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«Famiglia, scuola, società. Nuove sfide educative»

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LA SPEZIA – Grande partecipazione ieri sera al Teatro Palmaria alla conferenza sulla famiglia e l’ideologia del gender organizzata dall’associazione cristiana “Fonte di vita” della Spezia e dalla “Chiesa Apostolica” di Sarzana e Massa, e presentata dal pastore Aquileone Souza Santos.

Con un’ampia documentazione di slide, proiettate a una platea rimasta attenta fin oltre la mezzanotte, l’avvocato Amato, presidente dei “Giuristi per la vita”, ha smontato la tesi che “il gender non esiste”. I cinquantuno “generi” tra cui si può scegliere nel profilo Facebook (e c’è chi si è lamentato non sentendosi ricompreso) non sono una goliardata, ma la riduzione dell’identità umana – maschile o femminile, dato di natura – ad un’arbitraria preferenza sessuale. Anche l’omosessualità è ora superata. Sui media è un diluvio di “gender fluid”. Gli adolescenti imparano dai propri idoli (Grimes, Miley Cyrus, Angel Haze sono solo alcuni esempi) la neutralità e/o fluidità di genere. L’importante non è quello che sei, ma quello che senti di essere, di momento in momento. Sono, queste, illusioni pericolose per le persone e per la società, ma fruttuose per il nuovo business della moda “agender” e del make-up e dell’intimo femminile per uomini. E l’industria del cinema ha già sfornato titoli pluri-premiati quali Tomboy, Confusion of gender, XXY, Almost myself

Nelle scuole, dilaga la propaganda, soprattutto negli asili, dove i bambini – lo dicono implicitamente le stesse linee guida per gli insegnanti – sono più facilmente manipolabili. “Educare alle differenze” è la kermesse con 250 sigle LGBT svoltasi recentemente alla Scuola Cattaneo del Testaccio, con patrocinio e finanziamento del Comune di Roma. Il “gioco del rispetto” prevede travestimenti e l’invito a esplorare i corpi, notando similarità e differenze tra maschi e femmine. Non sono casi isolati, ma applicazioni della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” dell’ufficio governativo UNAR. La Strategia prevede, tra l’altro, l’accreditamento come ente formativo presso il Ministero dell’Istruzione di enti quali il “Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli”, che sul sito diffonde il testo di Mieli che parla apertamente e positivamente di pedofilia.

A proposito del “gioco del rispetto”, ha scritto su “Civiltà islamica” un imam di Trieste: “i nemici di ogni società, che vogliono dominare il mondo per schiavizzarlo, e schiavizzarlo per meglio dominarlo, hanno ben compreso che la prima cosa da fare, per raggiungere il loro scopo satanico, è favorire una disgregazione degli aggregati umani, per ridurli a insiemi indifferenziati di individui estranei l’uno all’altro, che in quanto tali sono del tutto indifesi, e ai quali si può imporre di tutto. La famiglia composta da uomo e donna va dunque a tal fine distrutta, e l’ultimo dei mezzi che questi signori utilizzano è la propaganda della cosiddetta ideologia gender, che propugna l’identità e la scambiabilità totali tra sesso maschile e femminile, e il terreno privilegiato per diffondere questa pseudo-scienza sono le scuole, specialmente la scuola d’infanzia. Vogliono scardinare il cervello dei nostri bambini/bambine”. Amato ha quindi suggerito alla ministra Giannini di dialogare coi musulmani, invece che dare del truffatore culturale e minacciare denunce a chi si oppone alla propaganda gender nelle scuole.

L’ideologia del gender prospera nell’ombra. Così prosperò il nazismo – dei cui crimini gran parte dei tedeschi si è sempre detto ignaro -, dove il ministro dell’istruzione e della propaganda è stato, dall’inizio alla fine, Joseph Goebbels. «E’ una tentazione ricorrente del potere, quella di sottrarre ai genitori l’educazione dei bambini, per poterli manipolare. Non a caso, la priorità dei genitori nell’educazione – una volta data per scontata – viene esplicitamente codificata nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, dopo Seconda Guerra Mondiale, nazismo, fascismo e comunismo».

In Gran Bretagna, i bambini possono cambiare sesso già a 9 anni, utilizzando farmaci, quali il Gonapeptyl, offerti dal servizio sanitario, che bloccano lo sviluppo ormonale. E anche in Italia – al Careggi di Firenze – è stata chiesta la sperimentazione dei prodotti per bloccare lo sviluppo ormonale degli adolescenti, in modo che possano poi scegliere il proprio “genere”, indipendentemente dal sesso biologico. Il “Collegio americano dei pediatri” ha recentemente prodotto un documento intitolato “L’ideologia gender nuoce ai bambini”, dove si sottolinea che “La pubertà non è una malattia e bloccarla induce uno stato patologico” e che “il 98% per cento dei maschi e l’88% delle femmine con incertezza sulla propria sessualità risolveranno il problema semplicemente affrontando la pubertà. Quelli invece che useranno farmaci bloccanti per imitare l’altro sesso avranno bisogno di ormoni cross-sex nella tarda adolescenza, che tuttavia espongono al rischio di alta pressione sanguigna, emboli, infarto e cancro”. Infine, “Condizionare i bambini a credere che il cambio di sesso sia normale e salutare è un abuso sui bambini”.

