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Saturnia | Guerri e i Comitati Spezzini proseguono la campagna di informazione e mobilitazione contro la discarica

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LA SPEZIA – Si è svolta ieri sera presso il Centro Anziani di San Bartolomeo, un'assemblea pubblica organizzata dalla lista civica "Per la Nostra Città" e dall'Associazione Comitati Spezzini per aggiornare la cittadinanza in merito agli sviluppi della pratica per la riapertura della discarica di Saturnia e per fare il punto sulle iniziative di mobilitazione. Alla vigilia della terza riunione dell'inchiesta pubblica in cui è stato incardinato l'iter autorizzativo, il consigliere comunale Giulio Guerri e Corrado Cucciniello hanno illustrato gli aspetti negativi del progetto, denunciando la volontà dell'amministrazione di riattivare sul territorio comunale, sotto l'ingannevole dicitura di messa in sicurezza, una vera e propria discarica, riportando indietro di vent'anni le lancette dell'orologio di una comunità che ha già pagato un prezzo altissimo da questo punto di vista. Nella sua relazione tecnica, Cucciniello ha sottolineato che nel passaggio della prima alla seconda riunione è stata accolta la sua richiesta di cassare 18 delle 20 tabelle di rifiuti inizialmente previsti nel progetto, ma quello che si prospetta è comunque l’ apertura di una discarica per rifiuti speciali. "Nel dettaglio, sono numerose le critiche che muoviamo al progetto – osserva Cucciniello- Intanto il fatto che sia stato presentato non già dal proprietario del sito ma da Acam spa che con la Proprietà ha siglato un accordo di programma e i costi del progetto saranno poi coperti con la tariffa dei rifiuti. Dopo il 2013 Saturnia e tutto il SIN di Pitelli passa di competenza regionale grazie all’ “intenso ufficio”  della giunta Burlando che ha pianificato la riapertura della discarica. Iniziano subito i lavori di carotaggio (che dovevano essere effettuati già molti anni prima) solo ed esclusivamente per favorire economicamente la proprietà e del proponente. La MISP non avrebbe dovuto contenere un progetto per la riapertura di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi da 700 mila mc (dato evinto dalla gara di appalto presente nel sito di Acam) ed avrebbe dovuto essere presentata in Conferenza SIR Per far fronte ai debiti, Acam ha presentato un piano di riassetto , che prevede recupero   di reddittività dalla riapertura di Saturnia.  L’impianto dovrebbe ospitare FOS (Frazione Organica Stabilizzata) e terra vergine proveniente da scavi.   Questo dovrebbe portare nelle casse Acam 4.300.000 euro lordi l’anno (1.921.450 euro netti circa). Il sito sempre secondo il Piano Industriale si Acam è in grado di accogliere 700.000 metri cubi di materiale in 7 anni (2015-2021). 

