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Le Sentinelle a Genova e alla Spezia

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LA SPEZIA – Circa centocinquanta persone hanno partecipato questa sera a Boccadasse alla quattordicesima veglia genovese delle Sentinelle in Piedi. Altre sessanta hanno partecipato alla veglia spezzina, l’undicesima, in Piazza Garibaldi.

«Il disegno di legge sulle cosiddette “unioni civili”, in realtà sul “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, è stato approvato al Senato – ha detto il portavoce nel comunicato iniziale. Su una legge con gravi implicazioni di coscienza, il governo, dopo aver saltato la commissione giustizia, ha impedito anche il dibattito in aula, imponendo la fiducia. Il testo è stato poi approvato in commissione giustizia alla Camera, bocciando in blocco oltre ottocento emendamenti, molti dei quali presentati dalla maggioranza stessa. Anche questo era stato chiesto dal governo. Il testo sarà quindi in aula dal 9 maggio, e il governo è intenzionato ad approvare la legge molto rapidamente, in pochi giorni, anche a costo di ricorrere nuovamente al voto di fiducia. Giova non dimenticare che, sulla questione, il presidente del consiglio aveva garantito un “ampio dibattito democratico”».

«E’ notizia di questa settimana che, in Australia, un uomo di 49 anni ha speso 44mila dollari per ottenere due gemelline attraverso la pratica dell’utero in affitto al solo scopo di abusare di loro. La vicenda contribuisce a portare alla luce alcuni dei problemi insormontabili che tale tecnica presenta. Del resto, se non ci sono più i genitori, se un bambino diventa merce acquistabile, chi lo proteggerà, chi lo considererà un bene di per sé, un bene non disponibile?».

«L’utero in affitto non è citato esplicitamente nel ddl Cirinnà. Ma il ddl Cirinnà equipara l’ “unione civile” al matrimonio, con un copia-incolla delle norme riguardanti il matrimonio e i coniugi, senza paletti sulla filiazione. Il testo non è ancora legge, eppure già non mancano sentenze “creative” della magistratura in tal senso. E chi ricorre all’utero in affitto all’estero – sebbene esso sia vietato dalla legge 40 sulla fecondazione artificiale – procede impunito, anzi se ne vanta sotto i riflettori politico-mediatici. Del resto, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha già stabilito che, una volta inserito nell’ordinamento un istituto sostanzialmente uguale al matrimonio – anche se lo si chiama “unione civile” – diventano obbligatorie anche le adozioni, per non discriminare. La stessa Corte ha precisato che nessuno Stato europeo è obbligato a introdurre il “matrimonio” omosessuale. I diritti fondamentali sono quelli che consentono ai conviventi l’assistenza reciproca in ospedale e in carcere, il subentro nei contratti di locazione e altri simili, di natura individuale e patrimoniale. Tali diritti, in Italia, ci sono già».

«La legge Cirinnà è stata approvata al Senato senza passaggio in Commissione, violando l’articolo 72 della Costituzione. E il presidente della Repubblica dovrà vagliare con estrema attenzione e rigore i profili di incostituzionalità – più di uno – presenti nel testo».

«Immediatamente dopo la legge sulle “unioni civili”, verrà la riforma sulle adozioni, già preannunciata dal ministro Boschi, che intende “allargare” le adozioni anche a single ed a persone dello stesso sesso. In questo modo, il governo inganna ulteriormente gli italiani, visto che molti Paesi (ad esempio Russia ed Africa) chiudono ogni disponibilità di adozione ai Paesi che non garantiscono ai bambini un padre ed una madre. E poi verrà l’eutanasia e altro, ancora. E la riforma costituzionale, che in autunno verrà sottoposta a referendum popolare, intende accentrare ulteriori poteri sul governo…».

«Anche senza la stepchild adoption , il ddl sulle cosiddette “unioni civili” è inaccettabile, soprattutto perché il riconoscimento giuridico di tali unioni indebolisce l’istituto matrimoniale, svilendone il significato e facendo passare l’idea che il compito procreativo ed educativo siano solo delle opzioni e non lo scopo principale dell’unione fra uomo e donna. Il matrimonio sarà pertanto snaturato e non più compreso come necessario a garantire l’ordine delle generazioni. Questo contribuirà inevitabilmente all’indebolimento dei rapporti e della società intera».

«Non smettiamo quindi di dire “no” al ddl sulle unioni civili, “no” al ddl sull’omofobia, “no” al gender nelle scuole, e soprattutto “sì” alla famiglia, “sì” al diritto del bambino a crescere con un padre e una madre e “sì” ad una società che non cerchi di annullare la differenza tra uomo e donna, bensì ne valorizzi la bellezza». «Vegliamo in silenzio, affinché anche altri uomini, anche chi ha responsabilità politiche, possa cominciare a risentire il bisogno di verità, e ad averne nostalgia».

«E’ la testimonianza di un popolo ordinato e pacifico, il cui silenzio scuote più di ogni parola gli animi assuefatti – ha detto il portavoce in conclusione -. E’ una testimonianza alla verità, che una legge non potrà cambiare. Soprattutto, abbiamo fatto un’esperienza di libertà, affermando che dipendiamo da qualcosa di più grande rispetto ad un potere che vuole zittirci».

«Non c’è alcuna contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali, perché esistono solo uomini e donne e ci rifiutiamo di ridurre le persone in base all’orientamento sessuale! Non bisogna farsi incasellare dall’ideologia delle lobby, che riduce l’identità e la persona a pulsioni sessuali».

«Non siamo soli. Un popolo si sta risvegliando. La menzogna ha bisogno di tante persone che la portino avanti; alla verità bastano pochi testimoni. Grazie per la vostra perseveranza, per continuare a esserci e a seminare, dando testimonianza pubblica alla verità. Nel mondo della menzogna sistematica, la veglia è uno dei pochi momenti in cui si mostra pubblicamente che il re è nudo, che questo sistema profondamente anti-umano e anti-democratico crollerà. Non dobbiamo stancarci di ricordare e di dire la verità».

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