laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Fisiko un mese di cattive azioni!

Più informazioni su

LA SPEZIA – Dopo il grande successo del debutto con Ruggito di Balletto Civile/Michela Lucenti, Fisiko, il focus sul teatro-danza internazionale di Fuori Luogo, (organizzato dalla Compagnia degli Scarti e Balletto Civile. CasArsA Teatro e Comune della Spezia con la direzione artistica di Renato Bandoli, Andrea Cerri e Michela Lucenti) continua con appuntamenti imperdibili.

Un fine settimana ricco di quattro performance internazionali al Centro Dialma Ruggiero: Venerdì 8 aprile sarà in scena il mix tra break e street dance e danza contemporanea della Compagnia Bellanda con Ci sono cose che vorrei davvero dirti, Premio Marte Live 2014 e Premio Outlet per la Danza, una lettera al proprio figlio scritta con il linguaggio del corpo e del movimento.  Seguirà la performance After Party con la coreografia di Natalia Vallebona e con danzatrici d’eccezione, provenienti dal Belgio e dalla Francia, che lavorano con alcuni dei più grandi nomi della danza internazionale come Van de Keybus e Platel. Lo spettacolo ha debuttato al Centre National de Danse de Pantin, e debutterà in Italia proprio alla Spezia. Il tema è quello della "resistenza" delle donne, e la condizione del "dopo festa" è rappresentata come metafora della condizione femminile nella società contemporanea.

Sabato 9 Fisiko porterà il suo pubblico in India con lo spettacolo Pravaha di Silvia Vona e Livia Porzio, scritto e realizzato a Calcutta, a contatto con alcune delle maestre della danza tradizionale Odissi. Anche in questo caso si tratterà di una prima italiana. La serata prosegue con il campione mondiale di numerosi contest di break dance e hip pop, specializzato nella tecnica del popping, Aziz El Youssoufi, con lo spettacolo Histoire d’un Art triste, vincitore di numerosi premi internazionali, capace di mescolare la sua arte alla filosofia del movimento hip hop.
 
Ogni serata prevede due spettacoli a partire dalle 21.15, ogni spettacolo ha la durata di circa 40 minuti, con una pausa di circa 20 minuti tra il primo e il secondo, e si può assistere a entrambe le performance con un unico biglietto.
 
INFO E PRENOTAZIONI : 3282007184 – 0187713264
abbonamenti a “FisiKo. Un mese di cattive azioni”: € 50 intero; € 40 ridotto under 30 e iscritti alle associazioni del Dialma; € 20 per studenti scuole superiori
biglietti: 13,5€ intero; 10€ ridotto under 30 e iscritti alle associazioni del Dialma; 20€ studenti scuole superiori
 
8 aprile 2016 
COMPAGNIA BELLANDA
Ci sono cose che vorrei davvero dirti
Coreografia: Giovanni Leonarduzzi; Danzatori: Giovanni Leonarduzzi e Raffaello Titton; Musiche originali: Paki Zennaro; Disegno luci: Daniela Bestett
 
Premio Marte Live 2014 e Premio OUTLET per la Danza
 
Una lettera a mio figlio Gabriele scritta Ispirata a tutti i momenti con te e su come non vorrei che finissero.
Ci sono cose che vorrei davvero dirti come la meraviglia di vederti crescere, portarti e farmi guidare da te.
Il sapere che mi cerchi, vedere come mi guardi, come mi aspetti.
Ci sono cose che vorrei davvero dirti; scappo dove non ci sei, a volte sparisco ma dove vado ti penso. Il nostro tempo sembra così poco ma ti danzo come non ho mai fatto.
Qui piove quando non ci sei. Sei me ma è come se fossi la mia casa. Sei pace, sei gioco, sei certezza, sei me ma mi disorienti. Con te non c'è cosa che io non sia stato; divento quello che vuoi, con un pizzico di niente possiamo fare tutto. Ci sono cose che vorrei davvero dirti; sospiri dove non facciamo nulla, che poi il far nulla, è la cosa più difficile da fare. Respiro il tuo respiro, mangio i tuoi passi e ti addormento, ma sono io a prendere il tuo tempo. Torno e torno e ritorno perché ci sono cose che vorrei davvero dirti. Vorrei che di me tu abbia il più bel ricordo. Ci sono cose che vorrei davvero dirti 
Sei me più di ogni altra cosa, facciamo tutto quello che vuoi e forse non saprai mai quanto ti penso quanto ti cerco quanto mi manchi. Con te non c’è cosa che io non sia stato;divento quello che vuoi. Ci sono cose che vorrei davvero dirti; scappo dove non ci sei, a volte sparisco ma dove vado ti penso. Il nostro tempo sembra così poco ma ti danzo come non ho mai fatto.
 
