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Corpo Forestale Dello Stato | Attività svolta nel 2015 dal Comando Provinciale La Spezia

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LA SPEZIA – Nonostante il calo, anche nel 2015, del personale in servizio presso la nostra provincia, i risultati ottenuti in termini di tutela dell’ambiente e del paesaggio e di repressione degli abusi continuano ad essere assolutamente positivi e incoraggianti, segno del buon esito della sempre più precisa organizzazione di mezzi e di uomini e del rinnovato impegno personale, ben al di là dei doveri istituzionali, degli uomini impegnati sul territorio.

A tal riguardo, si segnala che per colmare, seppure in misura minima, tale vuoto di personale, sono stati assegnati alla giurisdizione forestale spezzina quattro nuovi vice ispettori, provenienti dall’apposito concorso, che hanno da pochi giorni preso servizio con l’incarico di comandante dei relativi Comandi stazione e, in un caso, del Nucleo operativo CITES.

Ovviamente, il territorio provinciale da monitorare non è certo mutato, né è mutata la sua delicatezza ambientale, condizionata dal ricomprendere un Parco nazionale (delle Cinque Terre), due Parchi naturali regionali (di Porto Venere e di  Montemarcello-Magra),  e ben 26 siti di importanza comunitaria (i cosiddetti S.I.C.) terrestri e 5 marini, oltre che, naturalmente, numerosissime altre aree sottoposte, per legge, a vincolo ambientale e paesaggistico per la loro intrinseca natura di beni tutelati (boschi, fiumi ecc.).

In tale ambito, l’attività del Corpo forestale ha avuto, come sempre, natura preventiva e repressiva, nei settori della gestione e dello smaltimento dei rifiuti, della tutela dei corsi d’acqua, del controllo dell’attività edilizia, del controllo sull’esercizio della caccia e della pesca, del monitoraggio sullo stato fitosanitario delle foreste, del controllo sulle utilizzazioni boschive e sul commercio delle specie animali e vegetali in via di estinzione oppure oggetto di maltrattamenti.

Parallelamente, il personale C.F.S. è stato costantemente impegnato nell’opera di prevenzione degli incendi boschivi e nella lotta attiva agli stessi, tramite la direzione delle operazioni di spegnimento, e nelle attività di protezione civile, soprattutto con riferimento all’esigenza di assicurare la presenza delle istituzioni in tutto il territorio provinciale, anche quello più remoto e difficilmente raggiungibile.

Nel corso dell’anno, inoltre, sono stati svolti numerosi servizi di controllo nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alla corretta produzione dei prodotti con denominazione d’origine protetta (DOP, IGP e STG) con particolare riferimento al settore vitivinicolo e alla filiera del Parmigiano reggiano.

Una sintesi dei dati relativi alle diverse attività.

INCENDI E PROTEZIONE CIVILE
Nel 2015, grazie all’intensa opera di prevenzione e di controllo del territorio ed alla circostanza che anche nel trascorso anno le condizioni climatiche hanno reso più difficile l’innesco e la propagazione degli incendi, il numero di  incendi è rimasto particolarmente basso, senza eventi di natura seriale.

Come più volte evidenziato, nella nostra provincia il bosco occupa una superficie complessiva di circa 58.000 ettari e la percentuale di bosco rispetto alla superficie territoriale è tra le più alte d’Italia, raggiungendo una media del 65% ma con punte intorno al 90% in alcuni Comuni della Val di Vara. Nella Val di Vara, inoltre, la morfologia tormentata ed impervia delle valli crea paesaggi  caratterizzati da vaste aree boschive che interessano interi versanti senza soluzioni di continuità. Inoltre, in Liguria gli incendi boschivi comportano da sempre un notevole impegno delle risorse umane e strutturali, a causa del doppio ruolo che caratterizza l’operato del personale CFS, vale a dire l’attività investigativa e, in sovrapposizione, quella operativa di prevenzione ed estinzione.

Nonostante tale, difficile, contesto operativo si è cercato di migliorare ulteriormente l’efficienza del sistema A.I.B., riducendo i tempi di segnalazione e intervento, così da limitare e circoscrivere gli effetti degli incendi boschivi, verificarne l’origine e poter individuare i responsabili.