Prima questione: di FOS vengono prodotte circa 25.000 tonnellate l’anno. Tale quantità dovrebbe ridursi a zero con il raggiungimento del limite del 65% di differenziata. E’ ipotizzabile che ciò possa verificarsi alla fine del 2017 giacchè  Acam ha annunciato di voler estendere il Porta a Porta” in tutto il territorio provinciale. Tale limite previsto dall’ art. 205 del D.lgs. 152/2006 è comunque valido anche in altri ambiti del Paese ivi compreso il Tigullio che è stato unito al nostro territorio a formare un Ambito Omogeneo. Dal Tigullio  proverranno ma per un periodo di tempo limitato, quantità di indifferenziato tra le 20 e le 37 mila tonnellate. Una volta trattate genereranno tra le 5000 e le 9250 tonnellate di FOS.  La quantità complessiva di FOS  dunque si aggirerà intorno alle 34950 tonnellate ma come detto andrà ad esaurirsi con il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata.  Secondo il Piano Operativo inserito nel progetto della nuova discarica, la quantità annua di FOS ed RnP che verrebbe conferita a Saturnia è indicata in 57375 tonnellate /anno per 7 anni.  Il delta tra 57375 e 34950 tonnellate sarebbe colmato con l’ apporto di alcune tipologie di rifiuti con codice 19 e 20:
– Compost Fuori Specifica –Parte di residui urbani non compostat – Rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti( ad es. selezione, triturazione, compattazione riduzione in pellet) non specificati altrimenti 
– Altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento dei rifiuti 
– Trattamento delle acque reflue fuori sito
Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni – Rifiuti prodotti dai giardini e parchi ( inclusi i rifiuti provenienti dai cimiteri) 
– Residui della pulizia stradale -Altri rifiuti urbani
Si osserva che parte di questi come il Compost fuori specifica,  non dovrebbero essere prodotti da un Gestore che sappia governare correttamente il ciclo dei rifiuti o risultano il prodotto del trattamento dei rifiuti e come tali richiederebbero diversa destinazione dalla discarica:  ulteriore prova che l’ energivoro e costosissimo impianto di Saliceti non serve a nulla ed andrebbe riconvertito come impianto di compostaggio. Seconda questione: 
Per quanto riguarda le Terre e Rocce da scavo che dovrebbero essere conferite a Saturnia miscelate alla FOS in ragione del 50%  (  stimate in 56875 /anno)  si fa presente che non possono essere reperite interamente sul territorio in quanto la quantità che esiterebbe dai cantieri dell’ Aurelia Bis ( Terzo Lotto )  e del nuovo Ospedale del Felettino ( circa 600 mila mc) sarebbero già largamente insufficienti  per la formazione delle nuove banchine portuali previste dal Piano Regolatore, per i riempimenti a mare del nuovo Molo Mariperman e della Cava di Pian Balè a Ricco del Golfo. Non di meno,  altri siti ricadenti nel SIR Pitelli  ( ma anche l’ex cava di Ponzano Magra)  attendono l’ apporto di ulteriore materiale terrigeno per le relative MISP. 

5. Il Piano Provinciale dei Rifiuti per la Provincia della Spezia nella scheda riguardante Saturnia recita:   
“Le tipologie di materiali utilizzabili e le modalità di gestione saranno definite nel progetto di recupero che verrà approvato in sede ministeriale  (al tempo Saturnia era un SIN .. oggi il compito spetterà al SIR  n.d.r.).  Il progetto dovrà avere dimensioni molto più modeste rispetto ai 900 mila mc della discarica iniziale.”  
Guerri e Cucciniello hanno anche illustrato una proposta alternativa che consentirebbe una messa in sicurezza del sito, ai sensi della normativa ambientale, senza conferire rifiuti: impermeabilizzazione e copertura del buco per 140 mila mc. o inferiore che non dovrà contenere rifiuti speciali non pericolosi e/o aggregati riciclati, ma terre vergini e rocce.
Tale scenario rappresenta la proposta alternativa ai sensi dell’ art. 21 del D.gls. 152/2006 che Comitati Spezzini e WWF Liguria hanno presentato nell’ Inchiesta Pubblica contestuale al procedimento di VIA attualmente in corso. La conclusione di Guerri e Cucciniello, che ha trovato l'avallo dei cittadini, è che è necessario attivare una mobilitazione per contrastare il progetto, partendo dal contesto ambientale e sanutario. Contesto ambientale in cui – secondo lo studio S.e.n.t.i.e.r.i. – risultano in eccesso negli uomini, i tumori allo stomaco ed al polmone come anche le malattie dell’ apparato respiratorio. Si invita quindi a considerare gli effetti cumulativi che un nuovo carico ambientale potrebbe produrre tenuto conto che la messa in sicurezza proposta nasconde un progetto per la realizzazione di una discarica di servizio, almeno in una prima fase ed una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in una seconda.  Con riferimento all’ eccesso di malattie all’ apparato respiratorio si richiama l’ attenzione sull’ apporto inquinante rappresentato dai mezzi pesanti (circa 60 mila)  che nell’ arco di 7 anni trasporteranno in discarica 700 mila mc di Rifiuti Speciali non pericolosi, in un'area su cui incombono altre notevoli fonti di inquinamento atmosferico, a partire dalla centrale Enel al porto. 
Il tema sarà oggetto in settimana di una nuova assemblea in programma venerdì sera a Pitelli, presso la sede della Pubblica Assistenza, su iniziativa dei Comitati Spezzini, del gruppo "Per la Nostra Città" e della locale Pro Loco.

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