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La Asl fa chiarezza sulle pulizie e la sanificazione in ospedale

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LA SPEZIA – In seguito alle notizie allarmanti uscite sui giornali riguardo allo stato delle pulizie e della sanificazione in ospedale la direzione Asl ha voluto fare chiarezza indicendo una conferenza stampa. La direttrice sanitaria Decia Carlucci ha fatto il punto della situazione.

“Per quanto riguarda i servizi di pulizia svolti dalla Coopservice – ha affermato – sono previste anche per gli OS (operatori sanitari) che prevalentemente svolgono mansioni di assistenza (colazioni, rifacimento letti etc). Ma nei reparti le pulizie sono di competenza esclusivamente degli ausiliari. In radiologia e angiografia qualche approccio per le pulizie è fatto anche dagli OS. Per quanto riguarda invece i lavori in corso in alcuni reparti come al padiglione 6, durante il corso della ristrutturazione i reparti erano vuoti. Tutto per migliorare il logistico alberghiero”. La dottoressa Stefania Silvano, direttrice delle cure primarie sul territorio, ha chiarito che i lavori in Via 24 maggio sono quasi ultimati. Resta da terminare la ristrutturazione del primo piano. Sul fronte del reparto infettivi, il primario Stefania Artioli ha specificato che il sistema di infection control che fa capo alla direzione regionale è il più efficace a livello nazionale con un’infettivologa che svolge periodicamente corsi di aggiornamento.

“Lo studio di prevalenza del 2008 – ha affermato la Artioli – ha messo in luce che le infezioni correlate all’assistenza si attestano al 9,8% su una media nazionale del 15%. E ad oggi il valore rimane lo stesso contrariamente alle nostre previsioni più negative. Su circa 300 pazienti visionati risultano colpiti da infezioni da assistenza solo 17. La pandemia da claprielle del 2009 ha fatto attivare subito sistemi di infection control. Si tratta di microorganismi che hanno acquisito resistenza ai farmaci per cui occorre prescrivere coktail di farmaci ultrapotenti per superare la resistenza. I più soggetti alle infezioni sono gli immunodepressi (chemioterapici e malati di AIDS) i cardiopatici e diabetici. Purtroppo, nonostante la medicina faccia passi da gigante, aumentano proporzionalmente le infezioni da assistenza per l’aumento delle cure invasive”.

Infine la dottoressa Silvia Simonini della Medicina preventiva ha chiarito che le indagini biologiche e di microclima hanno risolto i problemi aziendali.”Con cadenza semestrale vengono fatti questi controlli – ha affermato – e due volte l’anno anche campionamenti microbiologici nelle sale operatorie grazie ad una convenzione con l’Arpal. Altri campionamenti vengono fatti in collaborazione con l’Università di Ancona non solo nei reparti ma anche negli ambulatori.” Tutto sotto controllo dunque in ospedale nonostante i vari disagi del momento.

 

Simona Pardini

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