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Dibattito sulla legge sugli interventi a favore delle vittime di reati

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GENOVA – Nel pomeriggio è proseguito fino alla fine della seduta il dibattito sul disegno di legge “Interventi in favore delle vittime della criminalità”.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) nella sua relazione di minoranza ha premesso che «la norma appare contraddittoria e di difficile applicazione» e ha criticato, in particolare, il fatto che «si mettono in questo testo sullo stesso piano coloro che sono indagati per un comportamento che potrebbe essere definito un reato e quelli che sono stati assolti dallo stesso reato mentre sono due figure diverse». Il consigliere ha assicurato che il tema della sicurezza «non appartiene solo a una parte politica» e che può prestarsi a strumentalizzazioni: «Temo che un provvedimento del genere rischi di essere strumentalizzato e strumentalizzabile». Secondo Pastorino per affrontare la questione occorre agire sulla prevenzione, con un’efficace lavoro di intelligence sui fenomeni criminali e con interventi più complessivi. Nello specifico Pastorino ha criticato che la priorità degli interventi sia a favore di alcune categorie lavorative mentre andrebbe privilegiato il criterio di attribuzione degli interventi sulla base delle condizioni economiche dei soggetti beneficiari.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) nella relazione di minoranza ha rilevato che il gratuito patrocinio è già previsto dalla normativa nazionale a favore dei cittadini non abbienti. «L’introduzione di questa norma è strettamente correlata a scelte di politica criminale che rientrano in quelle di esclusiva spettanza dello Stato e, pertanto, travalicano – ha aggiunto – le competenze regionali. Il fatto, inoltre che l’articolo ricalchi pedissequamente la disposizione della legge lombarda numero 17 del giugno 2015, fino ad oggi non impugnata, non mette al riparo il disegno di legge da un futuro controllo di incostituzionalità». Il consigliere, inoltre, ha criticato il criterio di preferenza per l’applicazione dei benefici ai soggetti con età superiore ai 65 anni: «Tale preferenza potrebbe porsi in contrasto – ha spiegato – con il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione».

 

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo  «in quanto siamo convinti della bontà del provvedimento». Ha quindi sottolineato che sul tema della sicurezza l’interesse  è forte da parte di tutti i gruppi politici.  «E questo è dimostrato dal tenore degli interventi di chi mi ha preceduto» ha aggiunto, sottolineando che dalla minoranza sono stati presentati emendamenti, oggetti di un’attenta valutazione da parte dell’assessore alla sicurezza sociale, Sonia Viale. Piana ha quindi ribadito la necessità di essere vicini alle vittime dei reati oggetto del testo, non solo moralmente, ma anche in maniera tangibile.

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha definito la proposta di legge «ingiustificabile» perché – ha ribadito – per quanto riguarda la legittima difesa i cittadini sono già tutelati dalle norme statali, così come sono  già previsti gli strumenti per la tutela legale di chi non ha mezzi per difendersi di fronte alla legge. Salvatore ha, inoltre, definito la legge in discussione  anticostituzionale

Per Giovanni Lunardon (Pd) «siamo di fronte ad uno spot propagandistico». Il consigliere, oltre a definire la legge sbagliata,  ha evidenziato che la copertura economica prevista è di soli ventimila euro. «La montagna ha partorito un topolino» ha detto, chiedendo in particolare la cancellazione del comma relativo al patrocinio a spese della Regione in materia di legittima difesa

Anche per Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) «c’è il forte rischio di trovarsi di fronte ad uno spot elettorale», in quanto  – ha ribadito – la legge è priva di sufficiente dotazione economica.

Francesco Battistini (Movimento  Stelle) ha evidenziato che nella legge  mancano gli strumenti di prevenzione e ha contestato il fatto che si prevede il patrocinio a spese della Regione per chi è accusato  per eccesso colposo in legittima difesa, ma a suo avviso non è chiaro il comportamento della Regione, qualora il soggetto giudicato venga dichiarato colpevole.

Juri Michelucci (Pd) ha rilevato che «non esistono soluzioni facili e spaventa che questo tema così delicato sia oggetto di propaganda elettorale fomentando nell’opinione pubblica comportamenti illegali». Le competenze su questa materia – ha rilevato – sono attribuite allo Stato, che già prevede il patrocinio. Secondo Michelucci questo provvedimento avrebbe «solo l’obbiettivo di recuperare qualche voto facendo leva sulle legittime paure dei cittadini».

Giovanni Barbagallo (Pd) ha ricordato le stragi compiute nelle scuole negli Usa da cittadini armati: «Non dobbiamo creare una situazione tipo Far West e trasformare i cittadini in cowboy» e ha ribadito il valore della vita umana.

