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Ospedale di Levanto, dieci sindaci di riviera e Val di Vara scrivono all’assessore regionale alla Sanità

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Un piano di riorganizzazione e potenziamento inviato dai sindaci della Riviera e della Val di Vara all’assessore regionale alla Sanità.

LEVANTO – “Nell’esprimerle il generale apprezzamento per la sua attività di amministratore regionale sul tema Sanità, noi sindaci della riviera e della val di Vara desideriamo sottoporle le necessità relative ai nostri territori, come concordato nell’ultima Conferenza dei sindaci, che speriamo possano essere recepite nella normativa sanitaria ligure”.
Inizia così la lettera (corredata da una proposta articolata in quattro pagine riguardanti l’ospedale di Levanto) che i primi cittadini di tutti i Comuni della riviera spezzina da Riomaggiore a Deiva Marina, di Pignone, Carro e Carrodano, hanno inviato all’assessore regionale ligure alla Sanità, Sonia Viale, per illustrare la funzione strategica, a livello comprensoriale, del San Nicolò, ed avanzare una proposta di riorganizzazione dei servizi erogati dalla struttura che sia funzionale al diritto all’assistenza dei residenti e garante delle prestazioni di soccorso ai turisti che sempre più numerosi affollano soprattutto i paesi costieri durante la stagione balneare.

L’ospedale di Levanto, scrivono i sindaci, “costituisce l’unico presidio che assolve a funzioni primarie oltre che ad un servizio di base costante durante tutto l’arco dell’anno, in considerazione della sua posizione strategica”.
Nel “dossier” allegato, oltre all’illustrazione della situazione attuale di tutti i servizi erogati dal San Nicolò, una dettagliata proposta relativa, laddove possibile, al loro potenziamento o riorganizzazione.

“Innanzitutto ringrazio i colleghi che hanno sottoscritto l’iniziativa: il sostegno delle comunità rivierasche e dell’entroterra per una causa condivisa è il segnale inequivocabile della volontà di affrontare in un’ottica comprensoriale e senza campanilismi problematiche complesse che riguardano la vita quotidiana di tutti i cittadini che abitano un territorio che travalica i confini di ogni singolo comune – è il commento del sindaco di Levanto, Ilario Agata – Abbiamo sinceramente apprezzato l’attenzione e il modus operandi con i quali l’assessore Viale ha affrontato subito i temi della Sanità, sui quali non ci deve essere competizione ma

collaborazione e confronto tra istituzioni e Asl. Nella nostra provincia esistono tre strutture ospedaliere che possono essere organizzate in maniera da convivere ed essere complementari nell’erogazione dei servizi. Ma la questione va affrontata con il confronto tra le parti e non a colpi di determine come ha fatto finora l’azienda spezzina. Siamo certi che l’assessore Viale abbia la volontà di guardare oltre i numeri di una gestione prettamente economica di un settore così delicato privilegiando aspetti come il diritto all’assistenza, la garanzia del soccorso e, in generale, la qualità di vita dei cittadini. Se lo riterrà opportuno, da parte nostra c’è la più completa disponibilità ad incontrarla per illustrarle direttamente la nostra proposta e confrontarci con lei per raggiungere insieme il miglior risultato possibile che faccia coesistere il diritto alla salute dei cittadini e le esigenze organizzative ed economiche della Sanità ligure, e di quella spezzina in particolare”.

Sulla stessa linea il capogruppo di minoranza nel Consiglio comunale levantese, Nadia Anselmo: “Condivido il pensiero del sindaco Agata. Insieme al presidente della prima commissione regionale alla Sanità, Matteo Rosso, che oltretutto ha fatto visita al San Nicolò per toccare con mano la situazione e le potenzialità del presidio, vorrei ringraziare l’assessore Viale per essere stata la prima rappresentante una giunta regionale ligure a mostrare apertura ed interesse per la nostra realtà ospedaliera, per la cui sopravvivenza stiamo lottando, unitamente ad altri amministratori del territorio come in questo caso, ormai da tempo immemore. Confido anch’io in un aiuto che sarebbe davvero indispensabile per garantire un futuro più sereno ai residenti di un intero comprensorio e una sicurezza ai turisti che spesso scelgono (o sono costretti a scegliere) la località in cui trascorrere una vacanza in virtù della presenza in loco di un punto di riferimento socio-sanitario”.

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