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La Spezia e la Solidarietà | 20 anni di aiuti umanitari per la Mongolia

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Martedì 03 maggio ore 18:00 in Confindustria La Spezia, incontro con David Bellatalla.

LA SPEZIA – Confindustria La Spezia in collaborazione con Fondazione Cassa di  Risparmio della Spezia, organizza per martedì 3 maggio alle ore 18:00 in Sala “Piero Pozzoli” di via Minzoni, 2, un incontro-conferenza con David Bellatalla, antropologo spezzino, che presenterà il suo ultimo libro “Eugenio Ghersi Sull’Altipiano dell’Io Sottile: diario inedito della spedizione scientifica italiana nel Tibet occidentale del 1933”.

David Bellatalla, da anni impegnato in progetti umanitari nelle zone più povere della Mongolia, è anche promotore e testimone di diversi interventi benefici che La Spezia ha portato nei luoghi più remoti della Terra di Gengis Khan dal 1996 ad oggi.

«Sull’Altipiano dell’Io Sottile è un libro importante sotto diversi aspetti – dichiara Bellatalla – Si tratta di un diario inedito scritto da Ghersi, di una spedizione scientifica del secolo scorso con un corredo fotografico eccezionale che rappresenta l’unica risorsa per studiosi e non solo, di vedere un patrimonio culturale e artistico andato perduto. Inoltre, a questo libro è legato un nuovo progetto umanitario in Mongolia che i proventi della vendita serviranno a finanziare».
Nel corso dell’incontro verranno proiettati filmati e immagini relative alle opere realizzate nella lontana terra asiatica, grazie anche al supporto di Enti, Istituzioni e persone della nostra Città.

Nella prefazione al libro, scrive Oscar Nalesini, Responsabile dell’Archivio del Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma: «Il diario di Eugenio Ghersi costituisce le fondamenta e l’ossatura diCronaca della spedizione italiana nel Tibet occidentale, pubblicata dalla reale Accademia d’Italia nel 1934 a firma dello stesso Ghersi e del suo capo missione, il noto orientalista Giuseppe Tucci. Scritto per divulgare i risultati di una spedizione condotta per mesi attraverso terreni impervi come pochi altri, con l’obiettivo di scoprire e documentare le vestigia di una civiltà, quella tibetana, allora pressoché ignota agli studiosi occidentali, questo libro è anche oggi un testo essenziale per chiunque voglia comprendere l’opera di Tucci».

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