana, se esiste un piano per completare l’intervento e quando gli alloggi saranno disponibili».
L’assessore all’edilizia Marco Scajola ha spiegato che si tratta di interventi previsti nel “Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibili” che prevede la realizzazione di 33 alloggi con vincolo di locazione a canone sostenibile per 25 anni, di un sottopasso veicolare della linea ferroviaria e di una pista ciclabile. I lavori per i tre interventi sono iniziati tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. ll finanziamento concesso è pari a 3,5 milioni di euro (al 70% le risorse sono statali ed al 30% regionali) per un importo complessivo dei lavori di circa 9 milioni di euro. « Il programma di riqualificazione è in corso di attuazione, anche se con tempi dilatati a causa di difficoltà finanziarie difficilmente preventivabili negli anni in cui il progetto è stato presentato dal Comune e finanziato dalla Regione» ha detto l’assessore ricordando che,  per quanto riguarda i 33 alloggi, il cantiere è stato bloccato a seguito dell’interruzione dell’erogazione dei finanziamenti ai soggetti attuatori (Cooperative) da parte di Banca Carige in conseguenza delle vicende di natura finanziaria che hanno interessato la Banca. Nel corso del 2013 c'è stato il blocco totale dei cantieri di via Muccini e la messa in liquidazione della Ditta Mario Valle, appaltatore per conto delle Cooperative. Gli accordi successivamente intercorsi fra le Cooperative e la Banca Carige – ha aggiunto – dovrebbero permettere la riapertura del cantiere nel mese di aprile 2016, il totale completamento degli edifici già costruiti e la sistemazione delle aree esterne, con il completamento dei primi 12 alloggi di cui 4 con vincolo di locazione a canone sostenibile. «Ad oggi non è possibile prevedere in modo attendibile la data di conclusione dei lavori e della messa a disposizione degli alloggi», ha concluso Scajola, il quale ha promesso l’impegno del suo assessorato nel monitorare attentamente l’evolversi della situazione
Battistini ha accolto con favore l’impegno di Scajola, ricordando la sua contrarietà al progetto, ma visto che orami non si può fare altrimenti, ha auspicato che quantomeno  l’opera contribuisca a risolvere alcuni problemi abitativi.

Parco archeologico – scientifico nel polo genovese di Sant’Ilario.
Marco De Ferrari Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Fabio Tosi, Alice Salvatore, Francesco Battistini (, Gabriele Pisani e Andrea Melis con cui ha chiesto alla giunta gli interventi assunti per ripristinare e potenziare il parco archeologico – scientifico presso l'Istituto agrario Marsano di Sant'Ilario e in quali tempi la prima centrale solare costruita al mondo sarà di nuovo funzionante e, quindi, turisticamente attrattiva. Il consigliere ha ricordato le dichiarazioni dell’assessore alla scuola Ilaria Cavo rilasciate il 12 ottobre 2015 in cui aveva annunciato un accordo con l'Università di Genova per recuperare fondi europei per realizzare un parco archeologico – scientifico sull'area della prima centrale solare al mondo, costruita 50 anni fa proprio a S. Ilario dall'ingegnere Giovanni Francia. L’assessore aveva garantito in quell’occasione il recupero dell’impianto. 
Per la giunta ha risposto l’assessore alla cultura Ilaria Cavo, che ha ribadito l’interesse della Regione per il recupero della struttura e ha illustrato l’azione di impulso e coordinamento svolta dalla giunta con i soggetti interessati, fra i quali l’ente proprietario dell’area, l’università di Genova, il Comune di Genova e prossimamente l’Istituto italiano di tecnologia. Con l’università – ha spiegato l’assessore – è stata avviata una collaborazione per definire  un progetto-parco e, a breve, gli uffici regionali esamineranno il progetto di massima; un altro incontro è previsto a maggio con le principali aziende energetiche per verificare un eventuale interesse per la risistemazione del sito. Cavo ha annunciato, fra l’altro, un convegno internazionale sull’energie rinnovabili, che sarà organizzato in autunno e che sarà finalizzato al rilancio dell’area, mentre nel programma del prossimo Festival della Scienza di ottobre verranno inserite visite al sito e seminari. Per quanto riguarda i fondi è stata avviata una ricerca sulle opportunità di finanziamento offerte dai programmi europei e a fine mese verranno valutate le diverse opportunità.
De Ferrari ha ribadito l’importanza di recuperare questa memoria storico-scientifica rappresentata dall’istituto.

