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L’assessore Mauro Bornia interviene sul caso dell’abitazione occupata

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Mauro Bornia – assessore alle politiche di welfare.  

LA SPEZIA – “Riguardo alla vicenda dell’occupazione dell’alloggio popolare assegnato a Roberto Bolleri mi pare opportuno fare il punto della situazione.

Roberto Bolleri, assegnatario di alloggio popolare in via Napoli 154, è conosciuto dai servizi sociali del Comune della Spezia, che – è bene precisare – non lo hanno in carico, in quanto il suo caso è seguito dall’ASL5.

Nell’arco del tempo, i servizi sociali del Comune si sono attivati segnalando il caso a servizi specialistici e tentando più volte di effettuare visite domiciliari, che hanno avuto esito negativo a causa di una sostanziale mancanza di collaborazione da parte dell’interessato con cui si è avuto un ultimo contatto nel 2013.

Lo scorso 18 marzo è pervenuta per conoscenza ai servizi sociali la lettera del signor Bolleri, unitamente alla denuncia di ipotesi di reato per violazione di domicilio che lo stesso ha presentato presso la Questura locale titolare della procedura. Essendo infatti l’iter avviato di natura giudiziaria, dovrà essere l’autorità giudiziaria ad emettere il relativo provvedimento.

Accanto a ciò ARTE dovrà attivare la procedura prevista in questi casi, e cioè l’avvio di contestazione alla signora occupante in quanto occupante senza titolo dell’alloggio in questione e la richiesta di parere al Comune in merito al fine di porre in essere i provvedimenti di competenza.

Alla luce di ciò, il tempo per rientro nella disponibilità dell’alloggio da parte del legittimo assegnatario è stimato in tre mesi. Un tempo troppo lungo.

Questo è l’iter previsto per questo caso, che non vede competenze dirette da parte del Comune che comunque, tramite l’assistente sociale di riferimento ha incontrato il signor Bolleri.

Di competenza dei servizi sociali del Comune è invece la tutela dei minori presenti oggi nell’alloggio occupato, che vivono una situazione di particolare fragilità. Questi minori non verranno lasciati soli e, anche in caso di sgombero forzato, sarà garantito un alloggio protetto.

Detto questo, non posso che esprimere costernazione per quanto successo. Il comportamento di chi occupa, come in questa circostanza, abusivamente di un alloggio servendosi anche della situazione dei minori è inaccettabile. E su questo intendo muovermi informando il giudice minorile della situazione di questi minori.

Così come inaccettabile è il disagio che deve vivere il legittimo assegnatario della casa. E’ chiaro che le normative in essere non garantiscono i cittadini, ad iniziare dai tempi necessari al recupero della propria abitazione. E che su questo è necessario agire per evitare il ripetersi di tali situazioni.”

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