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Guardia di Finanza: operazione in un maxi emporio cinese

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Scoperti 22 lavoratori irregolari, sequestrati oltre 360 prodotti riportanti impropriamente diciture “made in italy” – “ceramiche di Capodimonte” e distrutti oltre 3.500 prodotti non sicuri.

SARZANA – Sono numerose le irregolarità penali ed amministrative rilevate dalla Guardia di Finanza di Sarzana a seguito di un intervento mirato effettuato in un grosso centro commerciale gestito da cittadini Cinesi.

I militari, a seguito di una pregressa attività di monitoraggio disposta dal Comando Provinciale della Spezia che ha consentito di acquisire elementi riguardanti l’illecita commercializzazione di prodotti da parte di un esercizio commerciale, avevano effettuato lo scorso ottobre un accesso, rivenendo e sequestrando migliaia di prodotti privi delle informazioni in lingua italiana, della composizione merceologica, dell’importatore, del fabbricante, delle avvertenze e delle precauzioni di impiego previste dal “Codice del Consumo” oltre che dalla normativa europea in materia di sicurezza.

Successivamente, la camera di Commercio della Spezia, confermando le irregolarità contestate dai finanzieri, ha emesso un ordine di distruzione su oltre 3.500 prodotti per un valore di circa 20.000 euro, quali articoli da bigiotteria, accessori e capi di abbigliamento, piercing, prodotti per arredamento casalingo, borse da viaggio, eseguito nei giorni scorsi dai militari.

Contestualmente, i finanzieri e gli ispettori della Direzione provinciale del Lavoro della Spezia, con la quale è in corso una fattiva e proficua collaborazione, hanno avviato anche un controllo in materia di sommerso da lavoro, appurando, attraverso una minuziosa ricostruzione delle prestazioni realmente effettuate dai dipendenti quasi tutti di origine cinese, l’inosservanza alle norme che tutelano il rapporto di prestazione, nonché degli obblighi propri del sostituto d’imposta.

Le informazioni acquisite, raffrontate con la documentazione obbligatoria in materia, hanno quindi permesso di rilevare violazioni circa l’effettivo inquadramento dei dipendenti, in trasgressione al D.L. n. 510/1996, così come modificato dall’art. 1, comma 1180 L. 296/2006, e di individuare 22 lavoratori assunti irregolarmente di cui 10 completamente in nero.

Sono state anche contestate violazioni all’art 4, comma 2 della L 300/1970, per l’istallazione irregolare di impianti di controllo, quali le telecamere di sorveglianza, in presenza di lavoratori dipendenti.

Le sanzioni applicate ammontano ad oltre 42.000 euro, ed è stato ricostruito un imponibile previdenziale e contributivo evaso per 16.781 euro.

Inoltre, sempre nel corso del primo intervento, erano stati anche sequestrati alcuni capi di abbigliamento sui quali erano state applicate delle fittizie etichette che riportavano la dicitura “Made in Italy” traendo in inganno il consumatore, visto che in realtà la merce proveniva da paesi del sud est asiatico.

All’interno del negozio erano persino stati rinvenuti gli strumenti utilizzati per l’etichettatura assieme alle stesse etichette “Made in Italy”, pronte per essere applicate su svariati capi di vestiario di origine diversa e venduti come “veri” capi italiani.

Di recente, nelle fasi conclusive del controllo sul lavoro, i finanzieri sono tornati nell’emporio per verificare l’integrità dei sigilli applicati, e si sono accorti che erano stati esposti e messi in vendita più di 50 prodotti di “vasellame” riportanti la dicitura ed il noto marchio campano “Capo di Monte” famoso in tutto il mondo per l’elevatissimo pregio e manifattura delle porcellane.

L’imprenditore, di nazionalità cinese, è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica della Spezia in violazione all’art. 474, comma 2, (commercio di prodotti con segni falsi) che si aggiunge alla precedente denuncia in violazione all’art. 517 c.p. (vendita di prodotti mendaci).

L’operazione appena conclusa testimonia la multidisciplinarità dell’azione della Guardia di Finanza.

La contraffazione ed il commercio di prodotti non genuini ed insicuri, sottraggono opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole, mettendo inoltre in pericolo la salute dei consumatori.

L’economia sommersa ed il lavoro nero alterano le regole di mercato, danneggiando i cittadini e gli imprenditori onesti.

In questo contesto la Guardia di Finanza opera ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini dando ascolto alle richieste di controllo da parte dei commercianti che operano in piena legalità.

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