Si segnala, al riguardo, che per ogni incendio boschivo il personale CFS valuta l’opportunità di redigere, tramite il Metodo delle Evidenze Fisiche (M.E.F.), un’apposita monografia, inserita poi in banca dati,  particolarmente utile per la ricostruzione della dinamica del fuoco negli incendi boschivi anche di origine colposa. Nel 2015 tale monografia è stata redatta per il 40% degli incendi.

Come è stato sopra anticipato, il dato relativo agli incendi boschivi è ampiamente positivo sia in termini di eventi (18 eventi contro una media, negli ultimi 5 anni, di 37 eventi) sia di superficie percorsa dal fuoco (26 ettari nel 2015, a fronte di una media, negli ultimi 5 anni, di 60 ettari, non dimenticando che si ebbe un picco di  800 ettari del 2009 ed in passato la media annuale era di circa 200 ettari di superficie colpita dal fuoco).

Nel settore della Protezione civile, il personale C.F.S. ha effettuato numerosissimi interventi: nel complesso, tra attività antincendio, di protezione civile e ordine pubblico sono stati effettuati 264 interventi).  Occorre ricordare che il personale C.F.S. è presente ed opera in ogni parte del territorio provinciale e, quindi, non solo in quello meno urbanizzato ma anche in quello dove la presenza dell’uomo è limitata a poche case e poche persone, ma che per questo non può restare privo di controllo. La conoscenza del territorio e la capacità di operare in difficili condizioni, consentono, pertanto, di fornire assistenza e aiuto anche in circostanze del tutto avverse.

Anche per quanto sopra, il personale C.F.S. è periodicamente impegnato nelle esercitazioni e nelle simulazioni di eventi catastrofici che periodicamente si tengono sotto la direzione e il coordinamento della locale Prefettura.

ATTIVITA’ INVESTIGATIVA NELL’ILLECITO SMALTIMENTO E GESTIONE DEI RIFIUTI
In generale, continua  l’aumento delle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
In molti casi, il fenomeno assume connotazioni elusive,  tramite la strumentale miscelazione  di terre e rocce da scavo provenienti da materiali “vergini” con enormi quantità  di rifiuti  provenienti  dalle demolizioni edili, i quali, qualora non idoneamente cerniti o trattati, possono contenere idrocarburi, miscele vetrose e metalli pesanti.
In altri casi, di complessa individuazione, il fenomeno riguarda il traffico di rifiuti mediante spedizioni transfrontaliere dal Porto della Spezia. Nel 2015 le spedizioni illecite individuate hanno riguardato sia rifiuti (parti di veicoli e pneumatici fuori uso) sia merci verso paesi non aderenti all’ OCSE, quali Somalia e Marocco.
Nello specifico:

