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Giorgio Pagano presenta eppur bisogna ardir. La Spezia partigiana 1943-1945”

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Sabato 23 aprile, ore 15,30 Pontremoli, Stanze del Teatro della Rosa. Ore 18 Arcola, Sala polivalente.

LA SPEZIA – Il libro di Giorgio Pagano “Eppur bisogna ardir. La Spezia partigiana 1943-1945”, dopo le affollate presentazioni alla Spezia, Sarzana, Levanto, Lerici, Sesta Godano, Migliarina, Follo e Valmozzola, verrà presentato sabato 23 aprile a Pontremoli (ore 15,30, Stanze del Teatro della Rosa) e ad Arcola (ore 18, Sala polivalente). Entrambe le iniziative sono organizzate dalle locali sezioni dell’Anpi, in collaborazione con l’Associazione Culturale Mediterraneo e, a Pontremoli, con l’Istituto Storico della Resistenza Apuana A Pontremoli interverrà Paolo Bissoli, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Apuana; ad Arcola Anna Maria Carignani, del direttivo della sezione Anpi. Ad entrambe parteciperà il giornalista e scrittore Andrea Ranieri.

Il libro, edito da Cinque Terre, è una storia della Resistenza nella IV Zona operativa, fatta rivivere attraverso le testimonianze dei protagonisti, le ragazze e i ragazzi di settant’anni fa. “Eppur bisogna ardir” si apre con la prefazione di Donatella Alfonso, giornalista di “Repubblica” e scrittrice, e prosegue con l’introduzione dell’autore e i tre capitoli “La Storia”, “Racconti e ritratti” e “Facio e Laura” (si tratta delle pagine dedicate alle figure di Dante Castellucci “Facio”, partigiano ucciso da altri partigiani, e della sua compagna Laura Seghettini). La Resistenza spezzina si svolse in buona parte in territorio pontremolese, ed ebbe molti partigiani pontremolesi tra i protagonisti principali: in primo luogo Laura Seghettini, che sarà presente in sala.

Tra i protagonisti del libro anche molti partigiani arcolani, presenti fin dai primi mesi del 1944 nel parmense -dove parteciparono all’assalto al treno a Valmozzola, uno dei primi episodi di guerriglia partigiana- per poi dare vita, insieme ai sarzanesi, alla brigata garibaldina “Ugo Muccini” (dal nome di un comunista arcolano morto nella guerra di Spagna), che combatté in Val di Magra.

La conclusione è affidata al saggio “La Resistenza e la sua eredità 1945-2015”, una riflessione su come trasmettere ai giovani la scelta morale e la concezione della politica della Resistenza e su come far sì che l’antifascismo e la Costituzione siano alla base di uno “spazio repubblicano” condiviso da tutti gli italiani. “Oggi -sostiene l’autore- i partiti non ci sono più, o almeno non ci sono più quelli veri, radicati nel popolo. Prima l’eredità della Resistenza cercavano, anche se non ci sono mai riusciti fino in fondo, di trasmetterla loro. Ma oggi? Dobbiamo ripartire dalle persone, dalle donne e dagli uomini semplici che hanno fatto la Resistenza, che sono i protagonisti delle tante piccole storie di questo libro. Ma ripartire anche, più in generale, dalle donne e dagli uomini semplici della nostra storia del dopoguerra e di oggi. Non dai poteri costituiti, ma dai germogli che nascono dal basso, dalla società”.

Il titolo del libro è quello di un verso originario di “Fischia il vento”, la canzone più amata dai partigiani ai monti. Giorgio Pagano spiega così lo spirito che pervade il libro: “L’ardore, inteso come coraggio morale, è il tema di questo libro. Perché, come disse Robert Kennedy, ‘il coraggio morale è merce più rara del coraggio in battaglia o dell’intelligenza’. Settant’anni fa ognuno si trovò solo di fronte alla propria scelta. Ogni partigiano ebbe un suo personale ‘ardir’: da tutte queste storie individuali sorse una storia collettiva. Fu la dimensione morale, che Piero Calamandrei indicava come una sorta di impulso diffuso, generato ‘da una voce sotterranea’, a indicare agli italiani la via della ribellione e del riscatto. Le ombre della Resistenza, che pure ci furono, non scalfiscono la luce della dimensione morale. Il valore del coraggio morale dei partigiani è più che mai attuale in una fase in cui è del tutto assente dalle qualità degli uomini pubblici, sostituito dall’accondiscendenza supina e dalla cedevolezza d’animo. Di coraggio morale abbiamo bisogno per tornare alla politica-virtù contro la politica-cinica tecnica del potere”.

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