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Pagano e Ranieri: rendere giustizia a “Facio” e recuperare lo spirito costituente

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LA SPEZIA – Il libro “Eppur bisogna ardir. La Spezia partigiana 1943-1945” di Giorgio Pagano ha suscitato interesse e attenzione anche a Pontremoli e ad Arcola. Dopo le introduzioni dei rappresentanti dell’Anpi Paolo Bissoli e Anna Maria Carignani, presenti le due Sindache Lucia Baracchini e Emiliana Orlandi, è intervenuto il giornalista e scrittore Andrea Ranieri, che ha definito quello di Pagano “un libro prezioso”, che “racconta la storia dal punto di vista degli ultimi”. Ranieri si è soffermato su due protagonisti del libro, Rudolf Jacobs, il tedesco che divenne partigiano, definendolo “eroe di una possibile Europa dei popoli”, e Dante Castellucci “Facio”, partigiano ucciso dai suoi compagni: “mi ha fatto capire -ha detto- che l’orrore può nascere anche dalla parte dei giusti”. Ranieri si è poi soffermato sul capitolo conclusivo, “La Resistenza e la sua eredità”, condividendone l’analisi: “Se vogliamo parlare ai giovani dobbiamo tornare ai valori della Resistenza e della Costituzione, all’ardir e al coraggio morale contro la concezione della politica come mera tecnica del potere”. Infine una riflessione sulla riforma costituzionale: “Bisogna recuperare la possibilità di una discussione davvero costituente, non subordinata a esigenze di potere… oggi manca lo spirito costituente del 1946-1947, quando pure le differenze politiche erano fortissime… la Costituzione non può essere identificata con un atto di governo”. Ranieri ha così concluso: “Smettiamola con il mito della velocità e della decisione, un mondo più veloce non è di per sé un mondo migliore”.

L’autore si è innanzitutto soffermato sull’unità tra Resistenza spezzina e pontremolese (“il sottotitolo del libro, anziché ‘La Spezia partigiana’, avrebbe forse dovuto essere ‘La Lunigiana partigiana’”) e sul rilevante contributo arcolano alla Resistenza. Pagano ha poi spiegato che  la legge dà, finalmente, la possibilità di rendere giustizia a “Facio”: si possono infatti proporre nuove onorificenze. Il Comune natio di “Facio”, Sant’Agata di Esaro, ha presentato la richiesta della revoca della falsa medaglia (secondo la quale “Facio” fu ucciso dai fascisti) e del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare a “Facio” e agli altri otto combattenti della leggendaria battaglia del Lago Santo. La richiesta, ha detto Pagano, è stata controfirmata dai copresidenti del Comitato Unitario della Resistenza di Spezia e dal presidente dell’Anpi provinciale di Massa-Carrara. “Nei giorni scorsi -ha proseguito- ho incontrato Laura Seghettini, la compagna di “Facio”, e Pietro Gnecchi, l’unico eroe del Lago Santo ancora in vita. E’ la loro richiesta estrema. Fu questa anche l’ultima preghiera che mi fece Nello Quartieri, il comandante ‘Italiano’: ‘Dobbiamo liberare -mi disse- la coscienza della Resistenza dalle sue macchie, per renderla più pura e quindi più fonte di insegnamento morale’. Poco prima di morire ‘Facio’ disse a Laura: ‘Un giorno qualcuno farà luce sulla mia storia’. L’abbiamo fatta, in buona parte, questa luce, ma ora bisogna andare fino in fondo”. Piena intesa con Ranieri, infine, sulla Costituzione e sulla necessità dello “spirito costituente”: “La Costituzione non può essere connessa a un governo… nacque come patto sociale e garanzia di convivenza, non come strumento del potere di una parte. I governi, perché sono espressione non di tutta la politica ma solo di una parte, devono stare sotto la Costituzione, non sopra. Solo il popolo e la sua rappresentanza possono essere costituenti”.

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