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Nella cripta di Cristo Re la veglia di preghiera per le vocazioni

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LA SPEZIA – In un’atmosfera di grande raccoglimento si è tenuta ieri sera nella cripta di Cristo Re la veglia di preghiera per le vocazioni, presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti.

«Oggi l’adorazione è per tutte le vocazioni, perché la vita è tutta una chiamata. Alcune vocazioni ci stanno particolarmente a cuore», ha detto mons. Palletti nella riflessione finale. Come sottolineato dalla traccia della veglia, la prima vocazione è il battesimo, dove «per la prima volta la Chiesa ci ha chiamato per nome. Ogni vocazione, infatti, nasce nella Chiesa e per la Chiesa».

Il vescovo ha poi ripreso il secondo passaggio della traccia. «La Chiesa non si organizza, ma si genera nei carismi. È fondamentale il fatto che la vita della Chiesa si fonda sulla risposta ad una chiamata. La Chiesa è l’unico corpo di Cristo, che cammina nella storia», e ogni membro ha la sue proprie funzionalità.

La maternità della Chiesa si manifesta nella preghiera perseverante. «Non siamo qui non tanto per riflettere sulle vocazioni, quanto per chiedere il dono del vocazioni. Una preghiera che non dev’essere sporadica, né riservata a qualche grande occasione, ma perseverante. Non è una preghiera di alcuni, ma di tutta la Chiesa. “Pregate il padrone della messe che mandi operai alla Sua messe”, ha detto Gesù. Questo dà il senso profondo di quanto stiamo compiendo. Viviamo la chiamata – continua – che ci fa il Signore. E impegniamoci a viverla con gioia. Si creerà così un’attrazione, che non è proselitismo, ma un trasmettere la gioia che inizia in famiglia e si compie nella comunione con Dio».

Mons. Palletti ha poi evidenziato la “fantasia” di Dio nella varietà delle chiamate. «Leggendo il Vangelo, scopriamo che nessun discepolo è stato chiamato allo stesso modo di un altro. Il Signore chiama. Facciamoci carico di questa preghiera perseverante».

Infine, la benedizione eucaristica, con l’auspicio che «anche chi è fuori, e non ci penserebbe neanche, possa far risuonare la voce di Dio che chiama».

La veglia è stata accompagnata dal coro del seminario e di vari religiosi della provincia, con al violoncello il rettore del seminario, don Franco Pagano.

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