Riorganizzazione strutture regionali
Su questo argomento sono state presentate un’interrogazione, illustrata da Sergio Rossetti (Pd), e sottoscritta anche dagli altri componenti del suo gruppo, Raffaella Paita, Luca Garibaldi, Giovanni Lunardon, Valter Giuseppe Ferrando, Giovanni Barbagallo, Juri Michelucci e Luigi De Vincenzi, e un’interpellanza, illustrata da Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle), e sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Fabio Tosi, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis.
Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione relativa alla riorganizzazione dell’amministrazione regionale e ai criteri per la graduazione delle vice direzioni generali e degli incarichi dirigenziali e l’avvio dei bandi per vicedirettori. Il consigliere ha sottolineato che attualmente le posizioni dirigenziali non sono state ancora definite. «Non è dato sapere – ha aggiunto –  i risultati delle istruttorie relative al bando per l’individuazione dei vicedirettori, non è stato emanato alcun bando per i direttori mentre, senza accordo sindacale, sono state individuate le figure dei vicedirigenti contrariamente al precedente accordo». Rossetti ha quindi chiesto alla giunta di superare la situazione «per ridare alla macchina regionale un minimo di funzionalità e per limitare il costo del personale regionale, considerata la proliferazione di figure apicali prevista dagli atti di riorganizzazione». Il consigliere ha chiesto quale ruolo intenda attribuire la giunta al Segretario generale che ad oggi risulterebbe l’unica figura titolata alla firma «con un processo di accentramento di funzioni mai verificatosi prima nella storia regionale».
Nell’interpellanza presentata da Salvatore (Movimento 5 Stelle) si chiedevano i motivi per cui, dopo la chiusura il 27 gennaio scorso dei relativi bandi, la Giunta regionale non avesse ancora nominato il direttore centrale della Direzione centrale organizzazione e i vice direttori generali dell’Ambiente e della Pianificazione Territoriale, Urbanistica; non sia stato ancora selezionato il vice direttore generale previsto nel Dipartimento Agricoltura, Turismo, Formazione e Lavoro e perché sono state introdotte due nuove posizioni di vice dirigente. Nell’interpellanza il consigliere non ha escluso che «la Giunta regionale abbia violato le disposizioni in materia di posizioni organizzative/alte professionalità» aggiungendo che «la riorganizzazione è stata ideata e attuata gettando nel caos gli uffici regionali e, in particolare, quelli dell’Ambiente, dell’Urbanistica, dell’Edilizia e del Personale». Il consigliere ha fatto riferimento alla deliberazione del 29 dicembre 2015, sulla “Riorganizzazione amministrazione regionale” in cui è stata approvata la ristrutturazione delle strutture dipendenti dalla Giunta regionale, che doveva essere attuata  dal 1° febbraio 2016 e ad altre disposizioni sulla materia.
Per la giunta ha risposto l’assessore al personale Gianni Berrino il quale, dopo avere sottolineato che nei casi in cui non è stato ancora individuato il dirigente sono state adottate le previste sostituzioni ad interim, ha ricordato i quattro avvisi pubblicati fra il gennaio e il febbraio scorso per la direzione centrale di organizzazione, per i due vicedirettori del dipartimento Ambiente e Urbanistica e l’incarico di direttore per la struttura complessa e ha rilevato che il vicedirettore del dipartimento Urbanistica è stato nominato il primo febbraio scorso e il direttore del dipartimento del territorio il primo marzo successivo. L’assessore ha rilevato che «l’istituzione di nuove posizioni di vice dirigenza e di posizioni organizzative rientra nelle determinazioni relative all’organizzazione degli uffici e questa materia è sottratta, per legge, alla contrattazione integrativa». Berrino ha quindi spiegato che le istituzioni di nuove posizioni sono legate alla riorganizzazione dell’ente e che sono in corso le procedure di assegnazione. «Non c’è stata – ha aggiunto – alcuna paralisi dell’ente» e, a questo proposito, ha relazionato sulla quantità di decreti e deliberazioni assunti dalla giunta dal primo gennaio scorso ad oggi, numero che sono «in media con l’abituale produzione di atti per analoghi periodi dell’anno». Berrino ha rilevato, inoltre, che «il numero delle figure apicali di direzione generale della giunta, anche in seguito alla riorganizzazione, risulta inferiore per numero e retribuzione alle medie nazionali. Non è vero, inoltre – ha chiarito – che solo il segretario generale sia l’unico abilitato alla firma degli atti regionali. Dal primo marzo, con la nomina del direttore del dipartimento territorio – ha spiegato –  è rimasto l’interim del segretario generale solo sulla nuova direzione centrale organizzazione che sarà nominata comunque a breve». L’assessore ha quindi ribadito la correttezza degli atti compiuti e che la giunta ha attuato le disposizioni della legge regionale 41 del 2014 sugli assetti organizzativi della dirigenza «lasciata inattuata dalla precedente amministrazione».
Rossetti ha ribadito le difficoltà di funzionamento degli uffici e ha chiesto di approfondire il tema nella commissione competente.
Salvatore ha replicato che non sono stati chiariti dall’assessore i motivi che hanno determinato la riorganizzazione.

