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Le Sentinelle in Piedi sabato in Piazza Garibaldi

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LA SPEZIA – Sabato 30 aprile, dalle 17.30 alle 18.30, in Piazza Garibaldi alla Spezia, si terrà l’undicesima veglia delle Sentinelle in Piedi. La manifestazione, silenziosa, avverrà in prossimità della probabile approvazione definitiva alla Camera della legge sulle cosiddette “unioni civili”, termine dietro cui si cela il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, con, a cascata, tutte le implicazioni legate alle adozioni e all’utero in affitto. Il premier Renzi ha infatti confermato l’intenzione del governo di approvare la legge molto rapidamente, in modo di non “interferire” con le amministrative del 5 giugno. E’ probabile, quindi, anche alla Camera, così come già avvenuto al Senato, il ricorso al voto di fiducia, pur su una questione con evidenti implicazioni di coscienza.

«Il testo già approvato al Senato equipara al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso, con una disciplina che fa riferimento alle norme sul matrimonio contenute nel codice civile. Per questo – scrivono le Sentinelle in un comunicato – non ci stanchiamo di affermare con la nostra presenza pubblica che siamo di fronte ad una norma ingiusta, che tratta nello stesso modo due realtà diverse. Inoltre, essa ha il solo obiettivo di nobilitare il comportamento omosessuale, togliendolo dalla sfera privata in cui è sempre stato, poiché solo l’unione coniugale costituisce la cellula base della nostra società».

«Scendiamo dunque in piazza per difendere l’uomo da un attacco senza precedenti, che ferisce l’identità dell’uomo e della donna, mina le relazioni e demolisce la nostra società partendo dalla sua cellula base, la famiglia».

«Anche senza la stepchild adoption , il ddl sulle cosiddette “unioni civili” è inaccettabile, non solo perché l’adozione sarà introdotta per via giudiziaria o imposta dall’Europa, dato che la disciplina delle unioni civili si rifà senza differenza alcuna a quella del matrimonio contenuta nel codice civile, ma, soprattutto, perché anche senza l’adozione, il riconoscimento giuridico di tali unioni indebolisce l’istituto matrimoniale, svilendone il significato e facendo passare l’idea che il compito procreativo ed educativo siano solo delle opzioni e non lo scopo principale dell’unione fra uomo e donna».

«Il matrimonio sarà pertanto snaturato e non più compreso come necessario a garantire l’ordine delle generazioni. Questo contribuirà inevitabilmente all’indebolimento dei rapporti e della società intera».

«Scendiamo in piazza anche perché di fronte a questi presunti diritti sarà sempre più difficile dissentire. Farlo significherà essere accusati di omofobia, finire nella gogna mediatica, rischiare la reputazione e spesso – come già accade negli Stati Uniti – anche il posto di lavoro, multe salatissime o obbligo di attività “rieducative”, che richiamano alla memoria i regimi dittatoriali. In gioco, quindi, c’è la libertà di espressione e la libertà di coscienza – non a caso negata dal governo per far approvare la legge al Senato -, che sono basi fondanti di una reale democrazia».

«Ecco perché è necessario costruire un’amicizia sempre più salda fondata sulla verità, ecco perché è necessario testimoniarla nello spazio pubblico, affinché chi ha a cuore il bene ultimo dell’uomo non si senta solo».

«Le Sentinelle in Piedi vegliano in piazza come nella vita, diventano testimoni nelle case, sui luoghi di lavoro, incontrando, risvegliando altri cuori sopiti e rinsaldando una amicizia aperta ad ogni persona che voglia seguire la voce della retta coscienza e non soccombere ad un programma ideologico estremamente pericoloso».

«Non smettiamo quindi di dire “no” al ddl sulle cosiddette unioni civili, “no” al ddl sull’omofobia, “no” al gender nelle scuole, ma soprattutto “sì” alla famiglia, “sì” al diritto del bambino a crescere con un padre e una madre e “sì” ad una società che non cerchi di annullare le differenze tra uomo e donna, bensì ne valorizzi la bellezza».

In contemporanea con Spezia, veglierà anche Genova, segno dell’attaccamento della Liguria al valore della famiglia. Si tratta di un continuare a esserci e a seminare, dando testimonianza pubblica alla verità, in un mondo che sistematicamente propina menzogne. Alcuni frutti già si vedono. Un popolo si sta risvegliando, e il dilagare del gender in tutti i gangli della società non avviene più nell’oscurità e all’insaputa dei più. Lo scorso ottobre, ad esempio, la Regione Liguria ha approvato una mozione contro il gender nelle scuole e per il rispetto della priorità della famiglia nell’educazione.

www.sentinelleinpiedi.it
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