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I sindacati proclamano uno sciopero per i metalmeccanici

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LA SPEZIA – I sindacati Cgil, Cisl, Uil del settore metalmeccanico hanno proclamato uno sciopero il 20 aprile nelle ultime quattro ore dei turni per protestare contro la presa di posizione di Federmeccanica e Confindustria per la sostituzione del contratto collettivo nazionale con il contratto di secondo livello che garantirebbe un salario minimo senza gli aumenti progressivi. Il Governo dal canto suo si è dichiarato intenzionato ad emanare una legge sul salario legale se non si troverà un accordo sul contratto collettivo.

“Dopo sei anni ci troviamo uniti come sindacati in questa protesta che finora ci ha trovati separati nelle varie piattaforme – ha dichiarato Graziano Leonardi della UILM – Non ci piace la nuova idea di Federmeccanica che esclude il 50% dei lavoratori metalmeccanici (un milione e seicentomila)per lo stop all’aumento salariale. Vorrebbero dare l’aumento solo agli addetti con minimi tabellari, e di fatto nessuno possiede i requisiti per i minimi. Loro spingono per la contrattazione di secondo livello con un ragionamento politico che è assurdo. Si è inoltre aperto un discorso sui permessi retribuiti sulla base delle ore lavorate, cosa che a noi non sta bene. A Spezia ci sono circa 5000 metalmeccanici, e noi a livello locale vogliamo garantire con lo sciopero la conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, anche se siamo consapevoli che con un solo sciopero non fermerà Federmeccanica. Ne dovranno seguire altri. Ma intanto partiamo con questo”.

Matteo Tivegna segretario della FIOM CGIL punta l’attenzione sul valore di uno sciopero unitario come frutto della riflessione dei segretari in quanto prima le diverse piattaforme presentavano delle similitudini. “Rispetto alla vecchia trattativa – ha affermato – Federmeccanica ha risposto che vuole applicare il contratto di secondo livello. C’è poi il timore che il Governo emani una legge sul salario legale più basso dei minimi tabellari. Noi dobbiamo lottare perché ciò non avvenga”.

Secondo Massimo Sensoli della FIM CISL “sostituire il contratto nazionale con quello di secondo livello lo renderebbe variabile. Oltretutto la nostra città si è fatta promotrice del contratto territoriale fin dal 1986 ed ora vogliono togliere anche quello. Se, come dicono Federmeccanica e Confindustria, il modello da imitare è quello tedesco, va imitato anche per i contratti territoriali.” Tutti pronti dunque a dare battaglia con lo sciopero del 20 aprile nel coinvolgere i metalmeccanici.

Simona Pardini

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