Nuovo accordo di programma  per il polo genovese di Erzelli
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) con un’interrogazione, in cui ha ricostruito puntualmente la lunga storia del progetto,  ha chiesto alla giunta a che punto di realizzazione sia l’accordo di programma sul Parco tecnologico di Erzelli e  se la Regione non ritenga necessario «assumere un ruolo di regia che preveda un nuovo accordo di programma, siglato con tutte le realtà già presenti e quelle eventuali, universitarie e di ricerca, per sviluppare nuovi progetti di ricerca e nuova occupazione sia nel Parco Tecnologico che nella nostra regione».
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi che ha fatto il quadro finanziario e  ha convenuto sulla necessità di un nuovo accordo di programma, anche perché è stata richiesta la costituzione di un comitato scientifico per il parco tecnologico.  Dopo aver rilevato i pesanti limiti organizzativi e finanziari del progetto, l’assessore ha comunque ribadito la necessità di fare il parco tecnologico «perché cambiare rotta adesso vorrebbe dire  perdere nell’immediato 100 milioni di investimenti e probabilmente di più negli anni successivi».
Pastorino ha ribadito l’importanza che l’operazione sia gestita con una regia pubblica ribadendo le propri critiche iniziali alla gestione dell’intervento negli anni passati.

Protesizzazione dentale a favore degli anziani non abbienti
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) con un’interrogazione ha ricordato che nel novembre 2005 la Regione ha stipulato con le rappresentanze sindacali dei pensionati SPI/CGIL FNP/CISL e UILP/UIL un’intesa per costituire un programma per la protesizzazione dentale a favore di anziani ultra sessantacinquenni in condizioni di povertà o con basso reddito. Il consigliere ha chiesto quindi alla giunta la situazione aggiornata del progetto,  di dare informazioni sui risultati conseguiti e se, «vista l’alta valenza sociale dell’iniziativa, non ritenga opportuno rinnovare il progetto, predisponendo idoneo rifinanziamento, anche in ottemperanza delle disposizioni sancite dal “decreto Lorenzin».
L’assessore alla sanità, Sonia Viale ha ribadito che la questione riveste la massima importanza non solo per gli anziani, ma anche per i minori con famiglie a basso reddito, che devono poter  usufruire delle nuove strumentazioni. Viale, che ha esposto un elenco delle prestazioni fornite dal 2005 al 2009, ha ribadito  che «eventuali ulteriori interventi per quanto riguarda le prestazioni ricomprese nei livelli di assistenza, dovranno essere rimodulati tenendo nel dovuto conto quanto previsto dal recente “Decreto Appropriatezza”» .  Viale ha anche ricordato che ad oggi sono fruibili  i prestiti d’onore  (a tasso zero) per persone con basso reddito.
Pastorino ha ribadito l’importanza di sostenere questo progetto

