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Appalti: molti aspetti positivi nella riforma, ma rimangono alcune preoccupazioni

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LA SPEZIA – La riforma del Codice degli Appalti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale presenta molti aspetti positivi ma non dissolve alcune preoccupazioni già espresse in passato.

“L’azione puntuale di CNA Costruzioni in favore delle imprese del settore ha permesso significativi successi. Proposte tese a salvaguardare trasparenza e semplificazione ma anche e soprattutto la possibilità per le tante imprese  artigiane e piccole e medie che noi rappresentiamo, e che sono la colonna vertebrale  del nostro Paese, di poter davvero prendere parte a questo mercato.” Spiega Remo Cibei Presidente CNA Costruzioni La Spezia.

“In particolare, la suddivisione in lotti delle gare d’appalto, l’aumento del numero di operatori economici invitati alle procedure negoziate, il tetto massimo fissato al 30 per cento delle opere che si possono subappaltare e l’obbligo per la stazione appaltante del pagamento diretto dei subappaltatori nel caso siano micro o piccole imprese, elemento fondamentale per le PMI del settore, che spesso si sono trovate strozzate di fronte a lavori eseguiti e non pagati.

Tuttavia sono state perse alcune occasioni, quali ad esempio il mancato innalzamento a 258mila euro della soglia di iscrizione obbligatoria alle Soa, perché questa alza gli oneri a carico delle imprese quando facendo riferimento al DPR 207 per i lavori sotto soglia sono già previsti i requisiti tecnico organizzativi che garantiscono la corretta selezione degli operatori, e all’eliminazione dell’obbligo di comprendere anche la verifica dell’incidenza della mano d’opera nel documento unico di regolarità contributiva.

Infine, continua a preoccuparci molto che larga parte della riforma sia demandata a successivi interventi, decreti e linee guida, senza, al momento, coinvolgere le associazioni delle piccole imprese.”

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