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Piergiorgio Odifreddi, Lamberto Curtoni in “Il discorso delle comete”

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5 luglio 2016 ore 21.30, Piazza San Giorgio. Testo di Piergiorgio Odifreddi – voce. Musica di Lamberto Curtoni – violoncello

LERICI – Un musicista e un matematico, entrambi torinesi, a confronto su il sidereo annunziatore di verità eretiche, l’uomo che fermò il sole in cielo sfidando i pontefici, Galileo Galilei

È a tutti noto l’interesse di Odifreddi sullo studio dei profondi legami tra matematica e musica e sulla musica dei numeri, tanto quanto è noto ai più che moltissimi musicisti del ‘900 siano stati matematici (da Pierre Boulez a Philip Glass).

Lamberto Curtoni è un compositore e musicista che si accosta alla scienza cercando di coniugare la sua musica ispirata al libro “Il discorso delle comete” di Mario Guiducci (astronomo italiano discepolo, amico e confidente di Galilei) ad una parte di divulgazione raccontando la storia di Galileo, del contesto storico e del testo del 1618 stesso.

Il Discorso delle comete è un omaggio all’astronomia in particolare, e più in generale all’uomo, che da sempre ha osservato il cielo e ha cercato attraverso mille “discorsi” di disegnarlo e di consegnarcelo uguale, qui sulla terra.

Fin dai tempi più antichi la comparsa di una cometa, di un’apparizione di aspetto diverso da quello dei consueti astri, che percorre il cielo senza rispettare le regole dei moti dei pianeti, ha dato adito a innumerevoli e interessantissimi studi, teorie e interpretazioni che hanno visto lo scontro tra mondo scientifico e sapere teologico e filosofico.

Con il suo linguaggio musicale ed il suo violoncello, Curtoni cerca di ricreare una dimensione spaziale ma anche di immedesimarsi nel contesto storico, cercando di descrivere anche le sensazioni provate dal popolo non scientifico all’apparizione delle comete in quell’anno.

Per Curtoni ed Odifreddi il personaggio di Galilei si presta ad avere un’interpretazione moderna e attuale, in un percorso che è una sorta di indagine e speculazione intellettuale sulla celebre figura e sul suo tempo, consegnandocelo rinnovato, al passo con i tempi, quelli che lui ha precorso.

Per la scrittura musicale Curtoni si è ispirato ai testi originali tratti dal libro “Discorso delle comete” di Guiducci (portavoce di Galileo Galilei) pubblicato a Firenze nel Giugno 1619 a seguito dell’apparizione nel cielo di tre comete, avvenuta un anno prima. Il testo dona luce a quel dibattito che è rimasto aperto per molti secoli, per tornare, come una cometa, nel punto in cui è stato generato: la sete di verità e di conoscenza dell’uomo.

Partendo dal presupposto che qualsiasi elemento della vita si apre a diversi gradi di lettura, è interessante sottolineare come in questo caso il dialogo si articoli attraverso metafore sonore, sempre sorprendenti, alla ricerca del punto di contatto tra realtà e verità. Domande, dubbi, pensieri, ipotesi che si trasformano continuamente davanti alla varietà dell’esistente da una parte e quel che Esiste, dall’altra.

“Ho pensato al violoncello come a un astro, a una cometa; dotato anch’esso di una chioma e di una coda, e pronto a evocarne la natura profonda, a navigare sulla scia della sua orbita fino a frantumarsi e poi a dissolversi, per trasformarsi, attraverso gli infiniti, ineffabili intrecci delle sue armonie.”

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