Indagine epidemiologica sulla mortalità nella zona di Cairo Montenotte
Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Fabio Tosi e Marco De Ferrari relativa alla relazione  “Approccio epidemiologico con i dati di monitoraggio ambientale riguardante lo stato di salute della popolazione residente nell’area di Cairo Montenotte: indicatori dello stato di salute della popolazione residente nel comune di Cairo Montenotte”, a cura del dott. Merlo, Servizio di Epidemiologia Clinica Azienda Ospedaliera San Martino – IST di Genova e pubblicata nel 2013. Sulla base dei dati contenuti la mortalità nel periodo 1988-2008, risulta essere maggiore rispetto al dato regionale e risulta aumentata la mortalità per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Melis ha chiesto, quindi, alla giunta  se   sia in possesso di notizie più approfondite circa lo studio richiesto al Servizio di Epidemiologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera San Martino – IST di Genova (Comuni effettivamente coinvolti, data di consegna dei risultati definitivi) o se conosca lo stato di avanzamento dei lavori della ricerca o dei suoi risultati preliminari. Melis inoltre ha chiesto se,  alla luce della ricerca effettuata, sia prevista una presentazione pubblica dei risultati ottenuti dallo studio.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità, Sonia Viale, che ha spiegato che al momento non sono disponibili  i risultati preliminari. Gli esiti del lavoro, una volta ultimati – ha ribadito Viale –saranno illustrati in un’assemblea pubblica. La mortalità per tumori nell’Asl 2 sarebbe, comunque,  al di sotto della media della regione Liguria. L’assessore ha puntualizzato che lo studio ha ottenuto il parere favorevole del Comitato Etico regionale e attualmente sono in corso le procedure per poter accedere ai dati sanitari sensibili oggetto di studio. L’Area dei cinque Comuni  inclusi nell’indagine sarà caratterizzata in termine di esposizione  ambientale  utilizzando i dati acquisiti dall’Arpal.
Melis ha apprezzato la volontà di analizzare, insieme, i dati che emergeranno dall’indagine. 

Promuovere il referendum contro le trivellazioni in mare
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Fabio Tosi, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis in cui ha chiesto alla giunta quali fondi intende destinare alla campagna promozionale del referendum sulle trivelle attraverso iniziative sul web, cartellonistica, inserzioni TV e  quando farà partire la campagna. Il consigliere ha ricordato che il 17 aprile 2016 si terrà il referendum sulle trivellazioni in mare per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, tra cui petrolio e gas e che la partecipazione deve essere di  almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto affinché l’esito della consultazione sia valido. «L’obiettivo dei proponenti il referendum – ha spiegato  – è impedire alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo».
Per la giunta ha risposto il presidente della giunta Giovanni Toti: «A maggioranza questo Consiglio regionale ha deliberato di aderire al Comitato promotore di questo referendum e – ha esordito –  da Presidente della Regione, mi sento vincolato da questa decisione e le mie dichiarazioni sono state, coerentemente, per votare "Sì" visto che rappresento, in qualità di Presidente, una Regione che sta nel Comitato promotore». Toti ha spiegato di avere dato la disponibilità al presidente dell’Assemblea legislativa Francesco Bruzzone di una somma di denaro «che venisse usata dal Comitato promotore e dai rappresentanti di questa Regione per informare i cittadini sul tema del referendum». «Mi è stato riferito dalla Presidenza del Consiglio – ha aggiunto – che all'interno dell'Ufficio di Presidenza integrato non vi era accordo né sull'utilizzo dei denari, né sugli strumenti operativi (cioè una legge) per permettere al Consiglio di usufruire in modo appropriato e nei tempi giusti dei denari eventualmente messi a disposizione dall'Amministrazione regionale. Ritengo – ha concluso – che non vi siano le condizioni materiali né le condizioni politiche all'interno di questo Consiglio perché quella somma venga spesa».
Salvatore si è dichiarata insoddisfatta della risposta e ha ribadito la necessità di promuovere anche in Italia l’utilizzo delle energie rinnovabili, abbandonando i tradizionali sistemi di produzione energetica.