– nell’ambito dell’ulteriore indagine relativa alla discarica di Ruffino-Pitelli,  personale del NIPAF della Spezia ha eseguito, insieme ad  altro personale CFS del NICAF, scavi in un area limitrofa alla discarica in questione al fine di effettuare rilievi di dettaglio con magnetometro e laser. L’area ispezionata appartiene  alla stesa società  che gestiva la discarica  e non era mai stata soggetta a caratterizzazione  o studi  durante gli iter amministrativi finalizzati alla bonifica  conseguente ai noti accertamenti espletati dal CFS del 1996.  Gli accertamenti CFS hanno individuato una porzione all’interno della suddetta area che conteneva rifiuti interrati. In esito agli scavi è stato individuato un consistente abbancamento di rifiuti costituito da ceneri, scorie di fonderia, materiali sciolti intrisi di idrocarburi e oli esausti. L’area in questione ha un’estensione di circa 1200 mq.   In base alla profondità raggiunta dagli scavi si è potuto stimare in prima battuta che la cubatura dei rifiuti presenti fosse di svariate migliaia di metri cubi. Sia ARPAL che il CFS hanno effettuato accurate analisi chimiche, mediante campionamenti del terreno, per appurare quale fosse il contenuto originario. Inoltre durante gli scavi, a profondità di circa 3 m, sono stati individuati anche almeno 30 fusti metallici da 200 litri ciascuno contenenti un amalgama denso, che sono stati oggetto di analisi da ARPAL e CFS, in quanto da classificarsi come rifiuti pericolosi ai sensi dell’art. 184 del D.Lgs. 152/2006. Sono tuttora in corso accertamenti e verifiche in situ;
– personale del Nucleo Investigativo Forestale della Spezia ha scoperto, in Comune di Borghetto Vara, un abbancamento di ceneri derivanti dalla combustione di carbone. Le analisi tecniche effettuate da ARPAL hanno evidenziato un rilascio di vanadio in concentrazioni molto superiori ai limiti di legge e quindi è stata avviata la procedura amministrativa prevista dall’art. 242 del D.Lgs 152/2006 finalizzata alla messa in sicurezza e bonifica del sito che si trova sulle sponde del fiume Vara ed è caratterizzato dalla presenza di una coltre alluvionale permeabile che favorisce la diffusione in ambiente delle sostanze inquinanti rilasciate;
– personale del Comando Stazione CFS di Sarzana ha deferito all’A.G. due persone, tra i quali il titolare dello stabilimento balneare in Marinella, per aver bruciato, e non smaltito a norma di legge, i rifiuti che si erano depositati per effetto dell’azione del mare sulla spiaggia (in violazione dell’art. 256 comma 1 del D.Lgs. 152/2006, così come modificato dalla legge  n. 6/2014 denominata “Terra dei fuochi”;
– personale del Nucleo Operativo CITES della sezione della Spezia, in collaborazione con la Dogana del Porto della Spezia, ha intercettato, all’interno dell’area portuale, un traffico di “pneumatici fuori uso” (codice CER 16 01 03) e  di “carte di fidelizzazione” (circa 116.000 carte) verso paesi non OCSE, Somalia e Marocco. In entrambe le due indagini, previo avviso alla Procura della Repubblica della Spezia, i container e il loro contenuto, sia di rifiuti sia di merce, sono stati fatti oggetto di sequestro probatorio effettuato d’iniziativa e sono stati affidati alla custodia giudiziale dei rappresentanti delle  società esportatrici al fine di essere mantenuti a disposizione dell’A.G. procedente per le ulteriori necessità istruttorie. La posizione degli esportatori è attualmente al vaglio della Procura spezzina risultando ipotizzabili a loro carico i reati di cui agli art. 483, 258 co. 4 e 259 D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambiente) nonché reati connessi al falso ideologico;

– sempre nell’ambito della collaborazione tra il Nucleo Operativo CITES e la Dogana della Spezia, a seguito di delega  della Procura della Repubblica della Spezia, è stata eseguita una perquisizione  presso i locali di una carrozzeria in Sarzana, gestita da cittadino italiano, in esito alla quale sono stati posti sotto sequestro penale 16 “veicoli  fuori uso”, costituenti rifiuto pericoloso (codice CER 16.01.04), 3 banconi  di refrigerazione ed altre “apparecchiature fuori uso”, costituenti rifiuti pericolosi (codici CER 16.02.11 e 16.02.11), rifiuti tutti destinati allo smaltimento illecito tramite spedizione transfrontaliera. Il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria;

INQUINAMENTO AMBIENTALE
Personale del nucleo investigativo del Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato della Spezia (NIPAF) e della Sezione di Polizia Marittima e Difesa Costiera della Capitaneria di Porto della Spezia ha proceduto, su delega dell’autorità giudiziaria, al sequestro dell’area di cantiere dove sono in corso le operazioni di dragaggio nello specchio d’acqua antistante il molo Fornelli all’interno del porto della Spezia. Il provvedimento è scaturito a seguito delle indagini che hanno evidenziato come la ditta incaricata dei lavori li realizzasse senza porre le dovute garanzie in termini di protezione dell’ambiente. I metodi di dragaggio autorizzati prevedevano l’utilizzo delle cosiddette panne fissate al fondo che in realtà, a seguito dei controlli, risultavano non debitamente fissate  permettendo la fuoriuscita dei fanghi e causando un significativo deterioramento dell’ambiente marino dovuto alla dispersione oltre che dei fanghi anche delle sostanze inquinanti che avevano reso necessario le operazioni di bonifica del sito, peraltro dichiarato di interesse nazionale. Le procedure illecite sono state riscontrate più volte durante i controlli svolti nell’ultimo periodo e sono state confrontate ed esaminate contestualmente ai controlli sulla qualità delle acque svolte dagli organi preposti, tanto da rendere necessario il provvedimento cautelare atto ad impedire la prosecuzione dei lavori. Le indagini in questione, coordinate dalla Procura della Repubblica della Spezia, hanno portato all’iscrizione sul registro degli indagati di tre persone;
Ne 2015 è inoltre proseguita, da parte del Nucleo Investigativo Forestale della Spezia, la lunga e complessa serie di accertamenti ed indagini relativa al sequestro operato, su delega dell’A.G., alla fine del 2014 di due impianti di frantumazione  e lavorazione di marmo in località Lagoscuro nel Comune di Vezzano Ligure. Nello specifico, si tratta di un impianto di frantumazione, situato tra l’autostrada A12 ed il fiume Vara, ed uno di lavorazione allocato all’interno di un capannone industriale a poche centinaia di metri di distanza. In entrambi gli impianti sono state riscontrate violazioni in campo ambientale: in particolare l’impianto di frantumazione ha proseguito la propria attività nonostante l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera fosse stata prima sospesa e quindi revocata dal giugno 2013; l’impianto di lavorazione invece operava in violazione delle prescrizioni autorizzative. Gli impianti risultano essere intestati al personaggi già noti per i forti legami alla criminalità organizzata calabrese e recentemente oggetto di una vasta operazione condotta dalla DDA di Bologna.

