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Consiglio regionale di venerdì 29 aprile

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GENOVA – Avviare una Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario sulla Centrale ENEL della Spezia e sulla Centrale ENEL di Genova.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità due mozioni, la prima presentata da Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle), e sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, che riguarda la centrale Enel della Spezia, la seconda, presentata da Alice  Salvatore,  (Movimento 5 Stelle) e sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, che riguarda la centrale Enel di Genova.
Accolto un emendamento presentato dall’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, su delega dell’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone.
I due documenti impegnano la Regione a presentare entro tre mesi una nuova disciplina di Valutazione di Impatto ambientale (Via) comprensiva delle disposizioni occorrenti per introdurre in modo efficace e efficiente la Valutazione Integrata di Impatto ambientale e sanitario (VIIAS) nell’ambito delle procedure di compatibilità ambientale disciplinate dalla Regione. Le mozioni, inoltre, impegnano la giunta a effettuare la procedura di VIIAS ad avvenuta approvazione degli strumenti normativi regionali, coinvolgendo le amministrazioni locali e Arpal anche in relazione alle centrali Enel della Spezia e di Genova, ove ne sussistano i presupposti di fatto e di diritto. I due documenti, infine, dispongono che le asl competenti (Asl 5 e Asl 3) raccolgano a partire dal 2016 e pubblichino dall’anno successivo tutti i dati relativi alla epidemiologia del territorio in cui opera l’impianto. Nelle mozioni si sottolinea che il collegato ambientale alla Legge di stabilità 2016 prevede per le centrali di combustione con potenza termica superiore a 300 MW una valutazione di impatto sanitario (VIS). Inoltre – si legge nella mozione – «per la centrale Enel della Spezia in sede di rilascio della Autorizzazione integrata ambientale non è stato predisposto neppure il  Parere Sanitario del Sindaco come previsto dal comma 6 articolo 29quater del DLgs 152/2006».
Raffaella Paita (Pd) ha puntualizzato che si va verso la chiusura della centrale Enel della Spezia e che il governo sta lavorando in questo senso e ha  chiarito  che ci sono state diverse indagini epidemiologiche. Il consigliere si è  dichiarata favorevole al documento, ritenendo positiva ogni occasione per rafforzare i controlli.
Favorevole anche Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) che ha ribadito la necessità di salvaguardate i livelli occupazionali, evitando la contrapposizione salute lavoro.
Parere favorevole anche da parte della giunta, espresso dall’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, che ha parlato per conto dell’assessore all’ambiente, Giacomo Giampedrone, assente per motivi istituzionali, il quale ha, tra l’altro detto, che in  Liguria si sta costituendo il Tavolo di Coordinamento Ambiente Salute, previsto dal Piano Regionale della Prevenzione 2014-, in cui è stato inserito il dirigente del Settore VIA, che entro il corrente anno deve produrre una bozza di Indirizzo regionale per valutazione integrata di impatto sulla salute (VIS).  Rixi ha aggiunto che è in itinere un disegno di legge in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che potrebbe essere l’occasione per delineare e rafforzare la VIIAS nell’ambito delle procedure di valutazione ambientale normate a livello regionale e, in particolare, nella VIA e nella VAS.