Sfratto della società “The Kitchen Company” dal Teatro della Gioventù Genova.
Giovanni Lunardon (Pd) ha illustrato un’interrogazione relativa alla decisione assunta dalla Regione Liguria di  dare lo sfratto esecutivo alla società TKC che dal 2011 gestiva il Teatro della Gioventù. Il consigliere ha chiesto alla giunta  «come intenda attivarsi affinché siano trovate modalità concrete che permettano il perdurare della fruibilità di uno spazio di produzione culturale ed aggregazione sociale importante come il Teatro della Gioventù, nonché la salvaguardia di possibilità occupazionali in un settore strategico per la promozione e l’attrattiva turistica che vede impegnati soprattutto giovani professionisti».
Il presidente della giunta regionale, Giovanni Toti ha chiarito che le motivazioni non riguardano la programmazione o la capacità della società di gestione, ma  sono legate semplicemente al mancato pagamento del canone.«Il mancato incasso del canone  – ha spiegato il  presidente –  depaupera le casse dell'Ente e crea precise responsabilità per danno erariale sulla collettività e anche le connesse responsabilità di dirigenti e amministratori ove non si fosse proceduto in tal senso».  Da qui, quindi,  la decisione degli uffici di procedere, avallata dall'Amministrazione, perché altrimenti il danno erariale avrebbe potuto essere contestabile anche da parte della Corte dei Conti. Toti ha precisato che «per sanare la ferita» sono indispensabili le procedure tipiche del contenzioso giudiziario, cioè il risanamento del debito con i canoni arretrati, «dopodiché  – ha detto – evidentemente ci saranno le procedure che possono essere transate ove gli uffici legali della Regione ritengano che sia questo ancora possibile». Il presidente ha poi ribadito che il Teatro della Gioventù deve restare uno spazio fruibile alla città, un'offerta culturale importante. «Ove la società che oggi lo gestisce non fosse più in grado di sostenerne i costi e gli impegni assunti in precedenti anni per la sua gestione – ha concluso – è evidente che verrebbe rimesso a gara con un'offerta legata ovviamente agli ambiti culturali».
Lunardon ha convenuto sulla necessità che il debito venga appianato, ma ha ribadito che è necessario trovare una soluzione, ad esempio un piano di rientro,  affinché Teatro continui a vivere.

Attribuzione dell’incarico di segretario generale della giunta
Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi ha chiesto le ragioni  per le quali, ai fini del conferimento dell’incarico al Segretario Generale, la Giunta non abbia proceduto mediante avviso pubblico e se la procedura usata sia legittima, le fonti normative o la giurisprudenza  amministrativa che ne corroborano la legittimità. Salvatore ha domandato anche le ragioni per cui il curriculum vitae e la retribuzione del Segretario Generale non compaiono alla pagina “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale della Regione Liguria, nella voce “Compensi incarichi amministrativi di vertice della Giunta” e “Incarichi amministrativi di vertice della Giunta regionale”. Il consigliere ha, infine, chiesto «la posizione della Giunta in merito al coinvolgimento del Segretario Generale nell’inchiesta Mose e, in particolare, sulla circostanza per la quale un funzionario pubblico abbia accettato il pagamento delle vacanze da parte di un imprenditore beneficiario della propria attività lavorativa».
Per la giunta ha risposto il presidente della giunta Giovani Toti il quale ha spiegato che l'incarico è attribuito dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente. «E’evidente che la nomina del Segretario generale – ha spiegato – è una nomina il cui carattere fiduciario è prevalente, e si configura come atto di alta amministrazione. La caratteristica sostanziale di tali atti è la discrezionalità e la dottrina inserisce, infatti, tra gli stessi atti la nomina dei dirigenti di livello verticistico della Pubblica Amministrazione». Riportando alcune sentenze del Consiglio di Stato relative a nomine di dirigenti di vertice, Toti ha spiegato che «l’atto di nomina deve soltanto comprovare l'avvenuta valutazione del possesso dei requisiti del prescelto in modo che possa dimostrarsi la ragionevolezza della scelta effettuata» e ha aggiunto che da quando è stata istituita la figura del segretario generale della Giunta regionale, la nomina non è stata oggetto di procedure selettive quindi, secondo il presidente, «non appare sindacabile la scelta della Giunta regionale di procedere alla nomina in questione senza l'emissione di bandi di selezione, poiché questa scelta è supportata dalle vigenti disposizioni regionali, dalla prassi consolidata ed in linea con la giurisprudenza». Toti ha poi annunciato di avere verificato che i dati relativi al segretario generale siano pubblicati già oggi sul sito della Regione e, infine, ha precisato che il segretario non è mai stato oggetto di alcuna indagine.
Salvatore si è dichiarata insoddisfatta della risposta non condividendo le spiegazioni relative alla nomina fiduciaria mentre ha espresso soddisfazione perché dopo la sua interrogazione i dati relativi al segretario generale verranno pubblicato sul sito della Regione.