ILLECITI IN MATERIA EDILIZIA E PAESAGGISTICA
In materia urbanistica, edilizia e paesaggistica sono emersi vari abusi edilizi classici, cioè opere realizzate senza titolo o in difformità dallo stesso, ed alcuni abusi cd. “in bianco”, cioè apparentemente supportati da valido titolo edilizio, rilasciato però sulla base di prospettazioni progettuali non del tutto rispondenti alla realtà o alla norma.
Gli accertamenti nell’ambito della materia urbanistico/ambientale hanno complessivamente portato al deferimento all’autorità giudiziaria di 15 persone. Per il pregio ambientale dell’area interessata (sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogelogico e all’interno del perimetro del Sito di interesse comunitario (S.I.C.) denominato “Porto Venere – Riomaggiore – S. Benedetto), si segnala il sequestro, operato da personale del Comando stazione CFS della Spezia, di un cantiere edile in località Bondoni di Porto Venere, presso il quale era in corso di realizzazione un fabbricato ad uso abitazione con cantina e box auto, le cui opere, però, che comprendevano anche la sistemazione esterna con movimento terra, erano in parti difformi dal titolo rilasciato e in parte neppure autorizzate. Oltre al sequestro del cantiere, il personale ha segnalato all’autorità giudiziaria, per i relativi reati urbanistico-ambientali, otto persone, sei tra proprietari dell’area e direttori dei lavori e i due amministratori delle ditte esecutrici.

SICUREZZA AGROALIMENTARE
Nel 2015, l’obbiettivo principale dell’attività di controllo programmata in tema di sicurezza agroalimentare è stato indirizzata principalmente alla tutela di tutti quei prodotti con marchi a denominazione protetta (DOP, IGP), nonché al contrasto  delle sofisticazioni, adulterazioni, contraffazioni e dell’illecita etichettatura, con particolare riferimento al settore vitivinicolo e nonché alla campagna straordinaria  di controllo della filiera del Parmigiano reggiano. Nel corso di quest’ultima  attività sono stati effettuati numerosi campionamenti sui lotti disponibili negli esercizi commerciali della grande distribuzione in provincia della Spezia.

TUTELA DEGLI ANIMALI
Nell’ambito della tutela degli animali da reddito è stata portata a compimento una importante indagine da parte del personale del Comando Stazione CFS di Sarzana, in collaborazione con il Servizio Sanità animale dell’ASL 5,  che ha portato al  sequestro, in loc. Terma di Falcinello, nel Comune di Sarzana, di un allevamento (bovini ed equidi) nel quale gli animali versavano in condizioni di assoluto degrado che avevano cagionato la morte di due esemplari e il maltrattamento di molti altri. Il titolare è stato denunciato per i relativi reati.

Nel 2015 si è conclusa l’indagine, iniziata alla fine del 2014, da parte del personale del Nucleo operativo CITES, coadiuvato da personale del Servizio Veterinario dell’ASL della Spezia, che ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di un veterinario, operante alla Spezia,  che aveva somministrato ad un cane un vaccino antirabbico scaduto, così violando il disposto di cui all’art. 443 del codice penale, posto a tutela della salute animale ed umana, potenzialmente a rischio, nella fattispecie, in quanto la rabbia è una malattia virale che può essere trasmessa anche all’essere umano.