Il Papa ha dato più volte un giudizio duro e netto sull’ideologia del gender, definendola “sbaglio della mente umana” ed “espressione di una frustrazione che mira a cancellare la differenza perché non sa più confrontarsi con essa”, paragonandola alle dittature genocide del Novecento e definendo “campi di rieducazione” le scuole dove essa viene propagandata.

In una prolusione al Consiglio permanente della CEI, il cardinale Bagnasco ha citato la “finestra di Overton”, un processo costituito da sei fasi attraverso le quali «si riesce a far accettare l’introduzione e la successiva legalizzazione di qualsiasi idea o fatto sociale, fosse anche la pratica che, al momento, l’opinione pubblica ritiene maggiormente inaccettabile. Uno di questi passaggi, che potremmo chiamare la “cultura degli eufemismi”, consiste nel chiamare le cose malvagie con nomi meno brutali e respingenti per la sensibilità generale». Bagnasco, riprendendo le parole del papa, ha anche parlato di totalitarismo del pensiero unico, che pretende di decidere che cosa esiste e che cosa no, di che cosa si può parlare e che cosa è proibito, pena la pubblica gogna.

Due citazioni “insospettabili”. Pasolini: «il nuovo fascismo è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e I’omologazione brutalmente totalitaria del mondo» (Scritti corsari). E ancora: «anche la “realtà” dei corpi innocenti è stata violata, manipolata, manomessa dal potere consumistico: anzi, tale violenza sui corpi è diventato il dato più macroscopico della nuova epoca umana» (Lettere luterane). Giorgio Gaber: «Sì, secondo me la donna e l’uomo, sono destinati a rimanere assolutamente differenti. E contrariamente a molti io credo che sia necessario mantenerle se non addirittura esaltarle queste differenze. Perché è proprio da questo scontro incontro, tra un uomo e una donna, che si muove l’universo intero. All’universo non gliene importa niente dei popoli e delle nazioni, l’universo sa soltanto che senza due corpi differenti, e due pensieri differenti, non c’è futuro» (Secondo me la donna).

Oltre a denunciare gli interessi di business dell’ideologia gender, che mercifica la filiazione, Amato ha sottolineato che l’eresia gnostica, presente fin dai primissimi secoli del cristianesimo, ha sempre espresso la tentazione dell’ “io” di sostituirsi a Dio, la cui creazione (“Maschio e femmina Dio lì creò […] ed era cosa molto buona”) sarebbe imperfetta.

«Come per ogni dittatura, anche di fronte all’odierna dittatura del pensiero unico bisogna scegliere tra tre atteggiamenti: connivenza, complicità, resistenza. Su vita, famiglia e libertà di coscienza avremo leggi sempre più ingiuste, davanti alle quali o si obbedisce o si disobbedisce, anche a costo di licenziamento e radiazione dall’albo. Il tempo della fede a costo zero è finito. Che cosa sei disposto a sacrificare? Lavoro? Famiglia? Libertà? Vita? Esistono Paesi, non lontani da noi, in cui si è cristiani al prezzo della libertà, se non della vita. L’autorevole ONG evangelica “Open doors” parla di dieci cristiani uccisi – al giorno – per la propria fede, ventiquattro soggetti a violenza, sette luoghi di culto colpiti». I dati OSCE novembre 2014 sui crimini d’odio in Italia parlano di 413 casi di razzismo, 153 contro la religione, anche cristiana, 27 per orientamento sessuale. «Da che parte sta l’odio? Contro i cristiani, si riscopre razzista anche la Francia, che, dopo l’attentato di Lahore che ha fatto strage di famiglie che festeggiavano la Pasqua, ha rifiutato di illuminare coi colori della bandiera del Pakistan la Torre Eiffel, pur precedente illuminata dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles».

Al termine, dalla platea la domanda sul video di auguri di compleanno all’avv. Amato fatto da alcuni amici lericini e spezzini, che citava la rivolta dei Cristeros in Messico (1926-29) di fronte alla persecuzione del governo massonico di Plutarco Elías Calles. Il video sarà oggetto di discussione al prossimo consiglio comunale a Lerici. «Se le critiche all’amministrazione lericina sono queste, vuol dire che governa benissimo. Alla resistenza dei Cristeros hanno partecipato una decina di santi e circa venticinque beati. L’odio, spropositato, che ha sollevato la vicenda del video – una goliardata chestertoniana -, è sintomatico del clima attuale contro il cristianesimo e, in particolare, la sua presenza pubblica. Bisogna educare le nuove generazioni a ricostruire una società che sta venendo distrutta».

L’ultima domanda è sul “Popolo della famiglia”, partito appena fondato da Amato col direttore della “Croce”, Mario Adinolfi. «I cristiani e, più in generale, chi condivide un’antropologia che risponde alla retta ragione, hanno bisogno di una rappresentanza politica. Difendere il diritto di ogni bambino a crescere con padre e madre non è di destra né di sinistra, né cristiano né laico, ma un’evidenza di natura. Il Parlamento non è più il luogo dove si amministra il bene comune, ma dove si decide come si nasce (fecondazione artificiale), come si muore (eutanasia), come si è (gender). Oggi più che mai, in Parlamento, è necessaria la presenza di persone che sappiano distinguere il bene dal male. Anche in quel luogo bisogna portare la luce della fede. La cosa deve interpellare tutti: ognuno deve far fruttare i talenti a disposizione, davanti al tribunale di Dio non si scherza. Per chi ci crede, ne va della vita eterna».

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