No allo Status di economia di mercato (MES) alla Cina
Con 23 voti favorevoli e 4 astenuti (Pd) è stato approvata la mozione  presentata da Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritta dai colleghi di gruppo Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli, Franco Senarega e Giovanni De Paoli che impegna la Regione a vigilare sull’iter aperto presso la Commissione dell’UE per il riconoscimento del MES alla Cina (lo status che gli consentirebbe l’accesso nel libero mercato eliminando i dazi doganali), a analizzare le ricadute di questo eventuale riconoscimento; a sensibilizzare i Parlamentari europei affinché il MES  non sia riconosciuto alla Cina. La mozione, inoltre, chiede di promuovere una campagna di informazione sugli impatti dell’eventuale riconoscimento del MES alla Cina, presso le categorie produttive e le rappresentanze sindacali, ma anche nei riguardi delle associazioni dei consumatori e di sostenere l’azione di contrasto, già avviata dal Governo italiano e da quello francese. Nel documento si rileva che per l’Italia, secondo l’analisi dell’Economic Policy Institute, questo riconoscimento determinerebbe la perdita di 400 mila posti di lavoro, un calo dell’export delle vendite con un danno da 1,5 miliardi di euro e ulteriori 20 mila posti di lavoro verrebbero persi. Nella mozione viene sottolineato che l’Italia è lo Stato in maggiore concorrenza con la Cina: su 52 categorie di prodotti cinesi attualmente colpiti dai dazi europei, 30 sono prevalentemente italiane. I settori maggiormente danneggiati sarebbero siderurgia, meccanica, chimica, calzature, biciclette, pannelli solari, carta, vetro e ceramica.
Fabio Tosi (movimento 5 Stelle) si è detto favorevole al documento, ma ha sottolineato la necessità di affrontare anche la questione relativa al Transatlantic Trade and Investment Partnership”, o “T-TIP”, oggetto di una mozione del Movimento 5 Stelle. Ha quindi auspicato il rinvio in commissione della mozione presentata da Puggioni per trattare congiuntamente i due documenti.
Anche Pastorino (Rete a Sinistra)  – pur favorevole al testo – ha auspicato il rinvio in commissione
Luca Garibaldi (Pd) ha puntualizzato che in materia la competenza è dell’Europa, ma che il governo italiano di fatto ha bloccato «l’automatismo» che avrebbe reso possibile il riconoscimento alla Cina .
Puggioni si è espresso contro il ritorno in commissione. La proposta di rinvio è stata quindi bocciata a maggioranza.
 L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi  ha espresso il suo parere favorevole alla mozione, ritenendo fortemente penalizzante per le imprese italiane, e in particolare per  quelle liguri di medie, piccole e piccolissime dimensioni, l’ingresso della Cina, che esporta prodotti sottocosto.

Sequestro del peschereccio italiano “Mina”.
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno presentato da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritto dai colleghi di gruppo Stefania Pucciarelli , Alessandro Puggioni, Franco Senarega e Giovanni De Paoli che impegna la giunta a sollecitare il Governo chiarimenti sulla vicenda del  13 gennaio 2016 quando un peschereccio, di stanza nel porto di Sanremo, è stato fermato dalle autorità francesi nella zona a ridosso del confine tra Ventimiglia e Nizza, probabilmente per aver sconfinato durante l’attività di pesca del gambero in profondità e dissequestrato due giorni dopo dietro il pagamento di una cauzione di circa 8 mila euro. Nel documento si chiedono chiarimenti anche sul Trattato bilaterale tra Italia e Francia del 21 marzo 2015, che non è stato ancora ratificato e quindi non è ancora entrato in vigore, con cui  viene revocato ai pescherecci italiani il diritto di calare le reti nella cosiddetta “Fossa del cimitero” , il cui fondale è popolato da gamberoni rossi. «L’accordo bilaterale penalizza fortemente gli operatori italiani del settore – spiega il consigliere  – perché i francesi non pescano in quel tratto di mare, considerato, invece, essenziale e prezioso per i nostri connazionali  che avranno a disposizione un tratto costiero insufficiente per soddisfare la richiesta di mercato». La mozione, infine, verrà trasmessa a tutti i Parlamentari per sollecitare il governo italiano a intervenire rapidamente..
L’assessore all’agricoltura, Stefano Mai, ha ricordato che per quanto riguarda la vicenda dell’accordo bilaterale, relativa alla “Fossa del cimitero”, fino alla ratifica del trattato le acque resteranno liguri. Ha quindi detto che per chiarire nel dettaglio quanto concerne il trattato e la zona “economica esclusiva” relativa alla Francia ha chiesto un incontro congiunto con  il ministero degli  Affari esteri e con quello all’Agricoltura, settore pesca. Mai ha spiegato di avere ottenuto un incontro con il sottosegretario agli esteri e, successivamente, ha chiesto che gli venissero date in forma scritta conferme precise sulla possibilità di pesca nelle zone interessate, ma finora non ha ottenuto alcuna risposta soddisfacente.
Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salivni) ha ribadito la gravità della vicenda ed ha accusato il governo «che lavora per le potenze straniere».
           Giovanni Barbagallo (Pd) ha detto che, a livello di Unione europea, non dovrebbero esserci divisioni tra le acque di ciascuna nazione.
Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini)  si è espresso a sostegno della mozione.

