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25 Aprile: Presidente Toti ricorda Pertini

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“Dalla Liguria parta movimento per riconciliare politica con società civile, per far uscire paese da periodo buio di crisi e mancanza lavoro”. Governatore conclude ricordando i Marò: “Spero prossimo 25 aprile siano con noi per celebrare insieme la Liberazione”.

GENOVA – “Io spero che, come l’insurrezione di Genova anticipò quel grande momento di catarsi nazionale che fu il 25 aprile, in questo anniversario possa partire dalla Liguria un simile movimento che, pur nelle diversità che ciascuno di noi rappresenta e ha il diritto di manifestare, veda la politica riconciliarsi con la società civile e veda, oggi come allora, un grande sforzo di tutti, come fu la Resistenza, al di là dei credo e delle ideologie, per far uscire il nostro paese da un periodo buio, di crisi e di mancanza di lavoro, a cui tutti dobbiamo collaborare. Un movimento che rinsaldi la politica nelle sue differenze intorno ai valori che in questi 70 anni gli italiani hanno saputo costruire insieme”. Lo ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, durante il suo intervento a Genova nel corso delle celebrazioni per la Festa della Liberazione.

“Siamo qui – ha aggiunto il governatore ligure – per celebrare il 25 aprile con i suoi valori di libertà pluralismo in cui tutti noi ci riconosciamo profondamente. Questo 25 aprile cade nel 120° anniversario della nascita di un grande ligure, di un grande partigiano, di un grande Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che venerdì scorso l’Assemblea legislativa regionale in seduta solenne ha ricordato e celebrato nel suo paese natale, Stella, e che ricorderemo e celebreremo ancora insieme al Presidente Matterella, inaugurando la sua casa-museo al termine dell’intervento di restauro il prossimo 25 settembre”. “In un giorno in cui celebriamo insieme tanti ragazzi senza divisa e con la divisa che hanno rischiato e perso la vita servendo un’ideale e costruendo il nostro Paese, la nostra Repubblica, in cui tutti crediamo – ha poi affermato Toti – vorrei ricordare altri due giovani con la divisa, due fucilieri di Marina che anche oggi non possono essere qui con noi: credo meritino il rispetto di tutti i cittadini e le Istituzioni, come chiunque, indossando una divisa e rischiando la vita, serve il nostro paese. Mi auguro – ha concluso – che siano con noi il prossimo 25 aprile per poterlo celebrare insieme”.

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