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Guerri punta l’attenzione sull’ ospedale Sant’Andrea

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LA SPEZIA – "La comunità spezzina resta in attesa di sapere se, in che modo, con quali costi reali finali, fra quanto tempo potrà avere un giorno a disposizione un nuovo ospedale. E quali saranno le funzioni previste al suo interno, visto che per non ci sono le condizioni per avere un Dea di II Livello, ad iniziare dal bacino d'utenza. I cittadini sono consapevoli del fatto che, nel nostro territorio, chi si ammala, chi si infortuna, chi ha comunque bisogno di cure non ha nessun altro riferimento se non l'Ospedale Sant'Andrea". Così il consigliere comunale Giulio Guerri, capogruppo della lista civica "Per la Nostra Città", in una nuova interrogazione tutta incentrata su alcune problematiche dell'Unico presidio ospedaliero rimasto alla Spezia.

"Da tempo sono in corso lavori di ristrutturazione all'interno degli immobili del Sant'Andrea. Lavori che hanno comportato disagi, se non danni clinici, dovuti alla presenza di cantieri nei reparti. Per non parlare della notevole quantità di denaro pubblico speso. Ad oggi le condizioni sembrano essere molto critiche. È facile sentire lavoratori e utenti del Sant'Andrea parlare di condizioni generali al di fuori degli standard dovuti, a partire dalle condizioni igieniche per arrivare ad una pericolosa esposizione dei pazienti al rischio di infezioni. E' necessario che il sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale e presidente della conferenza dei sindaci dell'ambito Asl 5, riferisca al più presto in merito a tutta questa serie di problemi, spiegando in quanto tempo sarà possibile avere adeguate condizioni igienico-sanitarie per poter garantire almeno i livelli essenziali di assistenza. Sarebbe opportuno anche sapere se alla quantità di denaro pubblico utilizzato per ristrutturare, in parte, il Sant'Andrea corrisponda una qualità degli interventi di ristrutturazione che possa considerarsi adeguata sotto il profilo sia sanitario che logistico e idonea a garantire la sicurezza alle persone almeno nel rispetto dei livelli minimi previsti dalle norme che disciplinano la materia".

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