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Il commento – Volpi: rumors, gossip, e una Lanterna disperata

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Gabriele Volpi all'Olimpico – Foto SpeziaCalcioNews 

Leggendari “mandati” a vendere, mal di pancia, fughe improvvise di cui non si conosce il motivo. Gli inglesi direbbero “rumors and gossip”. Perché la dove non è citata alcuna fonte certa, equivale a “parola al vento”, che il vento appunto si porta via… 

LA SPEZIA – Esistono dei “No” pesanti nella vita. Dei “No”, per scelta o per obbligo, che possono dispiacere e rivelarsi pesanti per chi li riceve.
Nel lavoro, nell’amore, nello sport, nella vita di tutti i giorni.
Dei “No” che possono portare con sé delle ripercussioni, conseguenze da accettare, talvolta inevitabili a seconda della questione.
C’è chi ci rimane male, per quel “No”, c’è chi sta in silenzio, c’è chi giura di fartela pagare, chi te la fa pagare in qualche modo, e chi la prende serenamente.

Il “No” di Gabriele Volpi alla Sampdoria è storia che ogni muro di questa regione, tanto piccola e spigolosa quanto meravigliosa, conosce; un “No” che ha fattorumore dalle parti della Lanterna, perché lui, Volpi, uno dei Paperonidell’imprenditoria mondiale prestato al calcio un po’ per caso, ha scelto Spezia qualche anno or sono un po’ per amicizia, un po’ per un progetto stuzzicante, un po’ per la particolarità geografica di questa città che suggeriva (e suggerisce) investimenti o interessi di ogni genere.
Ha scelto Spezia un po’ per amore dello sport, investendo in infrastrutture degne di una grande società, dalle quali inizia a cogliere frutti e risultati; un amore per lo sport che l’ha portato a fondare la “Social Sport”, fondazione che detiene la gestione economica e sportiva dello Spezia Calcio e non solo, dando un occhio ai risultati e strizzando l’altro occhio ad una visione più prettamente “sociale”.
Sadiq e Nura sono solo due esempi.

Dalle ceneri di un fallimento, in un amen ha portato questa piazza alle porte delparadiso del calcio, che è storia moderna.
Roba contemporanea da stropicciarsi gli occhi.
Ma come, Volpi si accontenta dello Spezia, in quel piccolo angolo di Liguria, quando la Samp vive anni di difficile sopravvivenza? Non è possibile..”.
Il fastidio, conoscendo la realtà regionale, è palpabile e feroce. Chi è più “grande”, guarda con diffidenza il piccolo “nemico” che cresce.

La Genova blucerchiata, dopo l’iniziale pazzo innamoramento per Ferrero, vive adesso una situazione delicata dal punto di vista economico, soprattutto se proiettata in prospettiva, poiché non sono cosi larghi ed infiniti i canali finanziari concessi dai Garrone al “viperetta” per la gestione della Samp.
Volpi rappresenterebbe una soluzione d’oro, la classica ancora di salvezza la cui importanza è conosciuta solo dalla gente di mare, che del mare mastica le onde.
Ma quando tutti si ostinavano a tirarlo in ballo, il “No” è stato costante e ripetuto, puntuale.
Viceversa, sul golfo dei poeti le giovanili danno ampie gioie al Patron e alla società tutta, dando lustro all’ingente investimento fatto sul “Ferdeghini”, mentre in parallelo la cura Di Carlo l’ha riconciliato con questo suo giocattolo dopo un periodo personale difficile, anche per motivi d’affari.

Qui si spiega il rivolo di voci, sussurri, ipotesi e favolette circa una presunta volontà del Presidente onorario di vendere la società.
Leggendari “mandati” a vendere, mal di pancia, fughe improvvise di cui non si conosce il motivo vero o presunto.
Gli inglesi direbbero “rumors and gossip”. Perché la dove non è citata alcuna fonte e alcuna testimonianza, equivale a “parola al vento”, che il vento appunto si porta via.
Troppo poco, non c’è ragione, non c’è sostanza. Non regge.

Dovremo abituarci a tutto questo, il “tiro per la giacchetta” è, per altro, uno sportparecchio praticato in Italia, in qualsivoglia ambiente.
Per ora, di certo c’è che resta scomodo il “No” di Volpi alla Sampdoria, scatenando gli addetti ai lavori e tutto il settore giornalistico blucerchiato in una garamaldestra a destabilizzare l’ambiente spezzino, buttando in pasto a livello locale, regionale e nazionale (il passaggio tra i vari livelli è veloce come un batter d’ali) una non meglio dichiarata volontà di cedere la società.
Senza mai e poi mai andare nel vivo della questione, nel profondo del dubbio, nell’argomento fantasma. 
Una sotto specie di gossip, appunto, parole al vento, e quel briciolo d’invidia che scatena sofferenza. Fino a prova contraria.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it

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