NATALIA VALLEBONA
After Party
 
ideazione e coreografia Natalia Vallebona
in scena Judith Arazi, Chloè Beillevaire, Laura Desideri
musiche originali di  Davide Ravasio
 
“After Party”  fa parte di una trilogia di lavori ispirati alle problematiche sociali odierne.
La "piece" nasce dall'esigenza di trattare il tema delle donne, dal punto di vista stesso della donna.
Abbiamo preso come metafora il "dopo festa", quando ci si ritrova alle 6 del mattino a rientrare verso casa, con quei segni indelebili della serata, come i capelli spettinati, il trucco sfatto e il corpo stanco, che "fatica a star su".
In questa condizione si attua una specie di resistenza, quella che ci costringere a stare al mondo senza essere troppo giudicati, in una sorta di "fare decoroso".
Questa resistenza é la stessa che compiono moltissime donne quotidianamente per scacciare i segni del tempo, quando si guardano allo specchio e non si riconoscono più, quando accendono la televisione, o guardano la copertina di un giornale e si accorgono che il modello proposto é quello della perfezione.
Ci sono molte donne che cadono vittima del modello sociale ed iniziano a trasformarsi, tanto da ritrovarsi ad assomigliare a bambole gonfiabili con "visi di cera".
Non c'é nulla di sbagliato nel volersi bene, ma quand'é che si supera il limite diventando solo la vittima di un meccanismo di accettazione sociale? “After Party” affronta la domanda sul limite che c'é fra il prendersi cura di se stessi e snaturarsi, cerca di mettere a nudo il giardino segreto di ogni donna.

9 aprile 2016 
SILVIA VONA E LIVIA PORZIO
Pravaha
(spettacolo di danza indiana)
Di e con Silvia Vona e Livia Porzio

Lo spettacolo si articola secondo il repertorio tradizionale Odissi e comprende brani di pura danza ritmica detti NRITTA, alternati a brani di danza espressiva, NRITYA, che narrano episodi tratti dai principali testi poetici e mitologici indiani.
La tradizione della danza Odissi vede gli elementi propri del maschile e del femminile come inseparabili TANDAVA, ovvero forza e vigore e LASYA ovvero grazia, leggerezza e flessuosità sono ugualmente sviluppati armonicamente nel corpo che, combinando con sapienza e rigore ritmo e flow (flusso). Dà vita a miti e storie epiche di Dei ed eroi immortalati in pose scultoree ispirate alla statuaria dei più antichi templi hindu.
La narrazione e la purezza ritmica, il divino e l’umano, l’energia maschile e femminile, unendosi e sublimandosi, producono la scintilla che costituisce la sorgente del flusso della vita. La danza si fa via via più estatica e gioiosa concludendosi con MOKSHA, brano di danza pura che simboleggia la liberazione suprema.

AZIZ EL YOUSSOUFI
Histoire d’un Art triste
di e con Aziz El Youssoufi
 
LUI è un uomo che lavora presso la catena e ripete continuamente gli stessi movimenti. Ma questa mattina LUI vuole scappare dalla realtà e il rumore delle macchine diventa gioco. Il ballo Hip Hop esplora le radici del mimo e trasforma il corpo umano in un robot o un cartone animato. Così la danza analizza con umorismo la società.
Aziz, danzatore coreografo, vincitore di numerosi premi internazionali, ama mescolare la sua arte alla filosofia del movimento hip hop. Lavora sulla conoscenza del corpo, la dissociazione e i differenti stili di hip hop: break, pop, lock, house danse.

Più informazioni su