Finanziare il  fondo di garanzia per le associazioni sportive dilettantistiche
Respinto con 16 voti contrari (centrodestra) e 13 a favore (Pd, Mov5Stelle e Rete a sinistra) l’ordine del giorno presentato da Sergio Rossetti (Pd) e sottoscritto anche dagli altri componenti del gruppo Raffaella Paita, Giovanni Lunardon, Giovanni Barbagallo, Luigi De Vincenzi, Valter Giuseppe Ferrando, Luca Garibaldi e  Juri Michelucci con il quale si affronta la questione relativa alle associazioni sportive dilettantistiche che – si sottolinea – spesso hanno difficoltà di accesso al credito sia per la loro forma statutaria che per l’impossibilità di dare garanzie patrimoniali. Nell’ordine del giorno si ricorda che la legge regionale numero 7 del 9 marzo 2015 ha istituito un fondo di garanzia presso Filse, a favore delle piccole associazioni dilettantistiche e che il fondo doveva essere alimentato da risorse frutto di revoche di contributi regionali a favore delle amministrazioni che, per diverse ragioni, non hanno portato a termine lavori di realizzazione e messa a norma dell’impiantistica sportiva. Si impegna quindi la giunta a finanziare in tempi relativamente brevi il fondo di garanzia con una cifra non inferiore ai definanziamenti in materia di impiantistica sportiva, ossia 1,5 milioni di euro..
Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) e Angelo Vaccarezza (FI), rispettivamente presidente della Commissione attività produttive e presidente della Commissione Bilancio hanno assicurato un’audizione  con l’assessore allo Sport Ilaria Cavo e i rappresentanti delle associazioni interessate.
Andrea Melis(Mov5Stelle) ha condiviso l’impianto del documento e ha annunciato il voto favorevole.
Andrea Costa (Gruppo misto Ncd Area Popolare) ha ricordato che Rossetti, in qualità di assessore al Bilancio nella precedente legislatura, aveva dotato il Fondo solamente di diecimila euro: «Non credo che Rossetti pensasse di risolvere con soli diecimila euro  – ha concluso – La problematica va affrontata, e credo che la Regione creerà delle condizioni per dare delle risposte,  ma seriamente e senza demagogie».
L’assessore allo Sport Ilaria Cavo ha annunciato che si sono già svolti incontro con le associazioni e i suoi uffici e, in un dettagliata relazione, ha spiegato che il meccanismo attivato dal fondo di garanzia, (usare i de finanziamenti)  è risultato poi inapplicabile da un punto di vista tecnico contabile. L’ordine del giorno – ha concluso – non è accoglibile dalla Giunta per l’impegno che chiede. Cavo si è comunque dichiarata disponibile a fornire chiarimenti anche nella competente commissione.
Raffaella Paita ha ricordato puntualmente tutti i finanziamenti a favore del settore sportivo e, in particolare dell’impiantistica, della precedente giunta Lilli Lilli Lauro (Lista Giovanni Toti Liguria) si è dichiarata sicura che la giunta interverrà con risorse per il settore e ha accusato Rossetti di cercare solo consensi attraverso lo sport

No alla chiusura dell’ufficio IAT della Spezia.
E’ stato rinviato in commissione l’ordine del giorno che ha come primo firmatario Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria- Salvini) ed è sottoscritto anche da Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare) relativo alla chiusura dell’Uffici di Informazione Turistica del Comune della Spezia, a seguito del declassamento  delle Province, che determina la perdita del lavoro per cinque dipendenti qualificati. Nel documento si sottolinea che l’Ente, a cui spetta l’onere del reintegro e del ricollocamento dei dipendenti licenziati e competente per il servizio soppresso, è il Comune della Spezia, il cui regolamento stabilisce che i proventi, derivanti dalla tassa di soggiorno, incassata dal Comune devono essere destinati a finanziare totalmente gli interventi previsti, nel bilancio di previsione, in materia di turismo e promozione delle città, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali, paesaggistici ed ambientali locali, quelli di manutenzione e sviluppo di servizi pubblici. Il documento impegna quindi la giunta a sollecitare il Comune della Spezia affinché provveda a ristabilire l’ufficio IAT e garantisca ai dipendenti, al momento senza lavoro, un giusto reimpiego nell’ambito del medesimo servizio.
L’assessore al turismo Gianni Berrino, dopo avere apprezzato l’impegno dei consiglieri che hanno proposto l’ordine del giorno e aver annunciato il voto favorevole, ha confermato che esiste un percorso avviato con gli enti competenti per trovare una soluzione in tempi certi. L’assessore ha ipotizzato, quindi, di rinviare di quindici giorni la trattazione del testo «per capire la soluzione e verificare».
La proposta di rinvio è stata presentata formalmente da Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ed è stata accolta da Stefania Pucciarelli.