In due occasioni di presunto avvelenamento (un animale d’affezione e un rapace notturno), è stato applicato il protocollo della Prefettura della Spezia sulle esche e i bocconi avvelenati (ai sensi dell’ Ordinanza del Ministero della Salute del 18/12/2008) e si è dunque proceduto alla raccolta dei reperti per l’identificazione  e l’analisi dei bocconi.

POLIZIA GIUDIZIARIA E AMMINISTRATIVA
Nel complesso, nel 2015 sono state trasmesse all’autorità giudiziaria 53 comunicazioni di reato (nel 2014 furono 30), con 4 sequestri (tutti convalidati) di beni.
Sotto il profilo amministrativo, sono stati accertati e contestati 115 illeciti amministrativi, per circa 75.000 euro di sanzioni amministrative.
Le violazioni hanno riguardato soprattutto la tutela delle acque, la gestione e  lo smaltimento di rifiuti, il controllo del territorio finalizzato alla verifica delle utilizzazioni boschive soprattutto nelle aree parco o ricadenti nella rete Natura 2000, l’attività venatoria, il codice della strada, l’abbandono di veicoli fuori uso, l’utilizzo di mezzi fuoristrada dove non consentito, l’illegittimo taglio di olivi, la fauna, gli animali d’affezione, il movimento terra e il settore veterinario.

Per quanto riguarda l’attività di controllo sul territorio, il personale ha effettuato circa ca. 3900 controlli, dati rilevanti anche  in virtù del fatto che i controlli denominati “Cruscotto operativo”, su persone e veicoli privati e commerciali vengono effettuati in tempo reale attraverso interrogazione del database.

ATTIVITA’ NEL PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE
Nei 4000 ettari del Parco Nazionale delle Cinque Terre opera un contingente di 5 unità di personale, coordinati dal Vice Questore Aggiunto Silvia Olivari. Grazie all’attività di controllo e di sensibilizzazione, nel trascorso anno in tutto il territorio del Parco si è sviluppato un solo piccolo incendio.

Intensa è stata l’opera di prevenzione e controllo, anche di contrasto del bracconaggio, determinata dalla necessità di salvaguardare l’ecosistema del Parco e la tranquilla e sicura fruizione, da parte dei numerosissimi turisti, del territorio del Parco. Al fine di evitare incidenti e prestare eventuale soccorso, i forestali hanno provveduto a sorvegliare il territorio e fornire assistenza in occasione delle 45 giornate di allerta meteo, con 62 verifiche di percorribilità dei sentieri.

Con riferimento all’attività di repressione, sono state denunciate 18 persone, contestate 18 sanzioni amministrative (per circa 6.500 euro di sanzioni) e sono stati operati due sequestri di immobili. Specificatamente, i controlli edilizi hanno originato 5 comunicazioni di reato e 10 indagati.

L’attività investigativa ha inoltre condotto alla scoperta di 2 truffe ai danni dello Stato per circa 300.000 euro.

Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela della produzione agroalimentare, con particolare riferimento al vino DOP delle Cinque Terre e alla produzione di “Sciacchetrà”, che è stata integralmente verificata.

MONITORAGGIO DELLE SPECIE VEGETALI ANIMALI E DEI LORO HABITAT
Come ogni anno, si è provveduto ad aggiornare il censimento degli Alberi Monumentali, arricchito con nuove segnalazioni ed indicazioni per la conservazione. I contributi scientifici del CFS hanno consentito la pubblicazione di tre articoli su riviste internazionali, facilitato l’esecuzione di progetti di ricerca sull’erosione dei suoli e la segnalazione di specie di elevato interesse naturalistico.
E’ iniziata altresì l’osservazione, con la compilazione delle relative schede tecniche, degli Habitat forestali, al fine di adempiere al dettato europeo di monitorare e raccogliere dati certi sugli ambienti ritenuti meritevoli di particolare salvaguardia in quanto ritenuti di alto livello di Biodiversità.

ATTIVITA’ DI DIVULGAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA
L’attività didattica svolta dal CFS ha coinvolto gli studenti dell’Università di Parma, i volontari antincendio boschivi e gli ospiti della struttura di assistenza psichiatrica Maris-Stella.

IL COMANDANTE PROVINCIALE
Franco Bonechi

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