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Il commento – C’è un tempo per sopportare e un tempo per dire “basta”

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Sciaudone e Di Paolo – Foto Patrizio Moretti

Nessuno chiede favori, ma pretendiamo parità di trattamento ed uniformità di giudizio. Non pesci in faccia davanti ad oltre 8 mila persone. E’ tremendamente difficile, in questo contesto, parlare di calcio, tecnica e tattica, anche se proviamo a farlo.

LA SPEZIA – Esistono nomi e cognomi ben precisi di arbitri che paiono francamente diventati impresentabili.
Arbitri condizionanti, non designabili per partite d’alta classifica, delicate, come quella di ieri sera contro il Pescara.
L’ennesima presa per i fondelli si è consumata in piena regola tra le nostre mura di casa, come la storia recente insegna a più riprese quando la posta in palio si fa sempre più importante.
I 4, incredibili minuti di recupero stabiliti al novantesimo, la gestione scriteriataed imparziale dei cartellini gialli durante tutti i 90 minuti, gli episodi più chedubbi da rigore, sarebbero da ufficio inchieste… se non fosse che l’ufficio inchieste non si occupa di queste “frivolezze”.

Esiste un tempo per sopportare, ed un tempo per dire “basta“.
Ne abbiamo piene le scatole di certi personaggi. A casa nostra, in certe partite, non vogliamo più vedere certi atteggiamenti e certi scempi.
Nessuno chiede favori, ma pretendiamo parità di trattamento ed uniformità di giudizio. Non pesci in faccia davanti ad oltre 8 mila persone.
Ne abbiamo viste troppe di corbellerie somiglianti a quella di ieri sera.
Vogliamo designazioni normali, arbitri normali, che si limitano a controllare il match applicando il regolamento e senza la smania di scavarlo, quel regolamento.
O di interpretarlo a modo proprio, col gusto irresistibile di aizzare non solo la folla più calda, ma anche gli sportivi più pacati.
Perché, ripeto, dei fischietti “personaggi“, protagonisti e impresentabili, esistono nomi e cognomi ben precisi, e ci piacerebbe che fosse Farina stesso, con decisione, a fermare alcuni di questi fischietti impazziti, fuori controllo epericolosi in determinati contesti.
Diverse altre volte Di Paolo ci è stato indigesto, non può sempre essere un caso. Nel calcio c’è molta più logica e razionalità di ciò che può sembrare, in qualunque settore.
Difficilmente la sensazione sbaglia, soprattutto quando questa è suffragata da più indizi.

E’ tremendamente difficile, in questo contesto, parlare di calcio, tecnica e tattica.
Al “Picco”, c’è da riconoscerlo, è andato in scena il primo tempo della migliorsquadra vista quest’anno nel nostro stadio.
Un Pescara nei primi 45 minuti tatticamente perfetto, che non ha concesso uno spillo allo Spezia negli ultimi venti metri e ripartiva con grande velocità, sempre attenta a non sbilanciarsi troppo.
Quel Lapadula la davanti, poi, ha fatto la differenza.
L’Higuain della serie B ha fatto pesare tutto il suo strapotere fisico e tecnico, ed è stato solo un caso che abbia infilato una sola volta la nostra porta, sebbene l’abbia fatto all’ultimo tuffo del primo tempo.
Un giocatore senza il quale il Pescara non sarebbe dove si trova, e non avrebbe vinto ieri sera. Ma questo è il calcio.
Tutta la nostra qualità, ben mixata un po’ in tutti i ruoli d’attacco, non è valsa quanto la forza di questo giocatore.
Lo Spezia avrebbe meritato il pareggio, ma senza cinismo e senza un briciolo di fortuna nei momenti opportuni, si fa dura per chiunque restare la nei piani altissimi. Perché questo è il momento di capitalizzare al massimo ogni palla vagante, ogni calcio piazzato, ogni rimpallo.
E’ anche in questo ambito che bisogna trovare maggiore cattiveria ed incisività negli ultimi metri.

E’ arrivato, probabilmente, il momento per qualcuno di rifiatare, dopo il lungoscatto profuso con egregi risultati da gennaio ad oggi.
In termini di classifica, pesano come macigni le due sconfitte contro Trapani e Pescara, e non potrebbe essere altrimenti.
Per tornare a mirare posizioni più alte, bisogna iniziare a vincere, un nuovofilotto che assuma il più possibile le sembianze del “vecchio” filotto che ha portato i Di Carlo boys ad un passo dal terzo posto solitario.
Solo allora, potremo sfruttare adeguatamente i numerosi scontri diretti che vedranno coinvolte le nostre rivali nelle prossime settimane.
Ora riprendiamo fiato, ricarichiamo le pile, e ripartiamo dalla certezza che in fondo, anche ieri sera, non siamo stati inferiori ad una delle nostre concorrenti dirette.
A parte quel centravanti che, in questa categoria, può fare tutta la differenza del mondo nell’ambito del filo sottile che muove le partite più equilibrate.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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