Controllare le ricadute dell’eliminazione temporanea dei dazi sull’olio tunisino  
Con 22 voti favorevoli (maggioranza di centro destra Movimento 5Stelle e Rete a sinistra) e 4 contrari (Pd)  è stato approvato l’ordine del giorno che ha come primo firmatario Alessandro  Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritto anche dagli altri componenti del gruppo, Franco Senarega, Giovanni De Paoli, Stefania Pucciarelli e Alessandro Puggioni relativo al provvedimento con cui  la Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo il 25 gennaio scorso ha approvato «il progetto di relazione per l’introduzione di misure commerciali autonome di emergenza a favore della Repubblica Tunisina». Questa norma  – si sottolinea nel documento – abolirebbe temporaneamente i dazi doganali per l’importazione di olio di oliva dalla Tunisia su ulteriori 35 mila tonnellate annue per due anni. L’ordine del giorno  impegna, quindi, la giunta  a monitorare le eventuali ricadute negative che tale norma potrebbe avere sull’economia olivicola regionale.
Giovanni Barbagallo (Pd) ha annunciato il voto contrario in quanto questa misura sarebbe stata adottata dall’Europa con un fine solidaristico verso le economie più deboli. «L’olio ligure, che non subisce una sovraproduzione rispetto alla domanda ed è di una qualità largamente superiore – ha aggiunto – non è in concorrenza a quello tunisino».
L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha annunciato il voto favorevole al provvedimento e ha accusato sia l’Europa che il Governo di non assumere provvedimenti di tutela verso i produttori italiani. «Prima il caso dei nostri pescatori, poi quello degli allevatori e produttori di latte, adesso la vicenda che coinvolge i nostri produttori di olio – ha detto – dimostrano che il Governo non sta facendo passi in avanti per sostenere questi comparti». Mai ha concluso ricordando i suoi ripetuti interventi presso il ministero delle Politiche agricole   per ottenere la tracciabilità dei prodotti.
Angelo Vaccarezza (FI) ha annunciato il voto favorevole definendo sbagliato il provvedimento che penalizza gli olivicoltori liguri.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) a messo in dubbio l’efficacia del fine solidaristico del provvedimento europeo, che rischia di mettere in difficoltà le aziende liguri e italiane.
Andrea Melis (Mov5Stelle), dopo aver annunciato il voto favorevole, ha criticato «la scarsa incidenza delle politiche europee, che finora  hanno danneggiato l’Italia».