Furti nell’ospedale S. Andrea di La Spezia, aumentare la sorveglianza
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Gabriele Pisani, Andrea Melis, Alice Salvatore e Fabio Tosi, ha chiesto alla giunta chiarimenti sulla scomparsa nella divisione di gastroenterologia dell’ospedale S. Andrea di La Spezia  di 6 endoscopi del valore complessivo superiore a 100 mila euro. Il consigliere ha rilevato che questo episodio mette in gravi difficoltà le attività del reparto e che anche in passato si sono verificati altri casi simili nell’ospedale e ha chiesto alla giunta quali sistemi di sicurezza siano presenti  e di potenziare gli strumenti di controllo.
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha chiarito che i sistemi di sicurezza  e passivi all’interno  dell’area ospedaliera “Sant’Andrea” prevedono, fra le altre,  un’attività di vigilanza non armata dalle 7 alle 19 tutti i giorni dell’anno per il controllo accessi e un’attività di vigilanza armata  dalle 20,30 alle 6 tutti i giorni dell’anno  in determinati punti, quali ad esempio,  lo spogliatoio infermieri, e per il servizio di ronda notturna  al fine di controllare tutti i passaggi  e le parti interne alla cinta ospedaliera. Dalle 24 alle 5 del mattino sono previste almeno due ronde a bordo di auto collegata con la centrale operativa  su tutti i presidi dell’Asl con particolare concentrazione presso il presidio ospedaliero “Sant’Andrea”. Viale ha anche ribadito che durante  una riunione tenutasi presso la direzione sanitaria del Sant’Andrea, tra le argomentazioni affrontate, è stata prevista la presenza continuata notturna di un vigilante nel presidio ed è stata valutata la possibilità di appaltare  un servizio di vigilanza e pronto intervento, che preveda di dotare ogni struttura o locale “sensibile” di un sistema di allarme collegato con la ditta aggiudicataria.
Battistini ha ribadito che intende vigilare sulla messa in sicurezza del presidio ospedaliero “Sant’Andrea”. 

Trasferimento del reparto di ostetricia da Imperia a Sanremo
Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai seguenti componenti del gruppo, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis e Fabio Tosi relativa all’imminente chiusura del reparto di ostetricia dell’ospedale di Imperia e del conseguente trasferimento del reparto all’ospedale di Sanremo. De Ferrari ha chiesto alla giunta se intenda attivarsi, e attraverso quali iniziative, affinché vengano mantenuti sul territorio entrambi i punti nascite di Imperia e Sanremo.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità, Sonia Viale. L’assessore   ha spiegato che, in vista della imminente presentazione della riforma della sanità ligure, sono state sospese le attività di riordino decise dalla precedente amministrazione. Viale ha, quindi,  ribadito la necessità di garantire la sicurezza dei pazienti che, nel caso dei punti  nascita, secondo le linee guida nazionali viene garantita solo nei reparti dove avvengono almeno 500 parti all’anno e in Liguria – ha aggiunto –  tutti i punti nascita sono al di sopra di questa soglia. L’assessore, riferendosi alla prossima programmazione regionale, ha quindi concluso:  «Sarà per me importante garantire il permanere dei punti nascita oggi esistenti in Liguria»..
De Ferrari ha replicato ribadendo la necessità di garantire un servizio fondamentale per i cittadini e ha assicurato il controllo serrato sulle prossime

Istituire la guardia medica pediatrica
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta “a sollecitare le Asl della Liguria per garantire con continuità un presidio medico con competenze anche pediatriche operativo nei giorni e negli orari privi di tale servizio attivando progetti formativi sulla clinica, sulla terapia e sui percorsi assistenziali legati alla fascia pediatrica e garantendo la disponibilità telefonica e anche domiciliare di un medico specializzato. Nel documento si ricorda che altre Regioni hanno già provveduto a istituire la guardia medica pediatrica, fra cui Lombardia e Lazio, e che il servizio sta per essere allestito anche in Toscana e Emilia Romagna. Fra il 2012 e il 2014 gli accessi nei pronto soccorso pediatrici della Liguria sono stati oltre 316 mila:  nella maggior parte dei casi si è trattato di casi non gravi, che avrebbero potuto essere facilmente risolti da una guardia medica pediatrica.

Assenti: De Vincenzi

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