Raffaella Paita (Pd) ha rilevato il «silenzio assordante del centro destra su una iniziativa che non ha legittimità costituzionale e che viola il principio basilare in cui la maggioranza ha detto di credere, come i valori della solidarietà cristiana, fino al punto di vavere voluto l’esposizione del crocifisso in aula». Il consigliere ha ricordato che ci sono società che hanno liberalizzato l’utilizzo delle armi e ha condannato il concetto di una «giustizia fai da te». Il tema – ha concluso – non va derubricato a propaganda elettorale.

Marco de Ferrari (Mov5Stelle) ha rilevato che questa legge rischia di essere impugnata dal Governo per incostituzionalità, ricordando che questo è già avvenuto nei confronti di alcune Regioni dove sono state emanati provvedimenti simili. «Dopo il Piano casa e la legge sulla caccia – ha aggiunto – se approviamo questa norma rischiamo di raggiungere il record di leggi impugnate». Il consigliere ha chiesto, invece, un impegno forte della giunta contro le ecomafie e la criminalità organizzata che operano in Liguria.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribattuto alla minoranza e ha dichiarato: «Io difendo la mia proprietà se qualcun entra in casa e chi è stato derubato e, magari, anche percosso merita il nostro rispetto». Il consigliere ha ribadito che con questo disegno di legge la Regione intende aiutare e dare sollievo le persone che vivono in uno stato di disagio psicologico per quanto gli è accaduto: «Lo Stato deve garantire sicurezza la tutela dei cittadini e noi , come Regione, mettiamo a disposizione delle risorse per aiutare queste persone – ha aggiunto – che non sono criminali perché i criminali sono, invece, quelli che entrano nelle case altrui».

Luigi De Vincenzi Pd ha condannato il giustizialismo e. ha dichiarato che la legge avrebbe effetti opposti ai fini che si propone: «Con questa legge non avremmo fatto un buon servizio, perché non si risolve il problema della sicurezza dando libertà di sparare. Occorre difendere la proprietà ,ma con gli strumenti che ci consentono di vivere in uno stato civile».

Claudio Muzio (Forza Italia)  ha puntualizzato che esiste un enorme problema relativo all’aumento vorticoso della violenza nei casi di furti, purtroppo oggetto di cronaca quotidiana . E spesso  chi cerca di difendersi deve poi affrontare spese legali enormi, per dimostrare le proprie ragioni. «Noi cerchiamo di aiutare queste persone», ha concluso il consigliere

Sergio Rossetti (Pd) ha spiegato che la questione legittima difesa deve essere affrontata nella sede adeguata che, a suo avviso,  è quella nazionale, all’interno del codice penale.

L’assessore alla sanità e sicurezza sociale Sonia Viale ha preso atto «dell’atteggiamento ostruzionistico» assunto dalla minoranza attraverso la lunga serie di interventi nella seduta pomeridiana. L’assessore ha ribattuto alle accuse della minoranza spiegando che il provvedimento non è uno strumento di propaganda elettorale ma, al contrario, rappresenta un «welfare della sicurezza perché fornisce un aiuto a chi è vittima della criminalità». Secondo Viale il testo non contiene elementi di incostituzionalità e ha spiegato che il provvedimento è ispirato ad una legge analoga approvata all’unanimità, e quindi anche da Movimento5Stelle e Pd, dalla Regione Lombardia sottolineando che questa non è stata impugnata dal governo. L’assessore ha quindi illustrato gli ultimi dati del rapporto sulla sicurezza urbana da cui emerge un incremento dei furti in abitazione. «I liguri si meritano questa legge – ha aggiunto – perché proprio mentre noi oggi parliamo, sia di notte che di giorno i furti continuano e questo fenomeno rappresenta un dramma». L’assessore ha espresso apprezzamento per la relazione di minoranza, presentata in mattinata da Garibaldi, «che ha portato contenuti tecnici al dibattito» mentre ha criticato l’atteggiamento ostruzionistico assunto dalla minoranza nella seduta pomeridiana. Viale ha specificato che il patrocinio regionale non viene attribuito ai ricchi. L’assessore, inoltre ha detto di condividere alcuni degli emendamenti presentati dalla minoranza e ha annunciato che intende tenerne conto nell’elaborazione della delibera di giunta che definirà i criteri per accedere agli interventi di sostegno previsti dalla legge.

Per quanto riguarda l’impugnativa da parte del governo di una legge analoga emanata dal Veneto l’assessore ha dichiarato che si è trattato di una decisione politica e non tecnica e che la valutazione finale spetta alla corte Costituzionale.

Al termine dell’intervento dell’assessore si è chiusa la seduta.

La votazione degli articoli, degli emendamenti e della legge nel suo complesso è rinviata ad una prossima seduta.

 

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