Eliminare le criticità del sistema carcerario ligure.
E’ stato approvato all’unanimità, con alcuni emendamenti, l’ordine del giorno che ha come primo firmatario Angelo Vaccarezza (FI) e sottoscritto anche dall’altro componente del suo gruppo,Claudio Muzio, con il quale si impegna la giunta regionale ad attivarsi, anche in sede di Conferenza Stato Regioni,  per  cercare di avere maggiore personale di Polizia Penitenziaria presso le case circondariali liguri, in particolare quella genovese di Marassi, per far fronte alla critica e pericolosa carenza di organico, per ottenere  garanzie concrete relativamente alla costruzione di un nuovo carcere nel territorio savonese, dopo la chiusura dell’istituto di pena Sant’Agostino a Savona e per chiedere il rispetto dell’applicazione degli accordi bilaterali che prevedono, per i detenuti stranieri con condanna definitiva, la possibilità di scontare la pena nei loro Paesi d’origine. Il documento impegna, infine, la giunta   a proseguire l’iter che permetta, nel più breve tempo possibile, la costruzione di una REMS (Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza per detenuti con patologie psichiatriche) anche in Liguria − una delle poche regioni italiane non commissariate dal Governo in materia − in modo da deflazionare l’Istituto di Genova Marassi, visto che al momento si contano diversi detenuti con problemi di natura psichiatrica.
Accolto un emendamento di Luca Garibaldi (Pd) che ha integrato il testo chiedendo anche il potenziamento degli Ufficio Esecuzione Pena Esterna che si occupa del  trattamento socio-educativo delle persone sottoposte a misure restrittive favorendone il reinserimento sociale. Garibaldi nel suo intervento ha chiesto, inoltre, che la Regione nomini rapidamente il Garante per i diritti dei detenuti.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha dichiarato di condividere il testo ma ha chiesto che nel dispositivo il confronto sulla costituzione del Rems siano ascoltate tutte le rappresentanze sindacali degli operatori. Questa proposta è stata condivisa da Francesco Battistini  (Mov5Stelle).
Claudio Muzio (FI) è intervenuto spiegando che «la casa circondariale di Chiavari rappresenta un modello carcerario positivo da riproporre».
L’assessore alla sicurezza Sonia Viale si è dichiarata favorevole agli impegni assunti nell’ordine del giorno: «Credo sia interesse comune di Governo e Regione dare risposte concrete su questo tema  ai cittadini, agli operatori e ai detenuti». E ha illustrato il percorso ormai a buon punto per la creazione della Rems e gli stretti rapporti su questo argomento con il commissario del Governo, il senatore Franco Corleone.

No ai tagli sulle pensioni di reversibilità.
Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore, 5 voti contrari (Pd) e 6 astenuti (movimento5Stelle) è stata approvata la mozione presentata da Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritta dai colleghi di gruppo Alessandro Piana, Franco Senarega, Stefania Pucciarelli Alessandro Puggioni in cui si chiede che la giunta esprima formalmente al Governo la propria contrarietà al decreto-legge emanato a gennaio dal Consiglio dei Ministri che prevede una razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale e di altre prestazioni anche di natura previdenziale ricordando che in tale “razionalizzazione” è previsto che le prestazioni oggetto della riforma dovranno essere soggette all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e non più ai redditi individuali in questione. Nella mozione il consigliere ha chiesto, inoltre, alla giunta che siano specificate  al Governo le conseguenze del provvedimento sul tessuto sociale ed economico del territorio. Il consigliere ha ricordato che attualmente  la pensione di reversibilità è pari al 60% della pensione del familiare deceduto, se va solo al coniuge, all’80%, se c’è anche un figlio, e al 100% se ci sono due o più figli. Inoltre, la stessa è decurtata del 25% se è superiore a 1.500 euro mensili , del 40% se supera 2000 euro (4 volte) e del 50% se supera i 2.500.  «In Italia ci sono oltre 4 milioni di persone – ha concluso il consigliere – che  non sono in grado di acquistare un paniere di beni essenziali, secondo la definizione di povertà “assoluta” dell’Istat e circa 3 milioni di cittadini, per lo più vedove, percepiscono la pensione di reversibilità che rappresenta una componente fondamentale della sicurezza socio – economica del nostro Paese».
Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha chiesto a De Paoli di ritirare la mozione in quanto sarebbe superata da una nota ufficiale del ministero delle politiche del Lavoro.
Giovanni Lunardon (Pd) si è associato a questa richiesta.
Lilli Lauro (Lista Giovanni Toti Liguria) e poi Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) hanno invitato De Paoli a non ritirare il documento in quanto il decreto del Governo di fatto non è stato ancora modificato.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha annunciato voto contrario.
L’assessore alle Politiche socio sanitarie Sonia Viale ha difeso la mozione: «Nel decreto legge è ancora scritto, nero su bianco, che la pensione di reversibilità non è più una prestazione previdenziale ma assistenziale e questo va a incidere sui diritti acquisiti ed è a profondamente ingiusto e giuridicamente sbagliato».
Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha annunciato l’astensione del gruppo mentre Stefania  Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini), Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio di Forza Italia hanno annunciato  voto favorevole.
Raffaella Paita e Sergio Rossetti del Pd si sono dichiarati contrari alla mozione.

Assenti: De Vincenzi, Ferrando e Giampedrone
Quorum: 15 voti

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