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Successo dell’artista spezzino Davide Costantini a Mosca. E’ il fondatore della ‘One Up Art’

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LA SPEZIA – Davide Costantini, spezzino, è il giovane artista internazionale che con la sua corrente d’arte contemporanea digitale “One Up Art” si è fatto conoscere ed apprezzare all’estero esponendo a Mosca in una mostra dedicata a Dostoevskij e all’Italia nella Casa Museo di Stato dove è nato il celebre scrittore, autore dei “Fratelli Karamazov” e di “Delitto e Castigo”, con ventidue realizzazioni in digitale rimaste in esposizione dal 14 Gennaio al 28 Febbraio scorsi

Costantini, che cosa ha raccontato con le sue opere?
«Ho cercato di rappresentare i viaggi di Dostoevskij in Italia con particolare riferimento alla sua lunga permanenza a Firenze dove soggiorno’ tra la fine del 1868 e i primi mesi del 1869. Durante questo periodo lo scrittore porto’ a termine uno tra i suoi più importanti romanzi “L’Idiota”.»

Lei ha inventato la “One Up Art”. Ci può spiegare di cosa si tratta?
«One Up Art» è un modo di esprimersi nell’arte figurativa attraverso immagini che uniscano o metodologie artistiche differenti, quelle più tradizionali a quelle hi-tech, oppure può essere espressa sotto forma esclusivamente digitale. Nel mio modo di fare arte punto sempre ad immagini che da una parte siano piacevoli nella loro sintesi ma che, allo stesso tempo, uniscano passato, presente e futuro».

Perché questa unione temporale?
«Penso che l’arte – osserva Davide Costantini – non debba mai dimenticarsi delle proprie origini e anche le forme più contemporanee possono diventare un modo per richiamare l’attenzione sulla storia dell’arte, su ciò che offre il presente e come ci si proietterà nel futuro. Amo tenere presente le straordinarie e universali radici artistiche del mio Paese ma esprimermi dando, allo stesso tempo, dinamicità e proiezioni future alle mie opere».

Due delle sue realizzazioni sono rimaste in esposizione permanente al Dostoevskij Museo e lei è l’unico artista ad avere avuto questo riconoscimento. Che sensazioni ha provato?
«Tanta emozione, felicita’, entusiasmo. Mi sono reso conto che il mio modo di fare arte e’ stato apprezzato, non credevo a ciò che mi stava capitando…È stata una bella sorpresa quando il direttore del Museo mi ha chiesto se potevo lasciare due delle mie opere in mostra permanente nel luogo dove è nato Dostoevskij. Credo che siano stati colpiti dall’originalità e dalla novità dell’espressione artistica e dal significato intrinseco espresso dalle opere».

Si rende conto che questo riconoscimento può rappresentare una svolta per tutta l’arte digitale italiana e che lei ne è il protagonista?
«Non so se è a una svolta o meno, certo – spiega il giovane artista spezzino – può rappresentare un punto di partenza, un riferimento. Il digitale come forma di espressione ha sempre trovato un campo più favorevole nella grafica pubblicitaria e stava ad una linea di confine con l’arte. Forse ho contribuito a fargli superare quel limite.

Quali saranno le sue prossime esposizioni?
«A giugno nel Museo di Stato “Palazzo d’Estate di Ekaterina II” sempre a Mosca, in un festival culturale dedicato all’arte Italiana poi a San Pietroburgo».

Lei è di Spezia e i suoi successi artistici internazionali fanno conoscere anche la nostra città all’estero?
«Ne sono davvero felice…la nostra è una bellissima città, quando sono fuori per le mie mostre La Spezia mi manca molto. Il clima, il mare, le montagne qui alla Spezia c’è davvero tutto. Anche tanta gente che ama l’arte e la cultura e tanti eventi artistici straordinari».

A quali si riferisce?
«Penso allo Spiros Argiris a Sarzana nel campo della lirica, al Lerici Pea nel campo letterario, c’era stata una bellissima edizione del Premio Wagner a Spezia, allo stesso premio Tatiana Pavlova per il cinema, teatro e lirica ma anche il Festival della Mente…ci sono tanti eventi culturali importanti nella nostra provincia che rappresentano un riferimento culturale da seguire».

Gian Paolo Battini

Nelle foto: le due opere in mostra permanente al Dostoevskij Museo, un primo piano di Davide Costantini e le sue opere all’interno della rassegna

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